Promossa l’ItaliaLa situazione dello Stato di diritto nell’Unione europea

La relazione pubblicata dalla Commissione analizza quattro temi: i sistemi giudiziari nazionali, i quadri anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri. Il nostro Paese supera la valutazione ma viene bacchettato per la giustizia lenta e la scarsa indipendenza dei media

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La Commissione europea ha pubblicato la prima relazione sullo Stato di diritto nell’Ue. Il documento sottolinea che molti Stati membri hanno standard elevati, ma rileva anche l’esistenza nell’Unione di seri problemi. Il testo riflette inoltre sulle conseguenze delle misure di emergenza adottate dagli Stati membri a causa della crisi del coronavirus e tratta quattro pilastri principali che hanno un forte impatto sullo Stato di diritto: i sistemi giudiziari nazionali, i quadri anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri, essenziali per un sistema efficace di governance democratica.

Il primo rapporto della Commissione Ue promuove inoltre l’Italia, ma sottolinea alcune inefficienze come la giustizia lenta e ingolfata, e la scarsa indipendenza dei media, soprattutto a causa del conflitto di interessi nel settore audio-visivo.

Per quanto riguarda i sistemi giudiziari invece, si legge nel paper, alcuni Stati membri stanno avviando riforme volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura e stanno riducendo l’influenza del potere esecutivo o legislativo sul sistema giudiziario. Il tema continua però, per alcune realtà, a destare preoccupazione, il che ha portato all’avvio di procedure di infrazione o di procedure.

In merito all’anticorruzione, diversi Stati membri hanno adottato strategie organiche di lotta alla corruzione, mentre altri le stanno predisponendo. Per garantirne la riuscita è fondamentale comunque che vi siano un’attuazione e un monitoraggio efficaci, sottolinea il rapporto.

Nota in gran parte positiva per la libertà e il pluralismo dei media. I cittadini dell’Ue godono infatti di elevati standard di libertà e pluralismo dei media. Soprattutto durante la pandemia di coronavirus, i media si sono dimostrati essenziali nella lotta alla disinformazione. Anche se alcune valutazioni hanno individuato casi in cui la pressione politica sui media ha dato adito a gravi preoccupazioni.

Per quanto riguarda i sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali, invece, molti Stati membri hanno messo a punto strategie sistematiche per coinvolgere i portatori di interessi e garantire che le riforme strutturali scaturiscano da un ampio dibattito all’interno della società. Al tempo stesso, la relazione mostra che il ricorso eccessivo a una legislazione accelerata e di emergenza può destare preoccupazioni per quanto riguarda lo Stato di diritto.

«Lo Stato di diritto e i nostri valori condivisi sono alla base delle nostre società. Fanno parte della nostra identità comune di europei. Lo Stato di diritto difende i cittadini dalla legge del più forte. Pur avendo standard molto elevati in materia di Stato di diritto nell’UE, abbiamo anche diversi problemi da affrontare» ha commentato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Aggiungendo: «La Commissione europea continuerà a collaborare con le autorità nazionali per trovare soluzioni al fine di garantire i diritti e le libertà nella vita quotidiana dei cittadini».

L’obiettivo della nuova relazione sullo Stato di diritto è ampliare gli attuali strumenti dell’Ue con un nuovo strumento di prevenzione e promuovere un dibattito inclusivo e una cultura dello Stato di diritto in tutta l’Ue. Come spiega anche Vera Jourová, vicepresidente per i Valori e la trasparenza: «Oggi colmiamo un’importante lacuna negli strumenti per lo Stato di diritto. La nuova relazione esamina per la prima volta tutti gli Stati membri allo stesso modo per individuare le tendenze in materia di Stato di diritto e contribuire a prevenire l’insorgere di gravi problemi. Ogni cittadino merita di avere accesso a giudici indipendenti, di beneficiare di media liberi e pluralisti e di poter contare sul fatto che i suoi diritti fondamentali saranno rispettati. Solo così possiamo definirci un’autentica Unione di democrazie».

Sul versante delle misure di emergenza adottate nel contesto del coronavirus, la relazione registra sia casi dove la modifica o la sospensione dei tradizionali sistemi nazionali di bilanciamento dei poteri possono determinare problemi particolari per lo Stato di diritto; sia Stati in cui le sentenze dei tribunali nazionali o il coinvolgimento dei difensori civici hanno avuto un impatto positivo sulle misure di emergenza adottate.

Anche per questo motivo, la «nuova relazione sullo Stato di diritto rappresenta l’inizio di un dialogo aperto e regolare con tutti gli Stati membri, un modo in cui possiamo condividere le buone pratiche e prevenire i problemi prima che si radichino. L’obiettivo è quello di promuovere una vera cultura dello Stato di diritto in tutta l’UE e di stimolare un autentico dibattito a livello nazionale e dell’Ue», ha spiegato Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori.

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