Corona EconomyIl South working ignorato, il deficit che cresce e il Recovery Plan fantasma

Nella newsletter di questa settimana: i dati Svimez su chi si è già spostato a lavorare al Sud e l’immobilismo delle amministrazioni meridionali, il buco della pandemia sui conti pubblici, la manovra in Parlamento, il piano nazionale di ripresa in ritardo e lo scontro sullo sciopero degli statali. E anche: la sentenza di Palermo sui rider, il nuovo sindacato dei navigator, la stanza in più per il lavoro a distanza e il ritorno degli abiti da ufficio (su Zoom)

(Unsplash)

OCCUPIAMOCI DI SOUTH WORKING
La prima vera rilevazione su chi è tornato nelle regioni del Sud per lavorare da remoto è arrivata da un’anticipazione del rapporto Svimez (che sarà presentato oggi). Da quando la pandemia è esplosa, hanno fatto ritorno nel Mezzogiorno quasi 45mila lavoratori. Ma allargando la platea del sondaggio, il conto potrebbe salire fino a 100mila.

Chi sono Dalla ricerca, realizzata con l’associazione “South Working – Lavorare dal Sud” (che ha creato un Osservatorio per studiare il fenomeno), viene fuori che circa l’80% dei south worker ha tra i 25 e i 40 anni, possiede elevati titoli di studio – principalmente in ingegneria, economia e giurisprudenza – e ha nel 63% dei casi un contratto a tempo indeterminato.

Cosa vogliono Secondo la Svimez, ci sarebbero altri 60mila lavoratori pronti a seguirli. Ma il controesodo nei borghi o nelle città del Sud non è scontato, e soprattutto non è detto che sia definitivo. Ecco le richieste delle imprese: incentivi per chi attiva il South working, credito di imposta una tantum ed estensione della riduzione dell’Irap. Ma anche i South worker hanno le loro esigenze: servono coworking, collegamenti a Internet veloci, trasporti e asili nido (e magari anche una sanità che funzioni). Una lista di quello che servirebbe l’avevamo stilata qui.

Appunti per il Recovery Plan Per fare un esempio: in Calabria solo tre bimbi su 100 frequentano i nidi pubblici; al Nord sono dieci volte di più. E se nel Nord e Centro Italia la copertura della banda larga è agganciata alla media europea, sopra l’85%, le regioni del Sud Italia fanno registrare performance tra le più basse del continente. Basta guardare lo stato di avanzamento del piano Bul: solo il 6% delle province è coperto dalla fibra, e in Calabria e Puglia neanche un cantiere risulta terminato.

C’è nessuno? Anche se ancora ridotta, l’onda del South working potrebbe però avere un effetto volano sull’economia meridionale. “Occupatevi di South working”, scrive Giuseppe Smorto. Le amministrazioni locali non dovrebbero neanche “preoccuparsi” di creare nuovi posti di lavoro. Ma al momento in pochi sembrano essersene accorti. Comuni come Palermo, Brindisi e Otranto si sono già mossi. Per il resto, un silenzio assordante.

 

PAZIENTE ITALIANO
Il conto della pandemia Questa settimana sarà votato un nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi, con risorse destinate in parte a finanziare il nuovo decreto ristori in arrivo e per il resto a rafforzare la dotazione complessiva della legge di bilancio. Seguirà poi un altro scostamento, all’inizio del prossimo anno, che dovrebbe attestarsi attorno ai 20 miliardi. Mentre Gualtieri comincia a mettere in dubbio la crescita del 6% prevista dal governo nel 2021, Conte pensa a un bonus di fine anno da 500 euro a chi ha subito almeno otto settimane di cig.

Sos autonomi Con il decreto ristori quater gli indennizzi previsti per le attività colpite dalle misure restrittive dei dpcm potrebbero essere estese anche alle partite Iva e agli autonomi che hanno subito perdite di fatturato consistente, ha detto ieri Gualtieri. Il viceministro Misiani annuncia una moratoria fiscale da 8 miliardi su tasse e acconti. Pd e Forza Italia stanno lavorando a un pacchetto di aiuti di gennaio da 20 miliardi per 2 milioni di partite Iva in difficoltà.

In manovra È partito l’iter parlamentare della legge di bilancio. Tra le misure su cui ora maggioranza e opposizioni si confronteranno (risorse permettendo), ci sono quasi 12 miliardi destinati al pacchetto lavoro: cig rifinanziata con 5,3 miliardi, blocco dei licenziamenti e deroga alle causali sui contratti a termine fino a fine marzo, incentivi alle assunzioni, estensione del contratto di espansione, un fondo per le politiche attive da 500 milioni e 10 milioni destinati all’Anpal.

Paga lo Stato Se le fusioni bancarie andranno in porto come auspicato, però, per il solo 2021 il conto per le casse dello Stato potrebbe essere fino a 2 miliardi in più rispetto ai 3 miliardi stanziati come bonus fiscali nella legge di bilancio.

Posto fisso Un capitolo ricco della manovra è quello destinato al pubblico impiego, con la previsione di circa 14mila assunzioni. È però fondamentale capire come attrarre i giovani più capaci e motivati e come selezionare i profili più adatti, raccomanda Lavoce.info.

