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La palestra delle competenzeManlio Ciralli: «Ecco come Phyd Hub allenerà l’occupabilità dei lavoratori»

Il nuovo spazio di Adecco Group, in via Tortona 31 a Milano, punta a formare studenti e lavoratori con le nuove competenze richieste dal mercato del lavoro, tra training individuali e di gruppo, corsi e workshop. «Le persone che entrano devono agire e mettersi in discussione»

(Photo by Guido De Bortoli - www.gdbstudio.com - for PHYD)

All’ingresso di via Tortona 31, a Milano, si compie il rito di passaggio dal mondo fisico esterno al mondo “phygital”, la dimensione ibrida tra fisico e digitale su cui punta il nuovo Phyd Hub del Gruppo Adecco, inaugurato il 16 settembre. Uno spazio interamente dedicato a formare studenti e lavoratori con le nuove competenze richieste dal mercato del lavoro, tra training individuali e di gruppo, corsi e workshop. Se il 75% delle aziende italiane dichiara che, per far fronte alla crisi Covid, nei prossimi sei mesi avrà bisogno di riqualificare il personale, allora si capisce quanto l’acquisizione di nuove capacità sarà centrale anche nella ripartenza.

Dopo la piattaforma Phyd lanciata nel 2019 con Microsoft per misurare l’indice di occupabilità grazie all’intelligenza artificiale, il nuovo hub di Adecco diventa una sorta di «palestra professionale» nel cuore di Milano, spiega Manlio Ciralli, Chief Executive Officer di Phyd: «Phyd non è un social ma una palestra: le persone che entrano in Phyd devono agire e mettersi in discussione per avere percorsi formativi che aiutano a migliorare le proprie skill».

Ciralli, perché uno spazio fisico come Phyd proprio ora?
È un progetto che già nasce come progetto “phygital”. La piattaforma digitale, basata sull’intelligenza artificiale di Microsoft, nel 2019 è stata lo step iniziale, a cui segue oggi lo spazio fisico. Certo, oggi con il Covid sembra un po’ strano sentire parlare di apertura di uno spazio fisico su strada in via Tortona 31 a Milano. Ma Phyd nasce con questo tipo di ambizione perché è un “progetto platform”, ovvero una piattaforma digitale a disposizione di chiunque voglia comprendere di più rispetto alle proprie competenze, ma è anche uno spazio fisico che aiuta le persone a capire meglio cosa serve loro per poter essere più spendibili nel tempo sul mercato del lavoro. È il cambio di paradigma tra employment ed employability, tra il concetto di occupazione e il concetto di occupabilità.

Cosa significa?
Significa che se non hai le competenze adatte rispetto alle richieste dal mercato, difficilmente otterrai un lavoro: questo accade sempre di più e accadrà sempre di più nel futuro. L’employability è la capacità della persona di mettersi costantemente in linea con le conoscenze e le competenze richieste dal mercato del lavoro, e quindi dalle aziende. E l’apprendimento continuo è lo strumento inderogabile per l’occupabilità.

Come si metterà in pratica tutto questo in via Tortona 31?
Phyd è uno spazio multigenerazionale, in cui ci siamo proposti di svolgere un ruolo attivo di prossimità per lavoratori e aziende rispetto all’orientamento e alle trasformazioni che stanno avvenendo nel mercato del lavoro. È uno spazio che, idealmente, la mattina incontra le scuole e le università, dopo pranzo le persone che sono uscite dal mercato del lavoro e che devono essere reindirizzate e nel pomeriggio lavora con le imprese. È un posto che cambierà pelle rispetto allo scandire della giornata. Sia in relazione ai contenuti, sia rispetto alla profondità dei contenuti. L’idea è che diventi uno spazio di arricchimento, contaminazione e conoscenza. Con l’obiettivo di mettere in connessione persone e imprese, per far sì che queste persone trovino un’occupazione il più possibile migliorativa e stabile nel tempo. Uno spazio che renda le persone migliori, facendo quello che scuola, università e aziende spesso non fanno: cioè aiutare lavoratori e studenti a comprendere quali sono i gap e soprattutto le competenze addizionali che servono per poter continuare a essere competitivi nel mercato.

