Respiro internazionaleServe una Champions League della Politica per i partiti europei

La conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe portare a una rivoluzione del sistema politico continentale incentrato ancora sul sistema dei movimenti nazionali. Sarebbe un modo per rianimare l’interesse e la partecipazione dei cittadini

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I prossimi 24 mesi saranno determinanti per il futuro dell’Unione, singoli Stati membri e cittadini, con nuove sfide, appuntaneti, scadenze, nuovi inizi e cambiamenti a livello internazionale. L’associazione Erasmo ha scelto di concentrare la propria attenzione su questo arco temporale, per analizzare gli eventi in programma con le partnership di Linkiesta, Spinelli Group, Re-Generation, Fondazione Antonio Megalizzi, Cultura Italiae, Comunita di Connessioni, Italiacamp, GaragErasmus e A2A.

La storia dell’integrazione europea è costellata da numerosi stop and go. Da lucide visioni di lunga prospettiva, come 80 anni fa con il Manifesto di Ventotene, alla cosi detta “deriva dei trattati”, ovvero una serie di riforme che solo in parte ha reso più efficiente l’assetto istituzionale comunitario. Oggi siamo alla vigilia del lancio della Conferenza sul Futuro dell’Europa (CoFoE), una occasione storica per aprire una vera fase di confronto con le forze politiche e sociali su quali riforme dovranno interessare l’Unione europea per essere all’altezza delle numerose sfide che ci attendono, ancora più urgenti a causa delle conseguenze della pandemia.

La proposta di organizzare nell’ambito della CoFoE delle Agorà dei cittadini europei al fine di estendere capillarmente il dibattito è potenzialmente dirompente, ma non è ancora chiaro se queste saranno solo uno strumento per approfondire alcuni temi grazie ai contributi dei principali stakeholders o potranno divenire reali strumenti per democratizzare le procedure di revisione dei trattati, accelerandone i tempi grazie all’emergere di una auspicata volontà popolare. Ciò però non dipende solo dal mandato inter-istituzionale su cui si basa lo svolgimento della CoFoE, ma anche dalla reale volontà delle forze sociali di trasformarla in una sorta di Arena politica europea dove i cittadini possano far emergere proposte, discutere e schierarsi su comuni linee strategiche elaborate democraticamente da rinnovati partiti europei.

Per far ciò occorrerebbe una rivoluzione del sistema politico europeo, incentrato ancora sul sistema dei partiti nazionali, come accadde una ventina di anni fa nei campionati di calcio di tutta Europa. Nel 1999, infatti, la UEFA lasciò definitivamente la formula tradizionale della Coppa dei Campioni, ovvero l’accesso alla massima competizione calcistica continentale per club riservata alle squadre vincitrici dei campionati nazionali che si affrontavano attraverso la formula dell’eliminazione diretta, introducendo un vero e proprio campionato per club tra le principali squadre europee. La scelta si rivelò vincente, in termini di aumento di seguito della nuova Champions League da parte degli appassionati, a dimostrazione che per tanti non fosse più così rilevante seguire unicamente la squadra rappresentante il proprio torneo nazionale o della propria città, se vi fosse la possibilità di seguire il proprio interesse al massimo livello.

Questo artifizio serve per spiegare che una rivoluzione del genere nella Politica europea potrebbe rianimare l’interesse e la partecipazione di coloro che in democrazia dovrebbero essere i protagonisti: i cittadini. Così come ormai le nuove generazioni non parlano più unicamente delle sorti delle proprie squadre locali, ma si lanciano nelle analisi del gioco delle squadre più blasonate o dissertano delle gesta dei fuoriclasse internazionali, allo stesso modo la CoFoE potrebbe divenire quel luogo in cui i partiti europei potranno realmente confrontarsi sulle scelte fondamentali per l’Europa, risvegliando l’interesse alla Politica di milioni di cittadini.

È ormai chiaro, infatti, che le scelte della Politica per essere veramente incisive devono saper agire a livello sovranazionale. I cittadini potranno riscoprire il gusto della piena partecipazione politica solo se il loro interesse e impegno potrà essere riversato al livello dove si prendono le decisioni fondamentali per la loro vita, altrimenti continueranno a ritenere che non valga la pena perder tempo rimanendo spettatori di piccoli bisticci tra le controfigure locali dei protagonisti della politica che conta per le scelte globali.

In questo senso la CoFoE può divenire l’occasione per i partiti europei di far evolvere la loro stessa natura, passando dalla Coppa dei campioni dei rappresentanti nazionali alla Champions League della politica europea. Se ciò avvenisse il confronto sulle grandi scelte continentali non verrebbe più realizzato unicamente tra i governi nazionali, ma attraverso un continuo confronto tra i partiti europei capaci di far sintesi di diverse strategie di sviluppo foriera di visioni omogenee che già si contrappongono in tutto il pianeta.

L’iniziativa del progetto “Biennio europeo” promosso da Erasmo insieme a Italiacamp, Cultura Italiae, Spinelli Group, (Re)Generation Youth, Comunità di Connessioni, GaragErasmus e Fondazione Megalizzi, che guarda al valore dei 24 mesi che stiamo vivendo, ha importanza perché permette di mettere l’accento su una dimensione larga su temi che hanno respiro e impatto oltre il semplice evento. La CoFoE, dentro questo progetto, merita una riflessione approfondita. Che proietta una nuova dimensione europea per UE, Stati e cittadini.

Ormai il cittadino digitalizzato vuole giocare il proprio destino da protagonista nella Champions League della politica, contribuendo direttamente nell’elaborazione di tali visioni globali, per poi divenirne portatore sano nel suo quotidiano contesto. Ma per far ciò serve una nuova consapevolezza politica. In primis si dovrebbe partire dalla creazione di veri Partiti politici europei, che non si fermino a mere alleanze tra partiti nazionali, ma si poggino su popolari congressi fondativi, aperti alla partecipazione di tutti i cittadini tramite la possibilità di iscrizione e militanza direttamente a livello sovranazionale, relegando l’individuale affiliazione nazionale a uno delle sue possibili forme di articolazione locale.

Così anche la politica continentale farebbe un passo essenziale verso l’introduzione di una arena per il confronto politico europeo, una sorta di Champions League della Politica, dando forza a riforme come lo Spitzenkandidat per l’elezione a Presidente del Parlamento Europeo legato al risultato del voto di liste transnazionali, dove i candidati dovrebbero proporre ricette convincenti per i cittadini di tutta Europa e attribuendo la facoltà agli elettori di scegliere il candidato dei vari partiti europei ritenuto migliore, a priori dalla sua nazionalità.

Il successo o meno dell’imminente CoFoE si giocherà sull’effettivo grado di coinvolgimento popolare nel dibattito sul futuro dell’Europa e sulla reale possibilità di farsi ascoltare data a tutti i cittadini coinvolti. Un successo che non dipenderà solo dall’azione delle istituzioni promotrici, ma dalla capacità delle forze politiche di acquisire rilevanza nel dibattito pubblico, divenendo megafono della voce dei cittadini europei.

In definitiva solo con nuovi strumenti democratici che consentano la partecipazione attiva dei cittadini a livello europeo si riusciranno a superare i compromessi a ribasso dei governi nazionali. Solo l’attuazione di riforme coraggiose riusciranno a costruire quella Arena politica europea grazie alla quale i cittadini potranno esprimere in pieno la propria volontà, dando nuova legittimazione democratica e nuovo slancio a un processo d’integrazione fermo di fronte a un bivio: rimettere indietro le lancette della storia o andare avanti verso gli Stati Uniti d’Europa

*Paolo Acunzo è Vice Presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo