Proposte indecentiIl Partito liberal democratico giapponese ha invitato più donne alle proprie riunioni (purché non parlino)

L’invito è diretto a cinque parlamentari di sesso femminile che ricopriranno il ruolo di osservatrici e potranno presentare i propri pareri all’ufficio di segreteria, ma solo al termine degli incontri

Lapresse

Il Partito liberal democratico (LDP) giapponese ha proposto di consentire a più donne di partecipare alle riunioni chiave del partito, composto per la maggior parte da uomini anziani, a condizione che non parlino.

La proposta arriva proprio alcuni giorni dopo le dimissioni di Yoshiko Mori (egli stesso membro del LDP e un tempo primo ministro), a capo del Comitato Olimpico giapponese incaricato dell’organizzazione dei Giochi di Tokyo 2020, a seguito delle sue affermazioni di stampo sessista.

Il partito, al potere per la maggior parte del tempo dal 1955, ha proposto, nello specifico, di consentire a cinque parlamentari donne di unirsi alle riunioni del consiglio come osservatrici in risposta alle critiche secondo cui il suo consiglio è dominato da soli uomini. Le donne, una volta finite le riunioni, potranno poi presentare i propri pareri all’ufficio di segreteria, ha riferito il quotidiano Nikkei.

Due dei 12 membri del consiglio del partito sono donne, mentre solo tre dei 25 membri del consiglio generale sono donne. Il Giappone si è classificato 121 in un elenco di 153 paesi nel Global Gender Gap Index 2020 del Forum economico mondiale. E attualmente solo 46 dei 465 politici dello Shugiin o della Camera dei rappresentanti giapponesi sono donne, ovvero circa il 10%, rispetto alla media globale del 25%.

«La mossa permetterebbe a più membri donne del LDP di vedere come vengono prese le decisioni», ha detto Toshihiro Nikai, l’82enne segretario generale del partito. «È importante comprendere appieno che tipo di discussioni stanno accadendo», ha detto poi in una conferenza stampa.

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