Vaccini a rilentoLa sottosegretaria Zampa propone turni di notte per accelerare

«Non dico di fare come Israele però c’è una tabella da rispettare e quella tabella indica che entro aprile dovremmo aver immunizzato 10-13 milioni di persone», spie. «Se ne hanno bisogno, le Regioni possono contare sull’aiuto del governo e lo sanno»

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

«Vaccinare entro aprile dai 10 ai 13 milioni di italiani con una campagna da serie A all’altezza del nostro Paese, mettendo da parte contrapposizioni e interessi politici dai quali nessuno guadagnerebbe». La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa sul Corriere ammette di essere arrabbiata: «Qui si discute e intanto l’epidemia avanza, resta pericolosa. Non è il momento di perdersi in chiacchiere. L’andamento dell’Rt è in risalita così come il numero dei positivi. Non si può affrontare una campagna vaccinale con gli ospedali sotto pressione, col rischio che gli operatori sanitari siano occupati nell’assistenza ai malati Covid».

Zampa spiega: «Se teniamo fino alla primavera ne usciamo fuori». E ancora: «Resistiamo 2-3 mesi, poi col bel tempo tutto sarà meno difficile e milioni di persone saranno vaccinate. Ci sono tutte le premesse per fare una campagna da serie A e tornare alla normalità prima dei competitor europei per offrire turismo e scambi commerciali in una fase in cui saranno in campo le risorse del Recovery plan, opportunità straordinaria».

Ma sulla campagna di vaccinazione l’Italia va troppo lentamente. «Lo dicono i numeri che c’è da accelerare, domenica a metà giornata il contatore era sulle 87mila prime dosi somministrate, e quelle ricevute dall’azienda Pfizer sono circa 470 mila dosi», spiega. «Valutiamo la possibilità di turni serali, notturni e festivi di somministrazione per consentire a chi esce dal lavoro di utilizzare quelle ore. I medici di famiglia dovranno senz’altro collaborare se saranno disponibili vaccini che possono essere conservati in frigo. Nel frattempo inoculiamo tutte le dosi disponibili»

Sul ritardo, rassicura Zampa, «si può certamente recuperare. Non dico di fare come Israele (un milione di immunizzati, il 10% della popolazione, ndr) però c’è una tabella da rispettare e quella tabella indica che entro aprile dovremmo aver immunizzato 10-13 milioni di persone. Se ne hanno bisogno, le Regioni possono contare sull’aiuto del governo e lo sanno. Tutti avrebbero da guadagnare da un grande successo, se riuscissimo a imporci come la Ferrari dell’Europa».

E sulle siringhe, «non ci sono ritardi. Sono siringhe giudicate erroneamente troppo costose», dice. «Servono a ricavare dai flaconi dei vaccini 6 dosi anziché 5 grazie a uno scatto automatico che evita lo spreco del prezioso siero. Tutto viene fatto con grande trasparenza. Il contatore consultabile sul sito del ministero della Salute consente di seguire l’andamento della campagna».