Retromarcia forzataIl governo è salvo, almeno fino al prossimo passo falso di Conte

La verifica in due tempi finisce con un passo indietro dell’avvocato. Dopo che il gioco è stato scoperto e demolito da Italia viva (esplicitamente e rumorosamente) e dal Pd (silenziosamente e riservatamente), al presidente del Consiglio non è restato altro da fare che pulirsi le mani che aveva messo nella marmellata

Pexels

Scusate, come non detto. Ricordate la Bozza sul NextGenerationEu, quella con la famigerata governance dei 6 manager e 300 consulenti? Ecco, è morta. Giuseppe Conte l’ha definitivamente seppellita ieri, la notizia è stata comunicata ufficialmente alla delegazione di Italia viva che ne aveva chiesto appunto la sparizione dalla faccia della Terra. La verifica in due tempi finisce così: marcia indietro dell’avvocato, il governo è salvo. Almeno fino al prossimo incidente che verosimilmente sarà a gennaio. Perché la crisi è in re ipsa, sempre incombente e non solo perché si può star certi che Matteo Renzi continuerà a fare il bastian contrario (se non vuole un crollo di credibilità) ma per una debolezza strutturale della compagine, e infatti resta aperta la partita del rimpasto.

Certo, Conte questa volta si è salvato ma solo perché ha frenato all’ultimo come James Dean in Gioventù bruciata, rimangiandosi il Piano. È un punto per Renzi. Soprattutto l’avvocato mangia il suo terzo panettone nel Natale più triste e complicato per l’Italia. In questa vicenda del Recovery, insieme a quella della delega sui servizi che non vuole mollare, del presidente del Consiglio si è vista la tentazione dell’azzardo e la presunzione di fare tutto da solo. Ma pur con tutte le possibilità che la psicologia offre – che uomo è davvero l’avvocato? – resta una domanda a cui non è facile rispondere: perché Giuseppe Conte ha tentato un paio di colpi sotto la cintura della politica avocando a sé la pratica dei servizi segreti e della cybersicurezza e costruendo in solitudine la famosa piramide a guardia dei miliardi del NextGenerationEu?

Dopo che il gioco è stato scoperto e demolito da Italia viva (esplicitamente e rumorosamente) e dal Pd (silenziosamente e riservatamente), a Conte non è restato altro da fare che pulirsi le mani che aveva messo nella marmellata: in fondo sta qui l’esito della verifica in due tempi dalla quale tutti si possono alzare dal tavolo soddisfatti, fino alla prossima puntata. In questo passaggio forse il presidente del Consiglio si è fidato eccessivamente dei ministri a lui più vicini, scambiando Roberto Gualtieri e Enzo Amendola per il Partito democratico, cosa che ha irritato moltissimo Nicola Zingaretti e soprattutto Andrea Orlando, l’uomo forte dei dem. Ha ritenuto che bastasse coinvolgere i due ministri per avere in tasca l’okay del Nazareno. Ma non funziona così, come se il governo fosse un gruppo di amici.

Obiettivamente il Pd, senza agitarsi troppo, registra la marcia indietro del premier sulla criticatissima Bozza e al tempo stesso porta a casa la salvezza del governo a cui ha legato la propria immagine e il proprio futuro. Ma la partita non finisce qui, si allungherà già nei prossimi giorni con la riapertura del dossier del Meccanismo europeo di stabilità e di quella sui servizi. Una questione abbastanza misteriosa e che Conte non può illudersi di aver chiuso.

L’avvocato, che non aveva esitato di creare un conflitto con il Copasir su questa materia, stavolta era stato particolarmente spregiudicato inventandosi il progetto di Fondazione sui servizi segreti addirittura inserendolo in un emendamento alla legge di bilancio, un tentativo aberrante anche dal punto di vista istituzionale. Gli è andata male. Resta da capire se Giuseppe Conte abbia in testa l’idea di creare una sorta di struttura che in qualche moda possa diventare uno strumento di potere evidentemente al di là delle normali funzioni dell’intelligence: Non possiamo sapere se dietro questa ostinazione di Conte si rinnovi un tratto cossighiano della lotta politica ma certo la questione è troppo delicata per finire nel dimenticatoio di una maggioranza destinata a fibrillare ancora.