Eredità del Conte dueIl governo pensa di dimezzare le risorse per il cashback

La misura voluta dall’ex premier rischia lo stop con sei mesi di anticipo rispetto a giugno 2022. I tecnici del Tesoro stanno facendo i conti e, alla luce dei dati, stimano che per pagare i rimborsi potranno bastare nel 2021 circa 2,3 miliardi anziché 5

Foto Cecilia Fabiano - LaPresse

Nella nuova versione del Recovery plan potrebbero esserci risorse dimezzate per il cashback, la misura voluta da Giuseppe Conte che ora rischia lo stop nel 2022. Anziché destinare quasi 5 dei 209 miliardi in arrivo da Bruxelles, ne assorbirà al massimo due e mezzo – scrive Il Messaggero. Il resto delle risorse sarà dirottato verso altri strumenti in grado di favorire l’uso della moneta elettronica, come i corsi di formazione sui pagamenti digitali destinati al personale delle amministrazioni pubbliche locali.

I tecnici del Tesoro stanno facendo i conti e alla luce di come sta andando il cashback stimano che per pagare i rimborsi ordinari (fino a 150 euro a semestre per utente) possano bastare nel 2021 circa 2 miliardi di euro, a cui va sommata una spesa di 300 milioni di euro per erogare il supercashback destinato ai maggiori utilizzatori di carte e app di pagamento.

Il grosso del risparmio (almeno un miliardo) deriverebbe però dallo stop anticipato: l’attuale data di scadenza del cashback indica giugno del 2022, ma visto che gli unici rimasti a difenderlo sono i Cinquestelle, l’ipotesi che cali il sipario sulla misura con sei mesi di anticipo sta prendendo sempre più forza.

L’Europa del resto non vede di buon occhio l’iniziativa e la Bce aveva già espresso le sue perplessità sull’efficacia del cashback. Per giunta le risorse di Bruxelles utilizzate per il cashback non rientrano tra i contributi a fondi perduto: verranno prese a prestito e andranno restituite.

Ma i numeri sono deludenti: i rimborsi di Stato finora hanno coinvolto meno di otto milioni di italiani e secondo le previsioni del Tesoro la platea dei partecipanti non salirà oltre la soglia dei 10 milioni di utenti quest’anno. Il rimborso medio per semestre non dovrebbe superare i 100 euro.

E poi ci sono i sospettu sul supercashback, il premio da 1.500 euro per i primi 100mila che effettueranno più pagamenti digitali nell’arco di un semestre. Il problema dei furbetti del cashback, che quando fanno benzina frazionano i pagamenti per scalare più rapidamente la classifica che porta al maxi-premio, non è ancora stato risolto. Ragion per cui non è escluso che la corsa al maxi-premio venga fatta ripartire da zero, imponendo un limite giornaliero ai micro-pagamenti pari o inferiori a un euro che è possibile effettuare nello stesso negozio.

Nel frattempo si è conclusa la fase dei pagamenti relativi all’extra cashback di Natale: sono stati in tutto 3,2 milioni i partecipanti che a dicembre hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e di questi il 3,1 per cento ha totalizzato 150 euro di cashback.

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