God is on your side I vescovi americani contro il bullismo verso i giovani Lgbt

Dieci celebri presuli, tra cui il cardinale Joseph W. Tobin, prendono per la prima volta una posizione aperta nel condannare l’omotransfobia negli Stati Uniti: «Sappiate soprattutto che Dio vi ha creato, vi ama, è dalla vostra parte»

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Al di là dell’Oceano qualcosa si muove, e in positivo. I muri dell’odio, dell’incomprensione, della discriminazione, che Trump ha cementato con politiche e retorica sconsiderate, sembrano progressivamente sgretolarsi da quando Biden s’è insediato alla Casa Bianca. In meno di otto giorni si sono succeduti ordini esecutivi, memorandum, dichiarazioni di tale portata da far ripensare alle parole con cui Tacito salutò la fine della tirannide domizianea e l’inizio di una fortunata stagione: «Nunc demum redit animus (Ora si torna finalmente a respirare)». 

Sono in tanti a essere direttamente interessati dal nuovo corso presidenziale. A partire dalle persone Lgbt, che stanno risentendo gli effetti dell’amministrazione Biden non tanto per la nomina di un Buttigieg o di una Levine quanto per misure concrete. Ne sono  incontrovertibile riprova il provvedimento contro le discriminazioni da identità di genere od orientamento sessuale e la revoca del divieto di arruolamento nelle Forze Armate a individui transgender

Cassando i due memorandum trumpiani sulle restrizioni al servizio militare, il secondo presidente cattolico degli Stati Uniti ha così inaugurato la settimana in corso. Ma forse mai avrebbe immaginato che questo lunedì sarebbe stato anche il giorno di una dichiarazione episcopale senza precedenti sui giovani Lgbt a rischio violenza e bullismo.

Intitolato God Is On Your Side (Dio è dalla vostra parte, ndr) il documento, che si articola in cinque brevi ma densi capoversi, discende da una doppia premessa scritturale e magisteriale. Da una parte, come si legge «nei Vangeli, Gesù Cristo ha insegnato l’amore, la misericordia e l’accoglienza per tutte le persone, specialmente per coloro che si sentivano in qualsiasi modo perseguitati o emarginati». Dall’altra si richiama espressamente il passaggio del paragrafo 2358  del Catechismo della Chiesa Cattolica, laddove «insegna che le persone Lgbt devono essere trattate con “rispetto, compassione e sensibilità”».

Alla luce di questo duplice principio i dieci vescovi firmatari lanciano un monito a «tutte le persone di buona volontà», cui corre l’obbligo morale di «aiutare, sostenere e difendere i giovani Lgbt, che tentano il suicidio in percentuali molto più alte rispetto ai loro coetanei etero, che sono spesso senza casa a causa di famiglie loro ostili, che sono rifiutati, bullizzati, molestati e che sono oggetto di atti violenti a ritmi allarmanti». 

Dopo aver ribadito che «la Chiesa cattolica apprezza la dignità di ogni vita umana data da Dio», i presuli concludono con parole mai prima udite, prendendo così aperta posizione, per la prima volta, contro l’omotransfobia. «Cogliamo l’occasione – è scritto nero su bianco – per dire ai nostri amici Lgbt, in particolare ai giovani, che siamo con voi e ci opponiamo a qualsiasi forma di violenza, bullismo o molestia nei vostri confronti. Sappiate soprattutto che Dio vi ha creato, Dio vi ama, Dio è dalla vostra parte». 

Ad aprire la lista dei firmatari è un pezzo da novanta dell’episcopato a stelle e a strisce quale il cardinale Joseph W. Tobin, arcivescovo di Newark. Già superiore generale dei Redentoristi e poi segretario della Congregazione vaticana per gli Istituti di vita consacrata – incarico assegnatogli da Benedetto XVI, che lo nominò anche arcivescovo titolare di Obba prima di spedirlo a Indianapolis per le sue critiche all’ex Sant’Uffizio –, il porporato fedelissimo di Francesco è noto per le posizioni di accoglienza e apertura verso le persone Lgbt. 

Seguono i nomi di John C. Wester, arcivescovo metropolita di Santa Fe, Robert McElroy, vescovo di San Diego, Edward Weisenburger, vescovo di Tucson, John Stowe, vescovo di Lexington, Steven Biegler, vescovo di Cheyenne, John P. Dolan, vescovo ausiliare di San Diego, e dei tre emeriti Thomas John Gumbleton, Denis Madden, Ricardo Ramírez. Gumbleton, che ha compiuto ieri 81 anni ed è stato ausiliare di Detroit, è soprattutto noto per la ferrea reazione agli abusi sessuali del clero su minori, per le proteste pacifiste e antinucleari, per l’aperto appoggio alle istanze Lgbt. Sostenitore di New Ways Ministry, ha spesso usato, durante il mandato da ausiliare, una mitra con croce, arcobaleno e triangolo rosa, segno identificativo degli omosessuali internati dai nazisti nei campi di concentramento. Sollevando così polemiche senza fine ed entrando in aperto conflitto con l’allora arcivescovo di Detroit, il cardinale Adam Joseph Maida.

A Linkiesta il gesuita James Martin, consultore del Dicastero vaticano per la Comunicazione, definisce il testo «un fondamentale passo avanti nel rapporto della Chiesa cattolica con le persone Lgbt. Sono stato così contento di vedere questi primi dieci vescovi, tra cui un cardinale e un arcivescovo, firmare. In sostanza, è una dichiarazione contro il bullismo delle persone Lgbt, in particolare dei giovani. È una questione importante, visti gli alti tassi di violenza contro le persone Lgbt e di suicidio tra i giovani Lgbt. Insieme alla Tyler Clementi Foundation, spero che molti altri vescovi statunitensi aggiungano i loro nomi a questa dichiarazione. Alla fine, si tratta solo di un atto di riverenza verso sé stessi».

A conferire ulteriore rilievo alla dichiarazione dei dieci vescovi è proprio il carattere d’iniziativa congiunta con la Tyler Clementi Foundation, istituita undici anni fa dalla famiglia Clementi per porre fine al bullismo nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle comunità religiose. Tyler Clementi, come noto, era uno studente diciottenne della Rutgers University–New Brunswick: si uccise, il 22 settembre 2010, lanciandosi dal ponte newyorkese George Washington dopo che Molly Way e Dharun Ravi, due compagni di campus, gli avevano fatto outing su Twitter. Il suo caso è divenuto emblema dell’emergenza suicidarla tra i giovani Lgbt bullizzati e, come tale, ha ispirato brani, performance, talk di nomi dal calibro di Madonna, Rise Against, Owen Pallett, Ellen DeGeneres.

Nell’esprimere l’altro ieri gratitudine ai presuli firmatari, Jane Clementi, madre di Tyler e cofondatrice della fondazione, ha parlato di «dichiarazione rivoluzionaria», attraverso la quale «questi vescovi stanno dicendo che tutti i figli di Dio, compresi i nostri fratelli Lgbt, meritano gentilezza, rispetto e compassione». 

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