
Attualmente, in Cina sono disponibili 16.000 miliardi di euro di wealth e asset management opportunity, cioè opportunità di grande gestione patrimoniale. Il numero di clienti con elevato patrimonio è di oltre 2 milioni di persone, il tasso di risparmio è consistente e significativo.
Per questo, secondo Massimo Mazzini, Presidente Eurizon Capital (HK) – società di asset management con sede a Hong Kong -, si può immaginare una crescita nei prossimi anni maggiore rispetto ai Paesi dell’Unione europea e a quelli americani. Mazzini ne ha parlato in occasione dell’evento del 14 e 15 ottobre “Belt & Road Initiative 3 2020. Spingere export e affari in Cina e sulle nuove vie della seta”.

Presenti in Cina dal 2007, «con Eurizon, abbiamo una presenza storica con la partecipazione in Penghua, una delle principali società di asset management locali. Siamo partiti con un patrimonio di circa 20 miliardi e oggi superiamo i 100 miliardi di euro in gestione. Riteniamo che per operare sul mercato cinese l’approccio debba essere quello di un investitore resiliente ma anche di lungo termine». A oggi, in base all’ultima analisi di Z-Ben Advisors sulle 25 società di asset management straniere in Cina, Eurizon Capital è l’unica italiana presente, per altro al 16° posto.
Della Cina ad Eurizon interessa non solo il mercato locale ma anche la possibilità di proporre risposte alle esigenze degli investitori non cinesi. «I nostri clienti italiani, così come quelli degli altri mercati europei con cui lavoriamo, chiedono sempre più la possibilità di investire in Cina dove, per fare un esempio, il rendimento del mercato obbligazionario è del 2-3%, Ci sono quindi grandi potenzialità. Di conseguenza in questi anni abbiamo anche creato prodotti per investitori italiani ed europei che mostrano un interesse crescente verso soluzioni finanziarie su quell’area che offre rendimenti interessanti».
Parallelamente, anche gli investitori cinesi interessati all’Italia potrebbero beneficiare di maggiori opportunità rispetto al passato, grazie al contesto normativo più favorevole che consentirebbe loro di investire anche fuori dai confini nazionali. «In questo caso noi agiamo sia con Penghua ma anche proponendo direttamente agli investitori istituzionali asiatici soluzioni d’investimento sul mercato italiano». Secondo Mazzini si tratta di un trend interessante che potrebbe subire un’accelerazione nei prossimi anni.