Corona EconomyL’era degli statali smart, l’accordo sul blocco dei licenziamenti e il valore del lavoro dal vivo

Nella newsletter di questa settimana: l’impatto dello smart working nella pubblica amministrazione, la mediazione Draghi-Orlando sul divieto di licenziare dopo il 30 giugno, la riforma delle politiche attive e degli Its al via e la sintesi difficile tra i partiti di maggioranza sul fisco. Ma anche il futuro delle riunioni (sempre più rare) in presenza. Ascolta il podcast!

(da YouTube)

L’ERA DEGLI STATALI SMART
New Bureaucracy Quando si parla della rivoluzione del lavoro da remoto, di solito si fa riferimento al mondo delle aziende. Ma l’impatto maggiore sulle nostre società sarà prodotto dal più grande datore di lavoro di ogni Paese, l’unico con cui prima o poi tutti abbiamo a che fare, ovvero la pubblica amministrazione – scrive il Financial Times. La burocrazia è destinata a cambiare e grazie alla digitalizzazione delle pratiche pubbliche le capitali del mondo saranno sempre meno ingolfate.

  • La Casa Bianca ha fatto sapere che i dipendenti federali statunitensi mixeranno lavoro in presenza e a distanza. Il Regno Unito già prima della pandemia aveva creato degli hub regionali, che ora verranno rafforzati. La Corea del Sud ha trasferito due terzi delle agenzie governative fuori da Seoul.

 

Cosa è successo I risultati degli ultimi mesi sembrano essere positivi. In Portogallo, nei nuovi spazi di coworking digitale, i dipendenti pubblici hanno iniziato a collaborare di più. Alla Us Security Administration, grazie al tempo risparmiato per i mancati spostamenti, l’arretrato è diminuito dell’11% solo nelle prime sei settimane di lockdown del 2020. E l’88% dei dipendenti pubblici irlandesi dice di essere più produttivo lavorando da remoto.

 

Cosa servirà Ovviamente, sarà necessario affrontare non pochi costi per la transizione delle amministrazioni pubbliche verso un nuovo modello di lavoro. I governi dovranno aggiornare i sistemi informatici e bisognerà portare la banda larga anche laddove non arriva. Il modello da seguire è quello dell’Estonia, dove già da tempo tutte le attività burocratiche possono essere svolte online e il cittadino non deve mai presentare lo stesso documento due volte.

 

E in Italia? Prima della pandemia, il ricorso al lavoro agile era irrilevante, circa all’1% nel 2019. Nel secondo trimestre 2020, come spiega il monitoraggio del Forum Pa, un dipendente su tre lavorava a distanza. Un buon risultato, anche se avrebbero potuto essere oltre il doppio, considerando che il 64,9% delle professioni della pubblica amministrazione si potrebbe svolgere anche a distanza. In più, da un monitoraggio condotto a fine anno sappiamo che per il 91% degli statali l’esperienza del lavoro agile è stata pienamente o abbastanza soddisfacente e il 73% ritiene che ci siano stati incrementi della produttività del lavoro.

  • Il futuro Dopo lo stop alla soglia minima del 50% dei dipendenti degli enti in lavoro agile, nella bozza di rinnovo del contratto inviata dall’Aran alle parti sociali, si dice che lo smart working è «una delle possibili modalità di effettuazione della prestazione lavorativa». Non si parla più di modalità «ordinaria» come aveva previsto l’ex ministra Dadone, d’altronde Brunetta lo aveva anticipato che non sarebbe stato un diritto soggettivo. Toccherà quindi alle amministrazioni stabilire quali sono i lavori che potranno essere svolti in modalità agile, con alcune fasce di lavoratori che hanno priorità su altri. E la giornata verrà divisa in tre fasce, di cui la terza è quella in cui vige il diritto alla disconnessione.
  • Senza rigidità Il presidente dell’Inapp, Sebastiano Fadda, consiglia però di non ragionare per «quote» ma di agire sul «processo». La prescrizione di quote obbligatorie, così come le scadenze temporali, le graduatorie degli aventi diritto o altre regole fisse non hanno senso per lo smart working – dice. Perché parliamo di non di «una diversa modalità di prestazione lavorativa, quanto di una diversa organizzazione del lavoro». Ora, la pubblica amministrazione, spiega Fadda, «deve far tesoro dall’aver scoperto che parte della propria attività può svolgersi senza una presenza fisica costante negli uffici» e «trovare nuove forme di organizzazione del lavoro che realizzino contemporaneamente una maggiore produttività e una migliore qualità del lavoro».

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RECOVERY ITALIA
Conto alla rovescia Il 30 giugno, la data indicata come la fine del blocco generalizzato dei licenziamenti, è ormai alle porte. Dopo la triplice manifestazione di sabato dei sindacati, che hanno chiesto la proroga per tutti fino a fine ottobre, il governo ora prova a trovare una mediazione per evitare il rischio della «bomba sociale» evocato anche dalla ministra Lamorgese. E per oggi Draghi ha convocato una cabina di regia con i capidelegazione dei partiti.

