I nuovi coloriDivieti anche dopo l’Epifania, dal 15 zona bianca per le regioni più virtuose

Il governo stabilisce il calendario delle nuove regole: il 7 e l’8 Italia in zona gialla, nel fine settimana zona arancione, poi torna la visione regionale per fasce. Allo studio l’ipotesi della riapertura di cinema e palestre. Parametri più rigidi

Foto Cecilia Fabiano/LaPresse

Con la fine delle festività natalizie, non finiranno anche le restrizioni per contenere il virus. Il governo ha deciso che servono nuove misure per contenere i contagi da Covid-19, e lavora al calendario delle nuove chiusure dal 7 al 15 gennaio.

All’Epifania scadrà il Decreto Natale e servirà quindi un decreto-ponte, probabilmente un’ordinanza del ministro della Salute. Il 7 e 8 gennaio potrebbero essere gli unici due giorni in cui tutto il Paese torna in zona gialla, anche per consentire la riapertura delle scuole con un ritorno in presenza al 50% degli studenti delle superiori. Ma su questo il governo è diviso, con il Pd e gli scienziati che frenano e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che oggi sul Fatto torna a ribadire la necessità di rientrare in classe.

Il 9 e 10 gennaio, invece, tutta Italia potrebbe trovarsi in zona arancione, con la possibilità di spostamento nel comune ma con bar e ristoranti chiusi e negozi aperti. Dal 11 al 15 tornerebbe la divisione per fasce e quindi ogni regione seguirà le sue regole.

Ma con la curva epidemiologica che torna a crescere, vengono anche modificati i parametri per l’assegnazione delle fasce gialle, arancioni e rosse. Con il via libera del Comitato tecnico scientifico, si abbassa la soglia che fa entrare le regioni nelle aree di rischio: per i divieti della zona arancione basterà un indice Rt sopra 1, mentre la zona rossa scatterà se l’indice è sopra 1,25. .

Ma spunta anche un’ulteriore novità: dal 15 gennaio sarà probabilmente introdotta una «zona bianca» che consentirà di far ripartire tutte le attività, comprese palestre, piscine, cinema e teatri. I bar e i ristoranti lavorerebbero senza limiti di orario. Ovviamente rispettando sempre distanziamento, sanificazione e obbligo di mascherina. L’idea di una quarta fascia di rischio è arrivata – come racconta il Corriere – dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Subito sposata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dagli altri ministri, che potrebbero inserirla già nel prossimo dpcm che entrerà in vigore dal 15 gennaio.

Tra le misure che si stanno valutando, c’è la possibile proroga del divieto di spostamento tra le regioni anche se in fascia gialla. Potrebbe restare invece la regola natalizia della possibilità a due persone di fare visita a parenti e amici. E anche il coprifuoco dalle 22 alle 5.