x The Adecco Group

RipartireFlessibilità e riqualificazione: l’agenda per reinventare il lavoro dopo il Covid

Occorre muoversi nella direzione dei settori dove cresce la domanda, favorendo le transizioni occupazionali e adattando le competenze. Si può fare agganciando la formazione agli ammortizzatori sociali e agendo sull’occupabilità, come spiega il ceo del Gruppo Adecco Andrea Malacrida

(Unsplash)

La ripresa del mercato del lavoro dopo il “crash test” causato dalla pandemia dipenderà dalla capacità di traghettare lavoratori e competenze dal vecchio al nuovo mondo post Covid. Riqualificando i profili professionali verso i settori dove cresce la domanda di lavoro, ma anche rinnovando il sistema delle leggi e degli ammortizzatori sociali italiani.

Lo ha spiegato il ceo del Gruppo Adecco, Andrea Malacrida, nel corso dell’evento #Ripartitalia di Class Cnbc dell’8 marzo, dedicato all’agenda per il futuro del lavoro. Nel corso dell’ultimo anno, il Gruppo ha risposto alle esigenze di flessibilità delle aziende in un momento di incertezza e alle richieste di sostituzioni momentanee di lavoratori in quarantena, ma ha anche avviato la transizione dei lavoratori «verso i mercati che stanno crescendo più rapidamente di altri e per i quali diventa centrale lavorare sulla riqualificazione delle competenze», ha detto Malacrida.

I due settori che stanno crescendo più rapidamente sono quelli della cura della persona e della logistica/e-commerce. «Il nostro compito», ha detto il manager, «è traghettare le risorse dai mercati in stand by, o che probabilmente non ripartiranno più, verso altre attività».

E per favorire questa transizione, che sarà centrale per la capacità di ripresa e resilienza del Paese, occorre «completare il processo delle politiche attive del lavoro». Significa anzitutto «rendere obbligatori i percorsi di formazione», agganciandoli agli ammortizzatori sociali. Ma significa anche «cambiare il paradigma passando dalla ricerca di una occupazione al miglioramento della propria occupabilità». Cosa che il Gruppo Adecco fa con Phyd, il nuovo spazio fisico e digitale nato a Milano che lavora sull’aggiornamento delle competenze degli individui, partendo da una valutazione dell’indice di occupabilità attraverso l’intelligenza artificiale.

Di questo Malacrida ha parlato anche durante il dibattito organizzato il 12 marzo da LawTalk dal titolo “Come cambierà il lavoro con il nuovo governo: cosa servirà alle imprese e al mercato?”. Così si potrebbe «annullare il gap di competenze verso i bisogni reali delle aziende», ha detto. Perché, nonostante il momento di criticità, si stanno creando «anche delle opportunità nella direzione in cui si muove il mercato del lavoro». Ma bisogna coglierle.

Il primo passaggio necessario, secondo Malacrida, è «rendere attive e propositive norme e decreti anti-crisi che finora hanno agito in chiave assistenzialistica senza guardare alla ripartenza. Fondamentale sarebbe legare le ore di cassa integrazione a obblighi di formazione e riqualificazione del personale verso i settori che cresceranno». Poi bisognerà agire in maniera definitiva sui vincoli ai contratti a termine previsti nel Decreto Dignità. «Se il decreto è in stand by ormai da un anno per le causali che bloccano la reale gestione di un mercato del lavoro moderno, probabilmente non funziona», ha spiegato il manager. «Sulla legge si deve intervenire seriamente e prendere atto dell’esigenza di un cambiamento deciso».

E una soluzione per coniugare formazione e continuità lavorativa potrebbe arrivare dal contratto di staff leasing (o somministrazione a tempo indeterminato). «Nel 2020, con questa tipologia contrattuale, abbiamo assunto 5mila persone, ricollocandole su settori che cercavano personale e formandole opportunamente», ha detto Malacrida. «Abbiamo così garantito l’occupazione a questi lavoratori, anche attraverso percorsi di riqualificazione».