Sogno ricorrenteCosa sbaglia chi vuole diventare ricco e non ci riesce

Si dice che per fare soldi occorra investire in azioni o trovarsi un buon consulente finanziario, o ancora che un tempo era più facile arricchirsi. Ci sono alcuni errori comuni, credenze errate, che chi ambisce a un certo livello di prosperità commette spesso

Unsplash

Il tema della ricchezza e delle diseguaglianze di reddito non perde mai d’attualità, anche durante l’attuale pandemia. Anzi, secondo alcuni proprio questa emergenza sanitaria starebbe aumentando il gap fra ricchi e poveri. Sta di fatto, che una cosa è certa: molte persone continuano a sognare di diventare ricche.

Se non fosse così, perché milioni di persone in tutto il mondo giocherebbero alla lotteria ogni settimana? Ci sono numerose ragioni per cui sempre più persone non si arricchiscono, tra cui una serie di errori comuni e credenze errate. Eccone alcuni:

Errore 1: «Si diventa ricchi investendo in azioni».

Questo è semplicemente sbagliato. Date un’occhiata a qualsiasi elenco delle persone più ricche del mondo e difficilmente troverete qualcuno che è diventato ricco grazie ai suoi investimenti in azioni. Warren Buffett è spesso citato come un’eccezione, ma non è un tipico investitore azionario e, anche se lo prendete come esempio, è un’eccezione molto ma molto rara. In percentuale alla popolazione, la Germania ha più milionari della maggior parte degli altri Paesi. Ma uno studio tedesco ha confermato che solo il 2,4 per cento dei milionari tedeschi ha costruito la propria ricchezza comprando azioni.

Al contrario, il 10 per cento è diventato ricco grazie al settore immobiliare, mentre la stragrande maggioranza è diventata ricca svolgendo attività di tipo imprenditoriale. Studi svolti negli Stati Uniti hanno inoltre dimostrato che la stragrande maggioranza dei milionari americani si è arricchita non investendo sul mercato azionario, ma facendo gli imprenditori. Le azioni sono un’eccellente opportunità di investimento – per rimanere ricchi, non per diventarlo!

Errore 2: «Una volta era più facile diventare ricchi».

Spesso si sostiene che la maggioranza delle persone più ricche del mondo abbia ereditato la propria fortuna – e che sia diventato quasi impossibile diventare ricchi grazie ai propri sforzi. Questa è un’idea sbagliata tanto quanto la convinzione che «si stava meglio quando si stava peggio». Anche in questo caso, la prova va cercata nella classifica annuale di Forbes delle persone più ricche del mondo. La maggior parte delle persone che sono in quella classifica si è arricchita diventando imprenditore di prima generazione. E la percentuali dei ricchi americani che si sono fatti da sé nella classifica “Forbes 400” è passata dal 48 per cento nel 1984 al 67 per cento di oggi.

A livello globale, è probabile che la percentuale sia significativamente più alta. Internet in particolare ha creato un certo numero di miliardari nel settore hi-tech che si sono fatti da sé – tra cui Jeff Bezos (Amazon), Mark Zuckerberg (Facebook), Larry Page e Sergey Brin (Google). Ci sono anche alcuni miliardari cinesi che hanno prosperato grazie a internet, come Jack Ma (Alibaba).

Errore 3: «Preferisco essere povero e sano piuttosto che ricco e malato».

I ricchi hanno più probabilità di ammalarsi, forse perché vivono una vita più stressante? No. Al contrario, studi scientifici hanno dimostrato che le persone più ricche sono anche le più sane e vivono più a lungo di quelle meno abbienti. Se si pensa che avere più soldi faccia male alla salute, si sta inconsciamente rinunciando a una ricchezza futura. Un’altra convinzione che impedisce di arricchirsi è l’illusione della “somma zero”: i ricchi prosperano a spese dei poveri. Anche questa è un’assurdità assoluta. Il numero dei ricchi è aumentato costantemente negli ultimi vent’anni, mentre il numero dei poveri nel mondo è diminuito di un miliardo. Secondo la teoria della somma zero, ciò non sarebbe potuto accadere.

Errore 4: «Se voglio diventare ricco, devo prima sapere COME».

La maggior parte delle persone crede che se si vuole diventare ricchi, bisogna prima avere un’idea chiara di come raggiungere il proprio obiettivo. Questo è sbagliato. È molto più importante sapere PERCHÉ si vuole diventare ricchi che sapere COME si diventa ricchi. La maggior parte delle persone afferma di voler avere più soldi, ma questo non è sufficiente per diventare ricchi. Se vuoi diventare ricco, hai bisogno di una forte motivazione che ti guiderà per anni o addirittura per decenni. Per questo motivo il perché è molto più importante del come.

C’è bisogno di un motivo che ti faccia diventare ricco. Per inciso, la maggior parte dei ricchi non vuole avere tanti soldi per potersi permettere di comprare orologi, ville e auto costose (anche se pure questo può essere piacevole). No, quello che vogliono è soprattutto la libertà economica e l’indipendenza. E quello che intendono con “indipendenza” è questo: non avere più la necessità di lavorare; decidere da soli se lavorare, dove lavorare, cosa fare, quando lavorare, come e con chi lavorare. Questa è la vera “libertà economica”.

Errore 5: «Ho bisogno di buoni consiglieri o di un coach».

A volte si sente dire che è difficile diventare ricchi senza l’aiuto di consulenti finanziari o coach. Ma questo è proprio quello che direbbero le persone che si guadagnano da vivere fornendo tali servizi, non è vero? Conosco un sacco di persone ricche, compresi i multimiliardari, e nessuno di loro si fidava di un consulente finanziario o aveva un coach.

Il prerequisito più importante per diventare ricchi è assumersi la responsabilità delle proprie finanze. La maggior parte delle persone che entra in possesso di molti soldi e poi li perde tutti (ad esempio i vincitori di una lotteria, i campioni sportivi, le pop star) ha riposto troppa fiducia nei consulenti, senza quindi aver maturato proprie competenze finanziarie. Se non sai nulla di finanza, non sarai nemmeno in grado di giudicare quale consulente è all’altezza del compito.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

K - Linkiesta FictionÈ nata K, la rivista letteraria de Linkiesta curata da Nadia Terranova

È nata K – Linkiesta Fiction, una nuova rivista di letteratura curata da Nadia Terranova, finalista al Premio Strega 2019, e dal direttore de Linkiesta Christian Rocca. 

K – Linkiesta Fiction è un volume di 320 pagine disegnato dall’art director Giovanni Cavalleri e arricchito da fotografie di Stefania Zanetti, da un’illustrazione di Maria Corte e da un saggio introduttivo di Nadia Terranova. Il tema del primo numero di K è il sesso. 

K si può preordinare sul sito de Linkiesta a 20 euro più 5 di spese postali oppure acquistare nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco in costante aggiornamento). 

Gli autori che hanno partecipato al primo numero con un racconto originale scritto appositamente per K sono:

Camilla Baresani, Jonathan Bazzi, Carolina Capria, Teresa Ciabatti, Benedetta Cibrario, Francesca d’Aloja, Mario Desiati, Annalisa De Simone, Viola Di Grado, Mario Fillioley, Dacia Maraini, Letizia Muratori, Valeria Parrella, Romana Petri, Lidia Ravera, Luca Ricci, Marco Rossari, Yari Selvetella, Elvira Seminara.

Ci sono anche due anteprime di romanzi di Don Winslow e di Maggie O’Farrell in uscita a breve in Italia.

Per acquistare più copie di K, scrivere qui.

20 a copia