La regola dei 30 anniSu Israele e Palestina il Pd non c’è, sbaglia e non capisce

La scelta del segretario di salire sul palco al portico di Ottavia a portare solidarietà a Gerusalemme è da applaudire perché ha rotto una tradizione di sinistra simpatia del Pci-Pds-Ds-Pd per i palestinesi. Poi però si è dovuto rimangiare tutto, chiedendo a Netanyahu di «fermarsi», a dimostrazione di quanto sia complicato accettare la realtà: il programma politico di Hamas è cancellare lo stato ebraico

AP Photo/Majdi Mohammed

Ancora una volta, su Israele e Palestina il Pd non c’è, sbaglia, non capisce. O fa finta di non capire. Certo, prendiamo atto che Enrico Letta è stato il primo segretario in assoluto del Pd a salire sul palco al portico di Ottavia a portare solidarietà a Israele. Una mossa che ha rotto una tradizione di una simpatia del Pci-Pds-Ds-Pd per i palestinesi, cosa che infatti non è piaciuta a Massimo D’Alema. Ma Enrico Letta, che secondo alcune cronache ha persino applaudito il discorso di Salvini alla comunità ebraica, subito dopo ha fatto marcia indietro.

Fedele alla ferrea tradizione che vuole la sinistra italiana indietro di trenta anni nell’analisi di tutti i fenomeni (dal portato della politica di Bettino Craxi, a quello di Silvio Berlusconi, sino al ruolo perverso di certi pubblici ministeri), nella successiva riunione della direzione del Pd, Letta ha pronunciato un giudizio su Israele che sì e no avrebbe potuto essere adeguato negli anni novanta e che oggi denota ipocrisia, doppiezza e il solito trito e ritrito ricorso a stantii luoghi comuni: «La legittima difesa non può giustificare quello che sta accadendo in queste ore, lo diciamo con chiarezza anche nel portare solidarietà, chiediamo a Israele di fermarsi, l’escalation sarebbe buttare benzina sul fuoco e chiediamo all’Italia di farsi interprete affinché l’Unione europea sia protagonista e gli Stati Uniti facciano la loro parte, portando una voce di pace. Noi continuiamo a ritenere la soluzione di due popoli e due stati e una pace legittima per i due stati sia l’unica soluzione».

Letta insomma non ha capito o non ha voluto capire – tipica reazione inerziale della sinistra – che i razzi di Hamas, volutamente mirati sui civili ebrei, non su obiettivi militari, von Clausewitz docet, sono la concretizzazione della linea politica di distruggere lo Stato di Israele. Letta non ha voluto capire che senza la escalation di Israele (e senza il suo sistema difensivo Iron Dome) i razzi di Hamas – forniti dall’Iran – avrebbero ucciso centinaia di ebrei.

Non ha voluto capire e vedere quel che ormai è chiaro e dimostrato da anni: Hamas nasconde le sue piattaforme di lancio a Gaza in scuole, asili, condomini, facendosi volutamente scudo umano dei suoi stessi civili, di modo che attaccarle e distruggerle, come Israele non può che fare per difendersi, comporta la morte di civili palestinesi.

Ma soprattutto Letta e il Pd non hanno voluto capire che la prospettiva dei “due popoli due Stati”, ripetuta meccanicamente, è stata definitivamente disintegrata proprio da Hamas che non a caso rivendica trionfante col suo portavoce Husam Badran di avere per la prima volta conquistato con i razzi piena e totale egemonia su tutte le componenti palestinesi e ribadisce di volere porre fine «alla occupazione dei Territori conquistati nel 1948», cioè di volere distruggere lo Stato di Israele, obiettivo che sempre oggi il comandante dei Pasdaran iraniani, fornitore dei razzi di Gaza, definisce «nostro imprescindibile dovere religioso».Letta e il Pd fanno finta di non capire quello che pure Hamas dice a loro e a tutti noi da sempre e con chiarezza: intende distruggere, a fianco dell’Iran, lo Stato di Israele per sostituirlo su tutto il suo territorio attuale con uno Stato Islamico nel quale la minoranza ebraica avrebbe, per concessione shariatica, un suo statuto di cittadinanza dimidiata.

L’unico leader palestinese che a parole e in teoria è disponibile alla prospettiva “due popoli due Stati” è il corrotto e corruttore Abu Mazen, il quale ha aperto la crisi odierna, annullando le elezioni palestinesi per una sola ragione: perché le avrebbe vinte a man bassa Hamas, anche in Cisgiordania.

Il contesto è di perdita di credibilità della leadership palestinese, sia di Abu Mazen sia di Hamas, tanto che sono stati firmati gli Accordi di Abramo che appunto segnalano, come ha commentato Le Monde, che «per la maggioranza degli Stati arabi – non diciamo per l’opinione araba – lo stato di guerra con Israele motivato dalla questione palestinese è terminato».

Dunque, Enrico Letta e il Pd sono ancora una volta fuori fase, ancorati a frasi fatte e a concetti superati. Soprattutto non si rendono conto che Hamas e Iran praticano, e stanno rendendo attuale, la strategia di distruzione di Israele manu militari.

C’è solo da sperare che tra trenta anni, more solito, Letta e il Pd se ne accorgano.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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