Asian hateI pregiudizi occidentali sulla sessualità e l’identità delle persone asiatiche

Shi Yang Shi, attore e scrittore di origini cinesi che durante il Pride milanese andrà in scena con "Love me tender" spiega i tipici pregiudizi occidentali: «È la sottocultura che si esprime verso l’esotico. Il gay asiatico viene percepito negativamente. Nel teatro o al cinema gli asiatici vengono relegati a ruoli che non escono dai soliti cliché. Sono pochi i ruoli innovativi»

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In queste ore in tutto il mondo stanno sfilando le parate del Pride che da oltre 50 anni mobilitano il mondo LGBTQ+ ed è ancora molto forte l’ eco dei 200mila manifestanti in piazza a Taiwan nel 2019. Ma di muri da abbattere ce ne sono ancora troppi. Se l’amministrazione di Joe Biden negli Usa ha aperto le porte a Rachel Levine, la prima transgender con incarico federale in qualità di sottosegretaria alla Sanità, in oltre 70 Paesi asiatici l’omosessualità è ancora reato. Si va dalla pena di morte in Afghanistan all’ergastolo in Arabia Saudita. In Giappone invece è legale dal 1880 mentre pure la Cina corre verso la modernità anche in questo campo. Pechino ha reso legali i rapporti omosessuali dal 1997, ha smesso di considerare l’omosessualità una malattia nel 2001 e dal 2003 le autorità discutono se introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Perciò vogliamo approfondire il tema delle discriminazioni verso gli orientali, dall’identità sessuale all’Asian Hate, che incrocia razzismo e sessualizzazione.

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