Amministrazioni all’avanguardia Estonia e Finlandia si stanno scambiando digitalmente i propri registri di anagrafe

Un esperimento in attesa di una possibile infrastruttura Cloud federata europea per garantire un accesso più rapido ai servizi di e-government

Raigo PAJULA / AFP

Estonia e Finlandia sono i primi due paesi europei a integrare lo scambio di dati fra le rispettive anagrafi. È quanto annunciato dal ministro degli Interni estone Jaan Kask: lo scambio di dati tra i registri della popolazione estone e finlandese è stato in parte trasferito alla piattaforma X-Road. Ora le informazioni si condividono automaticamente una volta alla settimana garantendo la correttezza e aggiornamento dei dati per entrambi gli stati.

Il ministro della popolazione estone, Riina Solman, ha sottolineato l’importanza dello scambio di dati tra i due paesi. «L’Estonia e la Finlandia si scambiano regolarmente i dati delle anagrafi dal 2005. Finora, questo è stato fatto con l’invio manuale di file. Ora non è più così. Questo fa risparmiare tempo alle persone, poiché non devono più presentare una domanda separata per cambiare il luogo di residenza», ha detto Solman.

L’Estonia è uno dei paesi membri dell’Unione europea più all’avanguardia per i servizi pubblici digitali. Nel 1994, a soli 3 anni dalla restaurazione dell’indipendenza dall’Unione sovietica, il piccolo stato baltico presentava la strategia The Estonian Way to the Information Society con l’obiettivo di stabilire i principi per la gestione di sistemi informativi statali moderni ed efficienti. Quattro anni dopo quelle idee diventavano legge, tutte le scuole si erano dotate di un computer e di una connessione a internet e lo stato lanciava l’applicazione del prototipo dell’X-Road.

X-Road è stato lanciato nel 2001 dagli sviluppatori dell’Università delle tecnologie di Tallinn ed è garantito dall’Autorità del Sistema Informativo, è una piattaforma che scambia informazioni in modo sicuro tra sistemi informatici separati. Per garantire trasferimenti sicuri, tutti i dati in uscita vengono firmati digitalmente e crittografati, mentre tutti i dati in entrata vengono autenticati e registrati. In più ogni cittadino è il vero “Grande fratello” dei propri dati perché può aggiornarli o modificarli in ogni momento. Oggi 1000 organizzazioni pubbliche e private usano X-Road e l’Estonia ha il 99% dei servizi della pubblica amministrazione che sono erogati online.

Tutto funziona anche sotto il principio del Once only. L’amministrazione pubblica chiede i dati di ogni persona solamente una volta, direttamente alla nascita dove ogni neonato acquisisce la propria identità digitale. Il cittadino viene interpellato solo se le informazioni personali devono passare da un database all’altro per, ad esempio, l’erogazione di un servizio. L’azienda pubblica deve verificare che un cittadino è residente in città ed è under 25 per l’abbonamento ai trasporti? Farà riferimento diretto, tramite X-Road, al database dell’anagrafe su autorizzazione del cittadino stesso. È proprio ciò che sarà possibile per circa 53.000 cittadini estoni che risiedono permanentemente in Finlandia. Con Suomi.fi Data Exchange Layer i registri dell’anagrafe dei due paesi potranno scambiarsi informazioni di chi registra la propria residenza, o ha un indirizzo aggiuntivo sul territorio. Lo stesso sistema è stato implementato anche fuori dall’Unione europea in paesi come il Kirghizistan, le Isole Faroe, l’Islanda e il Giappone. Ma tra gli altri stati membri dell’Unione europea a che punto sono arrivati?

La Presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen ha annunciato, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione , un deciso cambio di passo in termini di servizi pubblici digitali promettendo che presto verrà proposta un’identità digitale europea tramite la quale ogni cittadino potrà «avere il controllo dei propri dati e come questi ultimi vengono usati». Questo però dovrà andare di pari passo con l’accesso alla banda larga per le zone rurali dell’Unione: il 40% delle persone che vivono fuori dai centri abitati è disconnesso o con una connessione lenta che penalizza fortemente l’accesso ai servizi online.

L’attitudine di interfacciarsi digitalmente con i governi tramite servizi digitali è aumentata sensibilmente (dal 58% della media UE del 2017 al 67% nel 2019). L’UE stima che l’implementazione dei servizi pubblici digitali a livello europeo può permettere di risparmiare fino a 50 miliardi ogni anno. Ora sta alle politiche europee che la Commissione UE proporrà entro fine anno – e poi ai singoli stati membri – velocizzare questa richiesta già presente nella società. Durante l’ultimo Consiglio Europeo del 1 e 2 ottobre si è suggerito alla Commissione l’installazione di un’infrastruttura Cloud federata. Questo porterebbe a una maggiore capacità Cloud europea che, insieme a un quadro di interoperabilità potenziato, garantirebbe un accesso più rapido, efficiente, conveniente e trasparente a servizi di e-government.

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