Farsi da soliPer diventare ricchi non serve ereditare una fortuna dai genitori

Otto delle dieci persone più facoltose al mondo non sono diventate miliardarie perché hanno avuto un cospicuo patrimonio di partenza ma per aver creato da zero delle imprese di successo. L’ha confermato l’ultimo Bloomberg Billionaires Index, che classifica gli uomini più benestanti del pianeta

Pixabay

Si dice spesso che oggi l’unico modo per diventare ricchi è quello di ereditare un cospicuo patrimonio. Tale affermazione ignora però il fatto che otto delle dieci persone più ricche al mondo lo sono diventate perché hanno avviato delle imprese di successo, non perché hanno ricevuto una ricca eredità. Questo è confermato dall’ultimo Bloomberg Billionaires Index, che classifica le persone più ricche del mondo.

Jeff Bezos, l’uomo più ricco al mondo, lo è diventato come imprenditore grazie ad Amazon. Elon R. Musk, secondo in classifica, ha costruito la sua ricchezza con Tesla, anche lui dunque un miliardario fatto da sé. Bill Gates è al terzo posto – il suo patrimonio deriva dall’aver creato Microsoft. Anche Bernard Arnault, al quarto posto, si è arricchito in qualità di produttore di beni di lusso (il più grande al mondo). Va detto comunque che aveva già ereditato una fortuna considerevole. Mark Zuckerberg, quinto, è diventato ricco grazie a una geniale idea: Facebook.

Warren Buffett, sesto, ha fatto fortuna come brillante investitore. Larry Page e Sergey Brin si piazzano al settimo e all’ottavo posto in classifica. La loro ricchezza deriva da un’idea fantastica: Google. Steve Ballmer è al nono posto e – come Bill Gates – il suo patrimonio è legato a Microsoft. Al decimo posto della classifica c’è Mukesh Ambani, un altro imprenditore, anche se ha rilevato dal padre l’azienda più importante dell’India.

Andando oltre la top ten, i nomi presenti nella classifica di Bloomberg raccontano la stessa storia. Ma questa storia non la racconta solo Bloomberg. Anche Forbes pubblica una classifica annuale delle persone più ricche degli Stati Uniti e la conclusione cui si giunge è la medesima. Nel 1984, meno della metà dei nomi presenti nella classifica di Forbes, con le 400 persone più ricche d’America, erano imprenditori, degli autentici self-made men. Nel 2018, la cifra è passata al 67%!

Quest’analisi della ricchezza compiuta da Forbes si basa su un sistema di punteggio che assegna un numero da 1 a 10 a ciascuno dei 400 americani più ricchi, in base a come hanno ottenuto la loro ricchezza. Un punteggio pari a 1 significa che una persona ha ereditato tutto e non ha fatto nulla per accrescere il proprio patrimonio. Dieci viene assegnato a quelle persone che sono partite da umili origini e che, dopo aver superato mille ostacoli, hanno costruito la propria ricchezza e sono diventate dei miliardari fattisi da sé. Chi ottiene un punteggio compreso tra 6 e 10 viene classificato come una persona che si è arricchita grazie alle proprie idee ed abilità.

In una prospettiva internazionale, è ancora più evidente come la maggior parte dei super-ricchi abbia costruito il proprio patrimonio in qualità di imprenditori autonomi. In Cina ci sono più miliardari di qualsiasi altro paese al mondo, ad eccezione degli Stati Uniti, e quasi ogni miliardario del paese è un imprenditore di prima generazione che si è fatto da sé.

Tra le persone più ricche d’Europa, c’è sicuramente una percentuale più alta di ereditieri, perché Paesi come la Germania, per esempio, mantengono ancora una forte tradizione di imprese familiari, che si tramandano da una generazione all’altra. Ma pure in Europa ci sono innumerevoli esempi di persone che sono diventate super-ricche in virtù delle proprie idee.

Ecco solo un esempio recente. Insieme alla madre, all’età di quattro anni Ugur Şahin si è trasferito dalla Turchia per vivere con il padre in Germania. All’epoca suo padre lavorava in una fabbrica Ford a Colonia. Oltre al calcio, Şahin era interessato soprattutto ai libri di scienze divulgativi, che prendeva in prestito dalla biblioteca della locale parrocchia. Si è diplomato all’Erich-Kästner-Gymnasium di Colonia nel 1984 e ha poi frequentato corsi avanzati di matematica e di chimica per laurearsi come migliore studente del suo corso.

Nel 2008, Şahin è stato tra i fondatori della società biotecnologica BioNTech e da allora ne è divenuto il Ceo. L’azienda è stata una delle prime al mondo a sviluppare un vaccino Covid-19. Attualmente Sahin possiede il 18% delle azioni della società ora quotata in borsa. Lui e sua moglie sono entrati nella classifica dei 100 tedeschi più ricchi con un patrimonio netto di 2,4 miliardi di euro.

È allora evidente come l’affermazione secondo cui solo ricevendo un’eredità è oggi possibile diventare ricchi, non sia altro che uno slogan anticapitalista che non corrisponde in alcun modo alla realtà dei fatti.

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