Die VermögenssteuerIl dibattito sulla patrimoniale in Germania

Il candidato cancelliere della Spd, Olaf Scholz, si dichiara favorevole ad aumentare le imposte per i redditi più alti per dare ai Länder liquidità per finanziare infrastrutture, asili, trasporti pubblici e polizia. La proposta sembra strumentale alla campagna elettorale per differenziarsi da Cdu e Fdp e tendere un ponte verso i Verdi, che sono in testa nei sondaggi

Pixabay

Negli ultimi mesi, per effetto della pandemia e in vista delle elezioni imminenti, in Germania si è tornati a parlare dell’introduzione di un’imposta patrimoniale. Anche a seguito delle misure introdotte per far fronte alla crisi causata dal coronavirus, infatti, la Bundesrepublik prevede attualmente di produrre un debito pari a circa 650 miliardi di euro nel triennio 2020-2022. Nello scorso anno, inoltre, è sceso il potere d’acquisto di molti tedeschi: secondo i dati di Statista già a maggio 2020, nei primi mesi della pandemia, il 30 per cento dei tedeschi lamentava perdite nel reddito. 

Un report della fondazione Hans Blöcker (della Dgb, il principale sindacato tedesco), pubblicato a ottobre, mostrava come la perdita fosse concentrata soprattutto nelle fasce di reddito più basse: il 48 per cento di chi guadagnava meno di 900 euro netti al mese affermava di aver perso reddito a seguito della pandemia. La percentuale di coloro che hanno visto diminuire il proprio reddito rimaneva sopra il 30 per cento in tutte le fasce sotto i 2.000 euro netti al mese, seppur con alcune variazioni, mentre scendeva sotto il 30 per cento dai 2.000 euro in su. 

Anche in virtù di questa situazione, a febbraio Olaf Scholz, ministro delle Finanze e candidato cancelliere per la Spd, ha dichiarato di essere favorevole ad aumentare le imposte per le fasce di reddito più alte, affermando come la giustizia fiscale si basi sul presupposto che «chi guadagna di più deve contribuire al finanziamento della vita comune in parte maggiore rispetto agli altri». 

In questa prospettiva, Scholz ha anche appoggiato l’idea di un’imposta patrimoniale, che nella sua idea darebbe allo Stato e ai Länder liquidità per finanziare infrastrutture, asili, trasporti pubblici e polizia. Scholz si è inoltre detto convinto che la maggioranza dei tedeschi vogliano un sistema fiscale più equo, e che un alleggerimento del carico fiscale che riguardi anche le fasce di reddito più alte sarebbe avvertita come fortemente ingiusta dalla gran parte dell’opinione pubblica, così come l’abolizione del Solidaritätszuschlag (la “tassa di solidarietà” introdotta nel 1991 per pagare i costi dell’unificazione tedesca, che attualmente ammonta al 5,5 per cento del reddito lordo). 

Si tratta, in realtà, di un tema su cui il candidato Spd si era espresso anche in passato: già nel 2019, ad esempio, aveva proposto un’imposta patrimoniale, che del resto in Germania è stata in vigore fino al 1997. 

Ma le posizioni recenti di Scholz sono un chiaro riferimento polemico alla Cdu e ai liberali della Fdp, che negli ultimi mesi si sono fatti fautori di una diminuzione generale delle imposte sui redditi o, come nel caso della Fdp, mettono da tempo in discussione il senso della tassa di solidarietà. Non è un caso che le critiche a Scholz sul tema siano venute dalla stampa conservatrice o vicina alla Cdu. Già lo scorso dicembre il magazine Cicero aveva pubblicato un editoriale dove, tra le altre cose, si contestava la proposta come figlia della visione dei redditi privati come cassa d’emergenza per lo Stato, sostenendo inoltre che tassare i redditi più alti avrebbe ricadute pesanti sugli investimenti e sull’innovazione. 

Anche Jan Schnellenbach, sulla Welt, testata conservatrice, ha messo in discussione l’idea che l’imposta patrimoniale serva effettivamente a combattere le disuguaglianze sociali, facendo inoltre notare come in base al diritto tedesco la patrimoniale potrebbe far leva solo sui redditi e non sulle proprietà.

Attualmente, comunque, Scholz non ha ancora chiarito la proposta nei dettagli, specificando ad esempio quali fasce di reddito riguarderebbe. In effetti, non è nemmeno del tutto certo che la Spd riesca a farne una proposta concreta, qualora andasse al governo. È probabile che per il momento la proposta sia prima di tutto strumentale alla campagna elettorale, permettendo ai socialdemocratici di segnare una forte differenza con Cdu e Fdp, facendo al contempo leva sul suo elettorato e cercando di costruire ponti verso forze contrarie alla riduzione del carico fiscale per i più abbienti, come i Verdi.

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