E in Italia si litiga sulla manovraNextGenerationEu, il negoziato in Europa non si sblocca

Diventa sempre più difficile usare una parte dei fondi all’inizio del 2021. E il governo si divide sulla legge di bilancio: oggi terzo vertice di maggioranza

YVES HERMAN / POOL / AFP

Il negoziato sul budget europeo tra Parlamento e Consiglio non decolla. E la trattativa sul dossier del Next Generation Eu rimane congelata, accumulando ritardi su ritardi. Ieri al vertice a Bruxelles il presidente dell’Europarlamento David Sassoli ha sollecitato i leader dei Paesi membri a «sbloccare i negoziati», chiedendo 39 miliardi in più per finanziare i principali programmi del bilancio. Ma subito è arrivato il no della Cancelliera tedesca Angela Merkel, sostenuta dagli altri capi di Stato.

Niente da fare, dunque. Ma mentre la curva dei contagi continua a salire in tutta Europa, Sassoli ha anche avvertito che i soldi concordati il 21 luglio potrebbero addirittura non bastare più per risollevare il continente dalla crisi economica.

«Non è escluso che debba aprirsi una “fase due”, che richieda l’adozione di strumenti ancora più significativi rispetto a quelli adottati», hanno fatto sapere dal Consiglio. Ma ad oggi «non possiamo riaprire l’accordo di luglio». Il Consiglio non ha affrontato l’ostacolo legato alle condizionalità sullo Stato di diritto, altra nota dolente, con i Paesi nordici che vorrebbero inasprire la proposta di mediazione tedesca per mettere all’angolo Ungheria e Polonia.

Nel frattempo l’Italia aspetta, sperando in una accelerazione. Ma l’ipotesi di avere i primi fondi a inizio 2021 sembra sfumare. Roma ha avviato le discussioni con la Commissione sul Recovery plan, mentre la visita di martedì a Roma di Ursula von der Leyen dovrebbe essere rinviata dopo che la presidente della Commissione ha dovuto abbandonare il summit per mettersi in quarantena perché un suo collaboratore è risultato positivo al Covid-19.

La manovra
A mezzanotte è scaduto anche il termine per la presentazione dei documenti programmatici di bilancio da parte di tutti gli Stati dell’Eurozona. L’Italia dovrebbe essere l’ultima a spedire il testo, fra sabato e domenica. Un ritardo motivato dal fatto che per arrivare a una sintesi non sono stati sufficienti due vertici di maggioranza. Oggi ce ne sarà un terzo, nella speranza di appianare le divisioni nella maggioranza.

Dei 40 miliardi a disposizione, quelli già impegnati in misure di emergenza sono oltre la metà della dote di deficit aggiuntivo da 23 miliardi. I ministeri, anche questa volta, hanno presentato una sterminata lista della spesa da oltre 20 miliardi. E lo stesso hanno fatto i partiti nella maggioranza di governo.

La quadra è ancora da trovare. Il Partito democratico e Italia Viva vogliono far partire subito l’assegno unico per i figli a carico e i renziani premono perché si rinviino o si cancellino plastic e sugar tax. I Cinque Stelle vogliono rendere triennale il superbonus al 110% per la riqualificazione energetica degli edifici, LeU chiede più risorse per asili, scuole e sanità.

Ma a creare tensioni c’è anche l’annunciato stop al blocco dei licenziamenti, che rimarrebbe solo per le imprese che utilizzano la cassa integrazione per l’emergenza. E pure lo stop alle cartelle esattoriali. I Cinque Stelle chiedono di frenare la partenza, Pd e LeU appoggiano la ripresa della riscossione decisa dal governo.

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