I nuovi dipendenti pubbliciIl piano di assunzioni in cinque anni del ministro Brunetta

Ci sarà un portale del reclutamento a cui potranno rivolgersi le amministrazioni per prevedere lo stato del proprio fabbisogno professionale. Le priorità sono sanità ed enti locali. «Valorizzeremo dottorati, iscritti agli ordini professionali e ai centri di alta formazione», dice al Messaggero. Si può «fare in 15 giorni»

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Renato Brunetta per la seconda volta nella sua vita politica ricopre la carica di ministro per la Pubblica amministrazione. Dopo anni di tagli e blocco del turn over e dei contratti, ora riparte proprio dai concorsi e dai rinnovi contrattuali per la messa a terra del Recovery Plan. E in un’intervista al Messaggero spiega il nuovo piano di assunzioni e le nuove modalità per realizzare i concorsi in presenza in sicurezza.

Il suo è un cambio di passo per due ragioni, spiega: «La prima è perché per i contratti abbiamo i soldi, 6,8 miliardi stanziati dai precedenti governi. E di questo ne va dato atto. Ma soprattutto per il Next Generation Eu. Come si fanno a investire 200 miliardi in 5 anni se non hai un apparato dello Stato all’altezza di questa sfida straordinaria? E come si fa a reggere, una volta a regime? Per questo i miei primi tre atti sono stati il riavvio dei contratti, la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale con i sindacati, e lo sblocco del turn over».

Nell’ultimo decreto anti Covid, poi, cono stati sbloccati i concorsi che erano stati fermati per la pandemia. «Siamo partiti da un numero: 118.879. Sono i posti già disponibili nella Pubblica amministrazione. Dietro una cifra apparentemente asettica ci sono nomi e cognomi, ci sono progetti di vita congelati a causa del virus. Sbloccare questi concorsi ci è sembrata la prima urgenza», spiega il ministro.

Ma serviranno numeri più grandi per invertire il trend di invecchiamento dei dipendenti pubblici in servizio. «Il nostro obiettivo», dice Brunetta, «è di garantire innanzitutto il turnover fisiologico: almeno 500mila ingressi per cinque anni, 100mila l’anno, pari al numero di dipendenti pubblici che andranno in pensione secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato. Poi bisogna ragionare selettivamente sui settori che si sono maggiormente impoveriti negli ultimi dieci anni».

Questi settori sono soprattutto sanità ed enti locali. «Qui il turnover potrà arrivare anche al 120%», continua. «Infine, ci saranno le alte professionalità tecniche da reclutare in via straordinaria per l’attuazione dei progetti del Recovery Plan con contratti a tempo determinato».

Brunetta ancora non dà numeri. «È presto per dirlo», spiega. Ma «dipenderà soprattutto dai progetti, bisogna avere la pazienza di attendere il piano definitivo. Quello che posso dire è che le procedure saranno rapide». Ovvero: «Useremo le buone pratiche delle organizzazioni internazionali. Ci sarà un portale del reclutamento, una piattaforma a cui potranno rivolgersi le amministrazioni centrali e locali per simulare e prevedere lo stato del proprio fabbisogno professionale e per gestire le procedure concorsuali. Valorizzeremo dottorati, iscritti agli ordini professionali e ai centri di alta formazione. Sono assunzioni che si possono fare in 15 giorni. I contratti dureranno 5 anni, il tempo del Recovery».

Oltre alle assunzioni, il Recovery avrà bisogno anche di semplificazioni. Molti dirigenti, che devono muoversi tra reati come l’abuso d’ufficio o rischi come il danno erariale, hanno paura di firmare gli atti. «Nei procedimenti complessi va tolto qualsiasi blocco. Stiamo lavorando a una “clausola di conclusione” del procedimento. Bisognerà arrivare a un sì o a un no, altrimenti scatterà un potere sostitutivo», dice.

Intanto ora si dovrà procedere a fare i concorsi sbloccati. Queste le procedure: «Abbiamo stabilito con il Comitato tecnico-scientifico un nuovo protocollo: obbligo per i candidati e per i componenti delle commissioni di produrre un test negativo effettuato entro le 48 ore precedenti la prova, obbligo di indossare la mascherina FFP2, svolgimento delle prove in sedi decentrate a carattere regionale, durata massima della prova limitata a un’ora, percorsi dedicati di entrata e uscita. Ci sarà inoltre piena collaborazione con la Protezione civile».

Poi ci saranno tre percorsi: «Uno per i concorsi già banditi per i quali non è stata svolta ancora nessuna prova, uno per i concorsi che saranno banditi durante l’emergenza e, infine, uno per i concorsi a regime. Per tutti abbandoneremo le modalità ottocentesche che ne hanno caratterizzato fino a oggi lo svolgimento: niente più calche da stadio, niente carta e penna, e nemmeno attese infinite che in media prevedevano fino a 4 anni dal concorso all’assunzione. Mi piacerebbe che dal bando all’ingresso in servizio non passassero più di tre o quattro mesi».

Sul rinnovo dei contratti pubblici, Brunetta ha predisposto la direttiva per l’Aran, che ora è ferma al ministero dell’Economia. «Il parere arriverà entro la settimana. Il 15 i sindacati sono già stati convocati dall’Aran per la determinazione dei comparti», dice il ministro. «Il mio obiettivo è ridare ai dipendenti pubblici l’orgoglio e l’onore di far parte della Pubblica amministrazione. Essere dipendenti pubblici significa fare l’interesse del Paese». E magari, aggiunge, si potrebbe reintrodurre il giuramento. «Purché non sia soltanto un pennacchio».

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