Occhio ai conti Secondo le pagelle della Commissione Ue, però, nel documento programmatico di bilancio ci sono troppe misure a lungo termine (pari all’1,1% del Pil) che potrebbero avere conseguenze sulla tenuta dei conti pubblici. Tra cui la decontribuzione al Sud e le assunzioni pubbliche.

Biscione stellato Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sul Fatto Quotidiano ha difeso la norma “salva-Mediaset” con la motivazione di voler proteggere le aziende italiane. Ma l’emendamento in teoria era nato per proteggere il pluralismo, fa notare Domani. Patuanelli offrirebbe così un’altra sponda a Vivendi.

 

CERCASI RECOVERY
Dopo la pubblicazione di un paper firmato anche dal capo di gabinetto di Gentiloni in cui si esprimevano preoccupazioni sulla capacità di elaborazione del Recovery Plan da parte di Roma, sui giornali si è parlato dell’allarme di Bruxelles sul possibile ritardo nella presentazione del piano italiano. Il governo prima ha smentito, poi Amendola ha detto che il piano arriverà a inizio 2021 e Conte che sarà presentato «già a febbraio» e che «siamo poco in ritardo rispetto ai tempi iniziali ma c’è un’interlocuzione settimanale con la Commissione europea». Nella manovra, intanto, si prevede la costituzione di una sorta di task force ed è stato creato un fondo da 34,7 miliardi disponibile già da gennaio. Una polizza contro eventuali ritardi, visti anche i contrasti con Polonia e Ungheria a Bruxelles.

Doppia punta Sia Christine Lagarde sia Roberto Gualtieri, intanto, hanno risposto alla proposta del presidente dell’Europarlamento David Sassoli: i debiti Covid non si cancellano.

 

ARIA DI CRISI
Sciopero della discordia I sindacati hanno proclamato uno sciopero del pubblico impiego per il 9 dicembre per chiedere aumenti ulteriori nel rinnovo del contratto rispetto a quelli stanziati nella legge di bilancio. “Salvate l’onore degli statali”, scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti su Repubblica. “Lo stridente contrasto fra la sorte dei dipendenti pubblici e di quelli privati non sembra essere percepito dai vertici confederali”.

Ilva funesta Il piano per la nuova Ilva illustrato a grandi linee dal governo e da Arcuri non sembra convincere i sindacati, che per mercoledì 25 novembre hanno proclamato una giornata di mobilitazione e due ore di sciopero.

Ruote sgonfie Il Tribunale di Palermo ha condannato la società Glovo al risarcimento di un rider estromesso dalle consegne, riconoscendo per la prima volta come subordinato il rapporto di lavoro e disponendo la reintegra. Una sentenza «storica», secondo i sindacati, mentre va avanti a piccoli passi la trattativa sul contratto dei rider. Al tavolo convocato ieri al ministero del Lavoro l’attenzione si è focalizzata sull’istituzione di un Osservatorio di settore. Il ministero intanto in una nuova circolare ha ribadito la bocciatura del contratto tra Assodelivery e Ugl.

Navigator a chi? È nato Anna, acronimo di Associazione nazionale navigator: è il nuovo sindacato degli operatori assunti dal governo gialloverde per far funzionare il reddito di cittadinanza. “Siamo stanchi di fare i capri espiatori”, dicono.

Venerdì nero Stavolta non è colpa di Amazon. I commercianti italiani si sono divisi sull’opportunità di rinviare il Black Friday, come è avvenuto in Francia, e alla fine il governo non ha potuto che prenderne atto, diffondendo una nota in cui si spiegava che «non è stata trovata una posizione unitaria».

 

ARIA DI PACE
Tute blu La Fiom dice che è il risultato degli scioperi. Ma la riapertura della trattativa sul rinnovo dei contratti metalmeccanici, annunciata da Federmeccanica in una lettera ai sindacati, rappresenta anche una svolta nell’atteggiamento sul fronte imprenditoriale. Un primo incontro è previsto per il 26 novembre.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Una stanza in più Una volta le famiglie reclamavano una stanza in più in vista dell’arrivo di un figlio, ora la chiedono per lo smart working, ha scritto Dario Di Vico sul Corriere. Ma non tutti potranno permettersela. E le aziende, oltre l’emergenza, dovranno occuparsi presto della conciliazione tra vita e lavoro degli smart worker.

Basta tute I vestiti eleganti stanno tornando, scrive il Wall Street Journal. Dopo aver passato intere giornate in tuta, in occasione delle riunioni su Zoom i lavoratori da remoto stanno ripescando dagli armadi giacche, cravatte e abiti da ufficio.

La nuova Silicon Valley Il Los Angeles Times mette insieme tutte le tendenze all’interno del grande esperimento del lavoro a distanza nella Silicon Valley.

I manager e il Covid La preoccupazione maggiore delle aziende italiane? Garantire il coinvolgimento dei dipendenti, anche a distanza. Ne abbiamo parlato su Il lavoro che verrà.

 

PROMEMORIA Oggi Svimez presenta il suo rapporto annuale sul Sud. Domani Nomisma diffonde il rapporto sul mercato immobiliare 2020. L’Istat venerdì pubblica i dati sulla fiducia di imprese e consumatori a novembre.

Buona settimana (anche se questa volta di martedì),
Lidia Baratta


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