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Settimana rossa ma ricca di notizie: dalle birre dei monaci che cercano adepti a iniziative social che cercano followers, fino a cose più serie come documentari che riaprono casi passati ma rimasti impuniti e allerte alimentari

Qui c’è tutto quello che forse vi siete persi nella settimana che volge al termine, e quello che noi non siamo riusciti a scrivere per mancanza di tempo. Un condensato di vocazioni, in cui sembra che tutto abbia un fil rouge: qual è, lo scopriamo solo il venerdì.

TRAMEZZINI

Per sfamare una città con quasi 6 milioni di abitanti e 700 chilometri quadrati di superficie non c’è altra alternativa che lavorare sull’altezza: l’Apollo Aquaculture Group (AAG) è il primo allevamento verticale di pesce al mondo. L’acqua salata, disposta su due piani di 135 metri quadri ciascuno, viene filtrata naturalmente dalle alghe. La gestione è completamente computerizzata, con un algoritmo in grado di ridurre la mortalità dei pesci: è in grado di produrre tremila tonnelate di pesce e crostacei all’anno.

Ma se siamo in grado di risolvere il problema della mancanza di spazio, non abbiamo ancora trovato il sistema per risolvere il problema della mancanza di vocazioni. Non siamo tanto preoccupati per le nostre anime, quanto per le birre trappiste, che hanno bisogno di monaci trappisti – appunto – per prepararle e devono essere coinvolti dei veri monaci nella preparazione. E a fronte di un calo vocazionale, corrisponde un calo produttivo. Per fortuna c’è Suor Doris, che da sola ne produce 3mila ettolitri, ultima birraia rimasta dell’abbazia francescana di Mallersdorf, in Baviera e unica suora in Europa a fare questo lavoro da quando aveva 17 anni, con ormai oltre 40 anni di carriera. «È bello far piacere a Dio, alle mie consorelle e ai nostri clienti», ha detto in un’intervista all’Osservatore Romano.

Sulla vocazione a diventare cuoco, che non conosce crisi, abbiamo invece chiesto un parere a Matteo Fronduti. Ne è nata una riflessione irriverente, pronta ad affrontare qualsiasi dibattito.

Il problema della carne non carne lo stiamo risolvendo sempre di più, invece. E l’ultima notizia arriva da Burger King, primo brand della ristorazione organizzata in Italia a scommettere sulle proteine vegetali: dal 16 marzo nei ristoranti è possibile ordinare burger e nuggets di “pollo” plant based. Il tutto è reso possibile grazie ad una partnership con la olandese The Vegetarian Butcher.

Noi intanto non vi lasciamo soli, e dal giorno dell’entrata di gran parte dell’Italia in zona rossa ecco comparire un nuovo modo di starvi vicini: si chiama #CucinaDiResistenza e ogni giorno su Instagram vi diamo delle idee per non perdere la bussola.

In attesa di ricevere le vostre, perché anche noi abbiamo bisogno di resistere!

Ma veniamo a noi, e a quello che è successo questa settimana e che vi abbiamo raccontato sulle nostre pagine.

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Contro lo spreco alimentare serve un approccio umano: il Covid-19 ha impattato il settore agroalimentare in maniera inedita, portando ad una maggiore consapevolezza sul valore del cibo tra i consumatori, ma anche allargando la platea di chi deve chiedere aiuto per poter mangiare. A fronte di un aumento delle donazioni di generi alimentari, la sfida è di estendere la logica della responsabilità, puntando sulla sostenibilità commerciale, oltre che etica.

Come far ripartire il turismo italiano ed europeo. Sono idee, non abbiamo purtroppo la sfera di cristallo.

Torna alla ribalta, sugli schermi di Raiplay, il racconto di un caso di cronaca scoppiato negli anni Ottanta, che segnò profondamente le scelte di consumo degli italiani e cambiò tecniche e regolamentazioni del settore enologico. Il metanolo ha davvero cambiato un intero comparto, in meglio.

Progetti di economia sostenibile raccontati in un seminario tenuto da Davide Oldani, un cuoco, che parla ai ragazzi di progetti di business e di vita coerenti.

Dal sesamo indiano al pepe nero brasiliano, le preoccupazioni europee nel settore cibo: delle 3773 notifiche emesse nel 2020 dal sistema di allerta rapido (RASFF) riguardo gli alimenti non conformi alle normative dell’Unione più della metà si riferiva a prodotti provenienti da Stati esterni al continente.

PIATTO DEL GIORNO

Due le grandi domande di questa settimana, entrambe a tema ristorazione. Una per i clienti, una per i gestori. Entrambe accomunate dalla consapevolezza che questi anni faranno da spartiacque tra un prima e un dopo, necessariamente diversi.

Torneremo mai ad affollare bar e ristoranti? Per qualcuno le abitudini gastronomiche cambieranno, e cʼè da chiedersi quanto questo cambiamento inciderà sul nostro futuro. Ristoratori, siete pronti per ripartire, di nuovo?

ALLA CARTA 

Abbiamo provato a svelare il grande mistero chiamato zuppa inglese: la ricetta la conosciamo tutti, i veri interrogativi riguardano il nome di questo dolce tradizionale e la sua origine. Abbiamo indagato nella storia della gastronomia, sfogliando manuali d’antan e studiando leggende popolari.

I ricordi di un piatto, il profumo di un aroma, sono parte della nostra identità, bagagli che portiamo con noi anche durante viaggi, trasferimenti, migrazioni, che ci aiutano a restare in contatto con il nostro passato e a tramandare tradizioni e gioie.

PICCOLA PASTICCERIA 

Avete solo voglia di leggere? Ecco i 10 dolci per festeggiare la Giornata mondiale delle torte, o almeno una delle tante. E qualche idea per i migliori panini del mondo e dove trovarli. Curiosi?

Vi siete dimenticati di festeggiare il papà? C’è sempre tempo, ma che il regalo sia gastronomico.

Anche questa settimana abbiamo finito: vi lasciamo con la strana ossessione dei TikTokers per le cipolle, ma soprattutto con due ricette perfette per il vostro fine settimana recluso.

Una pasta saporita disegnata, tanto buona da meritare un ritratto e il mitico pain au chocolat, croccante goduria da preparare con le indicazioni del più celebre forno francese di Milano. Serve il lievito di birra, ma non dovremmo ancora essere in rottura di stock. Proviamo?

Se invece questa ennesima chiusura vi facesse venire la vocazione, fatecelo sapere. Ci prenotiamo per le birre.

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