In che modo lo spazio fisico dialoga con il digitale?
Quando si entra in Phyd, si possono fare degli assessment grazie ai visori a disposizione, incontrare dei coach che aiutano a capire cosa migliorare rispetto al risultato dell’assessment. C’è poi un’arena dove ospitiamo speaker, facciamo talk e workshop. Tutto quello che avviene all’interno di Phyd viene poi postprodotto e reinserito come contenuto all’interno della piattaforma phyd.com. Quindi, ad esempio se il sistema di intelligenza artificiale, durante l’assessment, ha consigliato di aggiornarsi sulla blockchain, è possibile seguire workshop sulla blockchain di persona o fruire le registrazioni da remoto tramite la piattaforma. È la logica dei vasi comunicanti tra spazio fisico e spazio digitale. È una palestra professionale: entro in Phyd per avere percorsi formativi che aiutino a migliorare le proprie skill. Un virtual personal trainer dell’individuo.

Come funziona la piattaforma?
È una piattaforma gratuita e aperta a chiunque, possono registrarsi sia gli studenti sia i lavoratori. In base alle informazioni inserite, l’intelligenza artificiale sviluppata da Microsoft elabora il profilo del soggetto. La piattaforma chiede poi di indicare le professioni che si vorrebbero svolgere. E rispetto a queste professioni, e alle competenze previste dalla Esco, European Skills, Competences, Qualifications and Occupations, Phyd definisce poi il livello di conoscenza e competenze per quella determinata professione, indicando in quale percentuale si è adatti, definendo quindi anche il gap di competenze e consigliando alcuni percorsi per colmarlo. Di questi percorsi, alcuni sono a pagamento, ma la maggior parte sono corsi gratuiti, ai quali si può accedere in qualsiasi momento della giornata da qualsiasi tipo di device. Con la possibilità di interagire con coach e mentor.

A chi si rivolge Phyd?
Phyd è aperto a chiunque sia interessato, anche se in linea di massima si rivolge a un target mediamente alto-qualificato e specializzato, nella logica di aiutare le future generazioni a fare un salto in avanti, rendendosi spendibili e appetibili sul mercato del lavoro.

Sarà aperto anche agli studenti, quindi.
Certo. Il problema della formazione in Italia ha radici profonde, nella scelta di qualsiasi tipo di indirizzo dopo le scuole medie. Nessuno orienta i ragazzi a intraprendere percorsi che abbiano senso per l’inserimento nel mercato del lavoro. Abbiamo tante persone che devono fare formazione dopo la laurea perché quello che hanno visto e studiato non è più applicabile. Questo è un Paese che ha bisogno di grande orientamento, a partire dalla comprensione dell’individuo, delle sue attitudini e motivazioni. Per questo in Phyd ci sarà un orientamento specifico per studenti, perché vogliamo aiutare i ragazzi e le ragazze a comprendere quali sono i percorsi che devono intraprendere per avere un inserimento più fluido nel mercato del lavoro ed evitare di perdere tempo e denaro in investimenti formativi ex post e nella ricerca disperata di cosa fare al termine degli studi.

E per chi già lavora?
Per chi invece sta lavorando, visto che ormai c’è una obsolescenza delle conoscenze e delle competenze che sta intorno a 3-5 anni, l’obiettivo è aiutare queste persone a capire che il posto di lavoro ormai non è più per sempre, nemmeno con un contratto a tempo indeterminato. Se non sei competitivo rispetto alle competenze richieste, la stessa azienda non sarà più competitiva, di conseguenza non potrà più salvaguardare il posto di lavoro.

È uno strumento che potrebbe essere utile oggi ai nostri centri per l’impiego. Lo avete proposto al governo?
Sì, lo abbiamo proposto come strumento per i centri per l’impiego. E lo abbiamo proposto anche alla task force di Vittorio Colao, che l’ha ritenuto straordinario. L’intelligenza artificiale ti restituirebbe quasi in tempo reale quali sono i percorsi che le persone dovrebbero seguire. Così si potrebbero attuare quelle vere politiche attive del lavoro che presuppongono la formazione propedeutica all’inserimento lavorativo. Al momento siamo in una fase interlocutoria.

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