Listone Il best of del 2020: le dieci cose migliori assaggiate nell’anno

La personalissima classifica del direttore delle cose più buone mangiate e bevute nel 2020. Un gioco per ripercorrere 12 mesi di poco movimento ma di tante esperienze. Puntando tutto sulla clemenza del 2021

Foto di Markus Winkler da Pexels

Non ci siamo mossi più di tanto, e quando l’abbiamo fatto, è stato sempre più vicino a casa. Ma non possiamo gettare nell’umido tutto quello che ci ha portato il malaugurato 2020, anzi.

Per esempio, è nata Gastronomika: e continueremo a ricordarci di quest’anno anche per questo.

Ma ripercorrendo le tante cose mangiate bevute fatte assaporate degustate, ecco qui una carrellata del mio personalissimo “Best of”.

L’Osteria di Fornio: una tappa obbligata nei dintorni di Parma. Accoglienza, territorio, mano sicura, piatti autentici, sorrisi assicurati.

Andrée: piccola bomboniera a La Spezia. Bocconi sapienti, servizio da grandi. Tutto ben fatto, tutto come dev’essere, con la creatività al servizio del gusto, senza orpelli cerebrali a rovinare una cena d’autore.

I love italian Food: quello che serve a una realtà per funzionare è lo spirito di squadra, l’energia, l’operatività. Questo progetto che promuove l’Italia enogastronomica all’estero è un condensato di quello che serve al nostro Paese per progredire fuori dai confini.

La Cuoca Selvatica: Eleonora Matarrese è una donna determinata che cucina con le erbe spontanee. Non fa foraging come dicono quelli che mentono per seguire le mode: raccoglie il bosco e lo porta in tavola. Sentirla raccontare la natura è un’esperienza da provare.

Scamporella: un pic nic serale sulle colline cesenati, sotto le fronde degli ulivi, in un’atmosfera che assomiglia a una favola contemporanea, con musica, vino e cibo ma soprattutto con un tocco di magia che va assaporata.

Il gelato di Osvaldo Palermo: se non avete mai assaggiato la sua nocciola e il suo pistacchio non avete mai mangiato un gelato.

Il panettone di Ciacco: Stefano Guizzetti fa il gelatiere (peraltro molto molto bene e con grande creatività!) e quest’anno ha deciso di mettersi a fare anche il panettone. Non possiamo che esserne felici, perché se questo è il primo esperimento, chissà che cosa ci aspetta per l’anno prossimo. Consistenza, sapore, morbidezza, morso: c’è tutto per essere felici.

Il panino con la cinta senese da fare a casa di Porcobrado: un perfetto esempio di come si possa essere creativi anche nei momenti difficili. È pratico, efficace, rapido, alla portata di tutti e mostruosamente buono.

Enoteca Naturale: atmosfera, vini naturali, e soprattutto le food roulette, serate nelle quali il locale milanese ospita cuochi sempre intriganti. Durante l’ultima abbiamo scoperto il quinto quarto del pesce di Lucio, trattoria riminese.

Due vini, per chiudere: il çerico di Prima terra, anche per la bellissima storia che racconta il suo creatore Walter De Batté, e il Sangiovese che si veste da Pinot Nero di Tenuta Mara, Guiry, scoperto durante un pranzo sublime da Davide Oldani.

PS: nel 2020 sono stata molto a casa, più di quanto mi sia mai successo finora. E scoprire nuove esperienze gastronomiche in zona ha riempito di gusto il mio anno. Quindi nota di merito per il neonato Olio a Origgio, che è una splendida esperienza di cucina e orto, e di grande eleganza in un posto non proprio “vocato” per la cucina di livello. Il loro gusto per le cose buone e il delivery che parte con tutte le carte in regola sono una nuova certezza domestica. E altra nota di merito per Flora, un ristorante di due giovani fratelli che stanno cercando di modificare il palato dei bustocchi con vini naturali e una cucina eclettica e elegante. Durante il lockdown hanno creato un delivery molto intrigante, che speriamo prosegua. E infine la dolce cura con cui Fabio Longhin allieta colazioni e merende, anche con un felice servizio a domicilio che la mattina permette di iniziare con favolose proposte. Da premio l’idea della brioche della settimana, che è un banco di prova sempre diverso e permette al pasticcere olgiatese di mettere in campo tutta la sua maestria.

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