(In)giustizia russaAlexey Navalny resterà in carcere per 30 giorni

Il giudice del Tribunale del municipio di Khimki ha previsto un mese di arresto per il leader dell’opposizione a Putin, fermato domenica al suo arrivo in Russia, dopo cinque mesi di convalescenza in Germania dove era stato trasferito in seguito all’avvelenamento del 20 agosto scorso

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Alexey Navalny è in stato d’arresto per i prossimi trenta giorni. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale del municipio di Khimki, su richiesta della sezione moscovita del Servizio Penitenziario Federale russo (FSIN). L’udienza a carico del leader dell’opposizione a Vladimir Putin è avvenuta all’interno della stazione numero 2 del dipartimento del ministero dell’Interno russo perché Navalny – tornato dall’estero – non è stato sottoposto al tampone per rilevare la presenza del coronavirus.

«Non capisco quello che sta succedendo, un minuto fa mi hanno portato fuori dalla mia cella, per incontrarmi con i miei avvocati, sono venuto qui e qui sta avendo luogo un processo del tribunale di Khimki. Perché sta avendo luogo all’interno di una stazione di polizia non lo capisco. Quello che succede qui è inaudito, la più alta forma di illegalità, non posso definirla in altro modo», aveva detto Navalny, in un video diffuso su internet.

Non sono bastati gli appelli dell’Unione europea e del presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden per la sua liberazione. L’oppositore era stato fermato in aeroporto domenica, al suo arrivo a Mosca, dopo cinque mesi di convalescenza in Germania, dove era stato trasferito in seguito all’avvelenamento del 20 agosto scorso, tramite l’agente nervino Novichok. Unione europea e Stati Uniti hanno da subito chiesto la liberazione di Navalny, inutilmente.

Il 29 gennaio si terrà invece l’udienza che dovrà decidere sulla commutazione in pena effettiva dei tre anni e sei mesi di carcere comminati a Navalny per appropriazione indebita nell’ambito del processo Yves Rocher (pena sinora sospesa in virtù della condizionale).

«Scendete in piazza, non per me ma per voi stessi, per il vostro futuro. Non abbiate paura», è stato l’appello lanciato da Alexey Navalny sui canali social dopo il suo arresto. «Di che cosa ha più paura quest’orco che sta sul gasdotto (ovvero Vladimir Putin, ndr), quei ladri che stanno nel bunker? Che la gente scenda in piazza. Perché è il fattore che non può essere ignorato, è l’essenza della politica», aggiunge nel suo video-appello.

L’arresto di 30 giorni sarà impugnato davanti al tribunale regionale di Mosca: lo ha dichiarato l’avvocato di Navalny, Vadim Kobzev, all’agenzia Interfax. «Certamente questa decisione sarà impugnata, la riteniamo completamente illegale», ha detto Kobzev.

L’Alto commissariato Onu per i diritti umani ha chiesto il rilascio immediato dell’oppositore. «Siamo profondamente turbati dall’arresto di Navalny e chiediamo il suo rilascio immediato e il rispetto dei suoi diritti in linea con lo stato di diritto. Ribadiamo la nostra richiesta di un’indagine approfondita e imparziale sul suo avvelenamento», ha affermato in un tweet.