Oxfam non sa come funziona il mercatoLa ricchezza delle case farmaceutiche è un beneficio per tutti

Secondo il gruppo anti-brevetti “The People’s Vaccine Alliance”, i profitti delle imprese produttrici hanno creato nuovi miliardari alimentando divari economici notevoli. Ma i guadagni rappresentano una minuscola frazione dell’incalcolabile vantaggio sociale che hanno prodotto. L’editoriale di IBL su Linkiesta

LaPresse

Dice Oxfam che i vaccini alimentano le disuguaglianze. Infatti, secondo una stima del gruppo anti-brevetti “The People’s Vaccine Alliance”, i profitti delle imprese farmaceutiche produttrici del vaccino hanno creato almeno nove nuovi miliardari: «Questi miliardari sono il volto umano degli enormi profitti che molte società farmaceutiche stanno ricavando dal monopolio che detengono su questi vaccini». Essi avrebbero una ricchezza combinata di 19,3 miliardi di dollari, «abbastanza per vaccinare completamente 1,3 volte tutte le persone nei Paesi a basso reddito».

L’unico commento possibile a questa notizia – assumendo che i dati siano corretti – sta in una domanda: dov’è il problema? Se l’accusa nei confronti del mercato è di far arricchire persone che, letteralmente, hanno contribuito coi loro investimenti a salvare il mondo, allora – da liberisti e, dunque, avvocati difensori del sistema capitalistico – la nostra risposta è: il nostro cliente si dichiara colpevole, vostro onore.

Perché è esattamente così che funziona il mercato: premia chi risolve i bisogni delle persone, sia quando tali bisogni sono triviali (o, almeno, così appaiono ai nostri occhi), sia quando invece sono giganteschi e di per sé evidenti (come nel caso del Covid-19). Non solo: la prospettiva di ricevere una remunerazione (non solo monetaria, certo, ma anche monetaria) è una delle molle più efficaci nel mobilitare gli individui, spingendoli ad aguzzare l’ingegno.

Tra l’altro, i profitti delle imprese farmaceutiche possono essere di qualche miliardo o persino di qualche decina di miliardi; ma rappresentano comunque una minuscola frazione dell’incalcolabile beneficio sociale che hanno prodotto, consentendo a molti e in misura crescente di tornare gradualmente verso la normalità. E, ancor più, sul piatto della bilancia va messa la riconquista della libertà, che sarà pure difficile da monetizzare, ma che rappresenta un elemento tangibile e fondamentale della nostra vita.

Altro discorso è l’obbligo morale – e l’interesse materiale – dei paesi “ricchi” a sostenere le campagne vaccinali in quelli poveri. Se, come dice Oxfam, è sufficiente una quindicina di miliardi di dollari non serve scomodare i neo-miliardari: basta dire che la sola Italia, nel Pnrr, dedica una cifra simile a realizzare nuove linee ad alta velocità, che molto probabilmente rimarranno in gran parte sotto-utilizzate.

Ognuno è libero di scegliere le priorità secondo i propri criteri, ma non prendiamocela con chi si è guadagnato il suo patrimonio – e nessuno lo ha fatto più di quanti ci stanno tirando fuori dalla pandemia – se sono gli Stati a parlare bene e razzolare male.

L’articolo è disponibile su IBL

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