Scisma made in UsaLa nuova giudice di Trump e il divario tra le due anime del cattolicesimo americano

I bianchi integrati come gli italoamericani sono sempre più fedeli al voto repubblicano e preferiscono quel tipo di pratica che trovò il perfetto sbocco politico in George W. Bush e nella sua teoria della sinfonia di fedi che compone l’America. Mentre per le comunità d’origine latinoamericana la dottrina di Roma rimane fortemente legata al sociale. Nella Corte Suprema questa divisione è rappresentata dalla liberal Sonia Sotomayor e adesso dalla conservatrice Amy Coney Barrett

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La giudice Amy Coney Barrett ha raggiunto la Corte Suprema a tempo di record, in soli trenta giorni dalla nomina presidenziale. Un capolavoro politico di Mitch McConnell (leader della maggioranza repubblicana del Senato, ndr) che cementa una maggioranza formale di originalisti. Di questi, ben cinque sono cattolici: oltre a lei, lo sono Samuel Alito, Clarence Thomas, Brett Kavanaugh e in parte lo stesso John Roberts, più Neil Gorsuch che è il solo protestante presente tra i nove, ma è comunque un conservatore. Oltre a questi c’è anche Sonia Sotomayor, liberal, ma anche lei cattolica.

Ed è mettendo a confronto Sotomayor e Coney Barrett che possiamo tracciare una linea netta che separa le due anime del cattolicesimo americano. Che ormai somigliano sempre più a due religioni diverse e in conflitto. Un conflitto tra queste due anime che è iniziato in California, negli anni Cinquanta. Prima di allora il cattolicesimo era molto ostracizzato in varie parti del Paese, nonostante ci fossero già stati degli importanti esponenti cattolici ai vertici del governo e della Corte Suprema (Roger Taney, primo giudice capo cattolico, venne nominato nella posizione da Andrew Jackson nel 1836 dopo che aveva occupato le cariche di segretario al Tesoro e Procuratore Generale negli anni precedenti).

Anche per questo motivo a fine Ottocento, data la grande massa di nuovi cittadini americani di origine irlandese e italiana divennero un blocco di voti importanti che però non poteva ambire ad avere uno dei propri al vertice di un ticket presidenziale vero e proprio, ma ciònonostante l’influenza della Chiesa cattolica si lega fortemente al nascente movimento sindacale delle grandi città, fornendo quindi un’applicazione alle dottrine sociali espresse nell’enciclica Rerum Novarum del 1891. Un simbolo su tutti: Dorothy Day, attivista anarchica convertita al cattolicesimo nel 1927, fondando il periodico “Catholic Worker” nel 1933.

In quegli anni succedono due eventi che sembrano saldare la chiesa cattolica con i destini del Partito democratico: nel 1928 vince la nomination dei democratici il governatore di New York Al Smith, discendente del marinaio di origine genovese Emanuele Ferraro. Ma viene sconfitto duramente dal repubblicano Herbert Hoover e in campagna elettorale l’argomento che Smith avrebbe preso ordini direttamente dal Vaticano fa presa sull’elettorato del Profondo Sud, normalmente legato ai Democratici e porta Hoover a vincere in Virginia, Florida, North Carolina, Texas e Tennessee. Ma quattro anni più tardi questo blocco di voti sarebbe stato decisivo nell’elezione a presidente di Franklin Delano Roosevelt, che aveva promesso di abolire il proibizionismo degli alcolici e premiò il presidente del Partito Democratico James Farley con la carica di direttore generale del servizio Postale.

Nel dopoguerra però le cose cambiarono. Il nuovo Pontefice Pio XII era un ex diplomatico e voleva che la Chiesa cattolica avesse un ruolo prominente nella lotta contro il comunismo. Per questo riteneva necessaria una svolta conservatrice nell’episcopato americano per rafforzare questo fronte e nel contempo ottenere il definitivo sdoganamento del cattolicesimo, nonostante l’antipatia nei confronti del presidente Harry Truman. Nominò cardinali due esponenti del fronte ortodosso del cattolicesimo, ostile alle commistioni col mondo sindacale che si riteneva infiltrato con il comunismo sia l’arcivescovo di New York Francis Spellman sia il capo della diocesi di Los Angeles James Francis McIntyre. Quest’ultimo fu il primo cardinale della West Coast, punto cardine della strategia globale vaticana nell’espansione di un cattolicesimo militante.

La strategia di McIntyre fu di porre la sua dottrina come colonna di un anticomunismo ferreo, roccioso e senza sconti, non ostile alla libertà d’impresa e al raggiungimento della felicità dei migranti interni che raggiungevano lo Stato per costruire la loro nuova esistenza. Non solo la strategia funzionò, ma fu un’influenza decisiva nella formazione politica del futuro governatore e presidente Ronald Reagan. Parallelamente, sempre in California, un attivista sindacale di origine messicana come Cesar Chavez integrava nelle sue lotte il pensiero sociale cattolico, anzi, utilizzando simbologie prese dai Vangeli per descrivere gli sforzi necessari per ottenere risultati attraverso lo scontro con gli agrari californiani.

Negli anni successivi questi due cattolicesimi divennero la matrice culturale di due mondi diversi: i bianchi integrati come gli italoamericani, divenuti ormai sempre più fedeli al voto repubblicano, preferiscono quel tipo di pratica che trovò il perfetto sbocco politico in George W. Bush e nella sua teoria della sinfonia di fedi che compone l’America, mentre per quel che riguarda le comunità d’origine latinoamericana il cattolicesimo rimase fortemente legato al sociale. E anche la stessa Alexandria Ocasio Cortez ha dichiarato di essere cattolica.

Se i conservatori hanno trovato nell’arcivescovo di New York Timothy Dolan uno dei loro punti di riferimento, lo stesso potranno fare i progressisti con il suo omologo di Washington Wilton Gregory, che a fine novembre diventerà il primo cardinale afroamericano. Non bisogna dimenticare che il candidato presidente Joe Biden non ha mai fatto mistero della sua fede alla Chiesa di Roma, anche se l’episcopato americano non gli perdona le sue posizioni liberal sull’aborto.

Nel 2016 per la prima volta la maggioranza dei cattolici americani ha votato per Donald Trump e Biden sa che questo non può avvenire nuovamente. Per quello sarà decisivo conquistare quei cattolici che vogliono proteggere il diritto alla salute più che restringere la possibilità di abortire. Questo scontro che alla Corte Suprema vede sui fronti opposti la nuova giudice nominata da Trump Amy Coney Barrett e Sonia Sotomayor nominata da Obama, sancisce quasi uno scisma de facto.

Ben pochi sono i legami tra Mike Pence che si definisce un “cattolico evangelico” e invece Alexandria Ocasio-Cortez che vuole difendere la sanità dagli attacchi repubblicani in virtù degli insegnamenti sociali della Chiesa. Decisivi quindi nei prossimi anni saranno gli innesti ai vertici delle diocesi statunitensi. Appare chiara l’intenzione di Papa Francesco di cambiare marcia rispetto agli anni del suo predecessore Benedetto XVI, ma nemmeno può correre il rischio di uno scisma ufficiale. Perché, come abbiamo visto, quello tracciato su base etnica è già pienamente in atto da anni.

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