Nuove conoscenzeLa partnership tra Intesa Sanpaolo e l’Università di Pavia per incrementare l’alta formazione

Il Gruppo bancario, l’ateneo lombardo e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia hanno siglato una convenzione quadro che prevede un importante progetto di potenziamento del dottorato di ricerca e l'assegnazione di 11 borse triennali all’anno per cinque cicli consecutivi sulle materie più disparate

La sede della Divisione Assicurativa di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo, l’Università di Pavia e Fondazione Banca del Monte di Lombardia hanno stigliato una convenzione quadro volta a sostenere il processo di innovazione nell’offerta formativa dell’Università e la valorizzazione economica, sociale e culturale del territorio pavese.

Durante il lancio dell’accordo è stato ricordato l’importanza del ruolo che le università sono chiamate a svolgere per sviluppare conoscenza e valorizzare i risultati della ricerca, determinando così un impatto sulla società in termini di nuova occupazione e benessere, anche in forza delle risorse del Next Generation EU.

Il nostro Paese, pur potendo contare su un buon posizionamento generale dei propri atenei in un’ottica internazionale, sconta un basso livello di investimenti in educazione, ricerca e sviluppo. Ciò si traduce in infrastrutture inadeguate, ma soprattutto in uno scarso sostegno ai giovani ricercatori che spesso sono costretti a trasferirsi in centri e istituti all’estero.

Per fornire il suo contributo ad una inversione di rotta e dare un concreto segnale, l’Università di Pavia ha promosso un importante progetto di potenziamento del dottorato di ricerca, trovando in Intesa Sanpaolo e in Fondazione Banca del Monte di Lombardia due partner attenti.

La nuova partnership, che prenderà avvio con il prossimo anno accademico sino all’anno accademico 2025-2026, prevede l’assegnazione di 11 borse triennali all’anno per cinque cicli consecutivi sulle materie più disparate (dalle discipline STEM, alle neuroscienze, dal fotovoltaico alla microelettronica senza dimenticare la medicina, l’archeologia, le discipline linguistiche).

Il percorso che si avvia non solo promette importanti risultati riguardo allo sviluppo di nuove conoscenze e applicazioni, ma anche lo sviluppo di una significativa dimensione internazionale. L’iniziativa contribuirà a consolidare il prestigio e la qualità dell’Università di Pavia, con riflessi positivi sull’economia del territorio.

Oltre al potenziamento del dottorato di ricerca, la convenzione prevede l’attivazione di un “Centro studi sul Diritto delle grandi imprese azionarie” intitolato al professor Guido Rossi, già allievo e docente dell’Ateneo, e di un Corso di perfezionamento specialistico in materia di “Grandi imprese azionarie, sostenibilità e compliance” presso il Collegio Ghislieri.

«La Convenzione con l’Università di Pavia, una delle più antiche al mondo e tra le più prestigiose, e la Fondazione Banca del Monte, oggi azionista Intesa Sanpaolo, costituisce un potente strumento di sviluppo delle capacità di ricerca dell’Ateneo e della sua possibilità di attrarre talenti. Undici borse di dottorato triennali per cinque cicli consecutivi rappresentano un fattore di stabilità importante per la programmazione delle attività di ricerca e di studio. Il nostro intervento si inserisce in un programma che vede oltre 60 atenei italiani e alcuni stranieri collaborare con la Banca attraverso borse di studio e progetti di ricerca, impegno potenziato nell’ultimo anno di emergenza sanitaria. Sosteniamo il sistema universitario per favorire il progresso del sapere e per la formazione della futura leadership, due elementi che consideriamo centrali per lo sviluppo del Paese» spiega Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo.

Di questo progetto, nondimeno, «ne beneficia anche il Gruppo che, grazie a questo scambio vivace e continuo con gli atenei, trae conoscenza specialistica e risorse competenti: l’83% delle persone che assumiamo infatti è laureata, un dato importante rispetto ai 3.500 giovani che entreranno in Intesa Sanpaolo da qui al 2024».

Dello stesso parere anche Aldo Poli, presidente Fondazione Banca del Monte di Lombardia: «Questo eccellente progetto conferma ciò di cui eravamo convinti, ovvero, che l’acquisto di Ubi Banca da parte di Banca Intesa rinnova l’attenzione al territorio che era stata garantita: nei passaggi che si sono verificati, dalla Banca del Monte di Lombardia attraverso i vari istituti di credito che si succeduti, non è cambiata la posizione centrale dei territori, in particolare pavese e milanese».

L’iniziativa è un importante tassello nel percorso di sviluppo economico e sociale del territorio, che «permetterà di coinvolgere giovani studiosi nell’ambito delle attività di ricerca attraverso un significativo incremento di borse di dottorato. In particolare, proporremo temi legati alla sostenibilità e alle nuove sfide della società. È mia ferma convinzione che una università impegnata nella ricerca è una università che coinvolge i giovani», conclude Francesco Svelto, Rettore dell’Università di Pavia.