Premiata dittaIn Nevada le società tech potranno diventare amministrazioni comunali

Per attrarre nuovi investimenti, lo Stato americano propone delle Innovation Zones: invece degli incentivi fiscali offre una sorta di cessione di sovranità amministrativa. Come gli altri enti locali, le imprese titolari dell’area potranno imporre tasse e dovranno erogare servizi

di E. C. Crippen, da Unsplash

Le aziende innovative che andranno in Nevada, se soddisferanno i requisiti richiesti, potranno creare un piccolo governo locale. Con una sua amministrazione, un insieme di norme locali, la possibilità di imporre tasse e formare distretti scolastici o giudiziari.

Non uno Stato, certo. Ma una provincia a sé, targata Tesla o Amazon.

È una delle proposte contenute nella bozza del piano lanciato dal governatore dem Steve Sisolak, chiamato “Innovation Zones” e dai contenuti ancora poco chiari. Secondo quanto riporta il Las Vegas Review Journal, l’idea è di permettere a società con ampie risorse a disposizione e portatrici di innovazione tecnologica la possibilità di acquistare ampie quantità di terra e amministrarle. Una forma di incentivo, a sua volta abbastanza innovativo, che supera il tradizionale strumento delle agevolazioni fiscali.

Secondo la bozza, la premessa sta nella «inadeguatezza» del modello attuale degli enti locali, non in grado «di fornire la flessibilità e le risorse necessarie per far diventare lo Stato del Nevada un catalizzatore di nuove forme di business, accrescendo lo sviluppo economico con le tecnologie emergenti e le industrie innovative».

Serve allora una forma di governo locale «alternativa», con il compito di lanciare l’economia delle aree interne al Nevada.

Sono le “Innovation Zones”, che nei piani del governatore assumerebbero compiti amministrativi solo in modo graduale. All’inizio sarebbero comprese nella giurisdizione delle contee della zona, per diventare con il tempo enti locali autonomi, con tanto di board decisionale proprio (i cui membri sarebbero scelti dalla società della Innovative Zone).

I requisiti per le aziende candidate sono chiari: devono avere da parte almeno 250 milioni di dollari, essere pronti a investire almeno un miliardo in 10 anni per lo sviluppo della zona interessata, devono acquistare almeno 200 chilometri quadrati di terra disabitata, non sviluppata, tutta compresa in una stessa contea ma separata da città, paesi, o aree economiche speciali. Ci saranno controlli e monitoraggi per seguire passo passo lo sviluppo della zona. Funzionerà?

Per il momento è solo una bozza. Ma si pensa già a chi potrebbe beneficiarne. Nel 2018 la società Blockchains, LLC ha comprato circa 270 chilometri quadrati di terra (27mila ettari), nella zona di Storey County, disabitata e sottosviluppata. Secondo le previsioni, se il piano passerà, saranno loro i primi candidati. Con un progetto di smart city iperconnessa.

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