He’s firedChe cosa farà Donald Trump dopo quattro anni alla Casa Bianca

È molto probabile che il presidente farà il conferenziere e autore di libri nei prossimi anni – proprio come hanno fatto i suoi predecessori. Rispetto a loro, però, egli fornirà anche un commento regolare sugli ultimi eventi politici di Washington via Twitter.

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Anche se Trump e molti dei suoi seguaci non vogliono rassegnarsi, dopo la vittoria elettorale di Joe Biden e il suo prossimo insediamento alla Casa Bianca che avverrà nel gennaio 2021, l’attuale presidente sarà di nuovo un privato cittadino. Cosa si metterà a fare?

Inizierà a gettare le basi per la campagna presidenziale del 2024?
Quasi nessuno aveva previsto che Trump ottenesse così tanti voti in queste elezioni. Senza la pandemia da Covid-19, forse sarebbe stato rieletto. Al momento, non ci sono altri candidati repubblicani che sembrano avere più chance di lui nel 2024. Trump però ha detrattori di lunga data all’interno del GOP, molti dei quali hanno tenuto la lingua a freno negli ultimi anni – ma d’ora in poi non sarà più così. Non ci vorrà molto perché i repubblicani anti-Trump ritrovino la loro voce e perché emergano nuovi candidati.

Inoltre, non è chiaro se Trump voglia candidarsi. Nei primi anni della sua presidenza, spesso ha dato l’impressione che non gli piacesse essere il presidente. La carica è associata a molte restrizioni personali e a continue critiche pubbliche. Potrebbe benissimo non volersi più candidare alla presidenza. Poi bisognerà anche vedere come andranno a finire tutte le cause che saranno presto intentate contro di lui.

Si concentrerà sulle sue attività?
A quanto pare, l’impero commerciale di Trump non va bene da molti anni. Secondo il New York Times, che ha ottenuto dati riservati riguardanti due decenni di dichiarazioni dei redditi di Trump, in 10 dei 15 anni che hanno preceduto la sua elezione non ha pagato alcuna imposta federale sul reddito e nel 2016, anno della sua elezione, ha pagato solo 750 dollari. Lo stesso ha fatto di nuovo nel 2017. Trump ha smentito, ma siccome si è rifiutato di mostrare le sue dichiarazioni dei redditi, scegliendo invece di definire i rapporti del NYT come fake news, rimangono seri dubbi sul fatto che sia davvero un uomo d’affari così ricco e di successo come egli ha sempre sostenuto.

Questi dubbi circolano da tempo. Hanno alimentato una disputa in corso tra Trump e Forbes, perché la rivista non era d’accordo sull’entità del patrimonio che Trump dichiarava di avere. A suo avviso, il valore finanziario del marchio Trump viene sottovalutato. In un’occasione ha dato due cifre diverse per quantificare la sua fortuna, una di 6 miliardi di dollari e l’altra di 3,5 miliardi di dollari, sostenendo che la discrepanza era dovuta al valore del marchio Trump. Secondo Trump, il suo nome valeva all’epoca 2,5 miliardi di dollari. Anche se il nome “Trump” non figurava nella classifica Interbrand dei marchi con più valore al mondo, Trump ha scritto (nel 2010) che una valutazione fatta da un soggetto indipendente aveva stimato il suo valore in 3 miliardi di dollari.

In base a tale valutazione, il suo nome sarebbe il singolo elemento più prezioso del suo portafoglio, dato che nessuna delle sue proprietà o degli altri suoi investimenti valeva così tanto. Ma quanto vale oggi il marchio Trump? È vero che ha molti sostenitori e ammiratori, ma ha anche molti detrattori. Il valore economico del marchio, che non è mai stato così alto come sosteneva Trump, non è sicuramente aumentato. Semmai è diminuito.

Trump ha inoltre costantemente esagerato i suoi successi nel settore immobiliare. In molti casi, la sua vanità ha ostacolato i suoi investimenti. Mentre suo padre è diventato ricco costruendo appartamenti ben attrezzati ma non di lusso per la classe media a Brooklyn, Trump è stato attratto da Manhattan, dove ha acquistato immobili come il Plaza Hotel a prezzi completamente gonfiati, perché per lui l’immagine dell’edificio era più importante della sua redditività finanziaria.

Lo stesso Trump ammise all’epoca che il prezzo che aveva pagato per il Plaza era assurdo, quale che fosse stato il successo commerciale dell’hotel. La sua unica preoccupazione era quella di possedere un edificio-trofeo che valorizzasse ulteriormente la sua immagine. Nessun investitore immobiliare razionale avrebbe mai pagato la cifra sborsata da Trump. Non sorprende allora che l’hotel si sia rivelato un cattivo investimento. La stessa storia si è ripetuta con molti altri investimenti di Trump in trofei, che ha acquistato a prezzi gonfiati per migliorare la propria immagine.

Ha fatto molti più soldi con beni che non gli sono mai appartenuti, pur essendo contrassegnati con il nome “Trump” a grandi lettere (di solito d’oro). Da questi edifici riscuoteva ingenti royalties, che i proprietari pagavano per usare il nome “Trump”. Così ha capitalizzato direttamente sulla forza del marchio Trump. Mentre a tutti sembrava che Trump fosse personalmente proprietario o avesse costruito tutti gli edifici che portavano il suo nome. Concedere in licenza il suo nome in questo modo si è rivelato un ottimo affare: ha guadagnato soldi come licenziatario anche se i soci a cui ha venduto il suo nome hanno avuto enormi problemi finanziari. Ma questo tipo di attività non ha per lui un futuro.

Tornerà nel mondo dei media e dell’intrattenimento?
Più di ogni altra cosa, Trump è un intrattenitore. Da sola, la sua serie televisiva The Apprentice gli è valsa un totale di 427,4 milioni di dollari. Ma è difficile immaginare che Trump tornerà di nuovo ai reality show televisivi dopo che è stato il presidente degli Stati Uniti. È possibile, tuttavia, che trovi degli sponsor con cui costruire un impero mediatico.

Scriverà le sue memorie e viaggerà per il paese come conferenziere pagato a peso d’oro?
Trump finirà probabilmente per seguire il percorso già battuto dei presidenti che lo hanno preceduto: scrivere le sue memorie (o, più precisamente, incaricare qualcun altro di scriverle per conto suo) e tenere conferenze. Gli ex presidenti degli Stati Uniti guadagnano grandi somme di denaro proprio in questo modo. Obama non era ricco prima di diventare presidente degli USA. Ma si dice che lui e sua moglie abbiano ricevuto anticipi per un totale di 65 milioni di dollari per i loro libri sugli anni trascorsi alla Casa Bianca. Oltre a questo, gli Obama guadagnano cifre ingenti per tenere discorsi e fare apparizioni le più varie. Secondo un calcolo fatto nel 2017 dall’American University, Bill Clinton ha accresciuto la sua fortuna di un sorprendente 6.150 per cento dopo aver lasciato l’incarico: in gran parte grazie alle sue memorie e ai cachet per discorsi e apparizioni di vario genere.

È molto probabile quindi che Trump guadagnerà il suo denaro come conferenziere e autore di libri nei prossimi anni – proprio come hanno fatto i suoi predecessori. Rispetto a loro, però, egli fornirà anche un commento regolare sugli ultimi eventi politici di Washington via Twitter.

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