Parole da mangiareTutto quello che c’è da sapere su Cibook

Un libro sul mondo enogastronomico ogni 30-40 giorni, discussioni su canale Telegram (privato) e tanta interazione positiva: ecco il bookclub definitivo a cui non potete non iscrivervi

Se amate il cibo e i libri, dovete sapere assolutamente tutto su Cibook. Si tratta di un bookclub dedicato a libri di ogni genere purché celebrino il mondo enogastronomico in tutte le sue forme. A crearlo sono state Rossana Borroni, Chiara Ghiani e Jessica Cani, tre volti noti ai foodie di Instagram. Non si sono mai incontrate dal vivo, ma se c’è una cosa buona della pandemia – forse l’unica – è che ha accorciato le distanze, mettendo in contatto persone geograficamente lontanissime, ma vicine per passioni e intenti. Una è nel Sulcis, in Sardegna, l’altra in Liguria, la terza in Piemonte. Eppure è come se si conoscessero da sempre. La comune passione per cibo, vino, libri e divulgazione le hanno spinte a fare gruppo. E, dato che mancava un bookclub dedicato al cibo, se lo sono create da sole.

Cos’è e come funziona Cibook

Cibook è un club letterario enogastronomico, attivo da pochi giorni su Telegram. Il canale è privato e, per partecipare, è necessario chiedere il link di accesso a una delle tre organizzatrici con un messaggio diretto su Instagram. Ogni libro va letto in 30-40 giorni. Poi si riceve l’invito a collegarsi sulla piattaforma di instant messaging per discutere sul tema e l’esperienza vissuta con le pagine. Le moderatrici condurranno gli incontri, ma metteranno al centro della scena le voci dei lettori.

La prima regola di Cibook è che il link del canale e il giorno degli incontri non vanno condivisi. «Vogliamo controllare l’afflusso di gente per capire chi è interessato davvero al progetto e per evitare azioni come lo Zoom Bombing», spiega Rossana. In più, con Telegram si può giocare con i quiz e partecipare a discussioni decise dalle moderatrici. Il libro viene annunciato insieme alla tematica che verrà trattata durante l’incontro. Il primo titolo è già stato deciso dalle organizzatrici: sarà “A che ora si mangiadi Alessandro Barbero (Quodlibet), saggio storico che in 96 pagine analizza le abitudini temporali dei pasti e il perché si mangia a determinati orari. In futuro l’idea è quella di portare gli utenti a votare e a proporre nuovi libri.

A guidare l’incontro saranno le moderatrici, che però non vogliono essere protagoniste: «Vogliamo dare il là e, come osti, accogliere i nostri ospiti. Daremo la parola a chi lo desidera e daremo spunti molto concreti, fornendo dei link di approfondimento e facendo delle domande ai partecipanti. Vogliamo che tutti siano a proprio agio», spiega Rossana. Ma che bookclub sarebbe senza cibo? Se lo chiede anche Chiara, che ha già in mente qualche idea per renderlo fisicamente presente, magari con degli assaggi domestici.

Chi c’è dietro Cibook

Rossana Borroni (su IG @rossanaborroni) è social media strategist per Webvisibility, segue progetti di digital marketing nel settore turistico, culturale ed enogastronomico. Lombarda di origine, ormai è ligure di adozione e da sommelier appassionata di cibo, su Instagram divulga le sue passioni. Rossana è anche una habituée dei bookclub. Ne frequenta due: Strategie Prenestine e Fronti e Frontiere. Chiacchierando con Chiara Ghiani (@parlospessodicibo), ha detto: «Non c’è un bookclub che parla di cibo. E allora ce lo facciamo noi». Così è nato Cibook. Chiara rappresenta la terza generazione Ghiani al comando della Belmonte Gastronomia di San Ponso, in provincia di Torino. Ama molto raccontare storie di cibi, anche lontani, sui suoi canali. Jessica (@jessica_cani) è la terza comunicatrice del gruppo. Anche per lei l’enogastronomia è pane e vino quotidiani. Segue la comunicazione dei suoi clienti come copy e social media strategist. Sarda, vive nel Sulcis e ama così tanto la sua terra da volerla raccontare sul suo Sardegnaquantobasta.com. «Cibook è un progetto nato soprattutto per noi stesse, per leggere con un filo conduttore. Leggendo per fare ricerca, abbiamo pensato: perché non divulgarla?», spiega Rossana.

Librerie e Clubhouse

Rossana, Chiara e Jessica hanno condiviso la notizia del progetto anche su Clubhouse. Come tutti, stanno testando la piattaforma e le potenzialità sembrano promettenti. «Anche se l’orario non era il massimo, la chiacchierata è stata molto fruttuosa, abbiamo raccolto trenta titoli!», ricorda Jessica. Hanno fatto salire sul palco le persone, chiedendo loro del proprio libro preferito.

Cibook vuole incentivare l’acquisto dei volumi per l’iniziativa tramite librerie convenzionate. Anche perché non ci sono solo negozi che vendono libri, ma anche tante enolibrerie, vinosterie o la fantastica gelateria con libri Gelatina, a Genova. Con la pandemia questi locali hanno dovuto affrontare tantissime difficoltà e il Cibook ora sembra una boccata di aria fresca.

Cosa NON si potrà fare su Cibook

Cibook non ha obbligo di frequenza. «Non si sarà obbligati a rimanere costantemente nel gruppo, si potrà anche partecipare saltuariamente – spiegano Rossana e Chiara – Non vogliamo che sia un altro impegno in agenda». «Su Cibook non si potrà imporre la propria opinione su quella degli altri. Vogliamo che l’interazione sia positiva, anche perché il cibo porta al limite sia la soggettività che l’oggettività – spiega Jessica – Inoltre, ci piacerebbe che le culture gastronomiche regionali si incontrassero senza sovrapporsi». Ma la cosa più importante da sapere su Cibook è scritta alla fine del messaggio di benvenuto sul canale: «Non ci sono regole, se non aver voglia di leggere e mangiare». Quindi buon appetito a tutti e tanta buona lettura.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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