  • Mediazione Orlando La soluzione su cui si starebbe convergendo sarebbe quella proposta dal ministro del Lavoro Andrea Orlando: concedere una proroga alle aziende più in difficoltà. Ma non seguendo il criterio dei codici Ateco, bensì quello dell’utilizzo della cassa integrazione. In pratica, chi più l’ha utilizzata in questi mesi, rientrerà nella categoria delle aziende sottoposte alla deroga. Per queste imprese, la fine del blocco dei licenziamenti dal 30 giugno potrebbe slittare a fine ottobre. Ovviamente, i sindacati restano scontenti.

 

Paracadute 1 Orlando vorrebbe arrivare ai primi di luglio anche con il testo della riforma degli ammortizzatori sociali, estendendoli a una platea più vasta di piccole imprese. E anche se le norme saranno operative dal 1 gennaio con la nuova legge di bilancio, starebbe provando ad anticipare l’entrata in vigore di alcune di queste misure di tutela per chi perde il lavoro, per aiutare le aziende che non beneficiano della cassa integrazione ordinaria. Ma resta da cpire come dovranno essere finanziati i nuovi sussidi.

 

Paracadute 2 Il 7 luglio il governo presenterà alle regioni un documento per avviare la discussione sulla riforma delle politiche attive. Si parte da un tesoretto di quasi 9 miliardi, tra risorse nazionali ed europee del Recovery Plan, da destinare alla riqualificazione di 3 milioni di lavoratori entro il 2025. I due perni del progetto sono la Gol, Garanzia per l’occupabilità dei lavoratori e il Piano strategico nazionale per le nuove competenze. Poi ci sono da mettere a posto i 552 centri per l’impiego. Il coordinamento nazionale sarà affidato all’Anpal, da poco commissariata e anche svuotata della sua funzione principale, con la nuova direzione generale delle politiche attive che ha traslocato all’interno del ministero del Lavoro e che gestirà anche i fondi europei.

 

Il dato che spaventa Resta da capire perché, sulla base delle previsioni pubblicate dalla Commissione europea, l’Italia è il Paese che creerebbe meno occupazione rispetto agli investimenti programmati nel Recovery Plan: si prevedono 240mila nuovi posti, pari a 1,3 per ogni milione investito. Gli altri Paesi hanno moltiplicatori molto più elevati. Un’ipotesi è che non è detto che gli investimenti green e digitali creino occupazione in Italia, visto che non abbiamo una specializzazione produttiva in materia.

 

RIFORME
Il fisco che divide Il cronometro è partito. Entro mercoledì 30 giugno, le commissioni Finanze di Camera e Senato devono dare il via libera a un documento unitario che delinea la riforma fiscale. Su quella base, secondo il cronoprogramma del Recovery Plan, il governo Draghi dovrà approvare una legge delega, che ridisegnerà il sistema fiscale italiano entro il 31 luglio. Ma la maggioranza è divisa su due provvedimenti bandiera: la patrimoniale, con annessa tassa di successione; e flat tax per le partite Iva. Al contrario, si registra un’ampia convergenza sull’abbassamento delle tasse sul terzo scaglione dell’Irpef con una revisione del meccanismo delle aliquote che gravano sui redditi del ceto medio.

 

Alla tedesca L’economista dell’Ocse Andrea Garnero come soluzione ai contratti pirata diffusi in Italia propone di introdurre il salario minimo, facendo come in Germania, dove – prima della misura a livello nazionale – sono stati inseriti dei minimi in settori specifici dove la contrattazione era debole.

  • E su questo argomento ha colpito la risposta del presidente americano Joe Biden ai giornalisti. Agli «imprenditori che non riescono a trovare dipendenti, io vi dico “pagateli di più”», ha detto.

 

Genitori alla pari Il senatore del Pd Tommaso Nannicini ha presentato il disegno di legge che introduce cinque mesi di paternità e maternità obbligatori retribuiti al 100%, per tutti i lavoratori e tutte le famiglie (anche omosessuali) e il part time di coppia.

 

Buste paga In commissione Lavoro della Camera è stato approvato all’unanimità il disegno di legge sulla parità salariale tra uomo e donna. Il testo ora dovrà ricevere il via libera dall’aula di Montecitorio e poi superare l’esame del Senato prima di diventare legge dello Stato.

 

Quegli sconosciuti Its Vi ricordate gli Its? Sono gli istituti tecnici superiori. Draghi ne ha parlato subito al momento del suo insediamento, sbagliando pure l’acronimo. Il Recovery Plan li finanzia con 1,5 miliardi. E ora si sono mossi i primi passi verso la riforma con l’approvazione di un testo unico che riunisce sei diverse proposte di legge. Cambia intanto il nome: si chiameranno Accademie per l’istruzione tecnica superiore.

 

DOSSIER CALDI
Acciaio fuso È partita oggi una nuova tranche di cassa integrazione (stavolta ordinaria) per l’ex Ilva. Durerà 13 settimane. Sono interessati 4mila lavoratori a Taranto e 981 a Genova. Il ministro del Lavoro Orlando è oggi a Genova dove nei giorni scorsi, a seguito dell’annuncio della cig, ci sono state accese tensioni. Per l’8 luglio, invece, il Mise, accogliendo la richiesta delle sigle Fim, Fiom e Uilm, ha convocato un tavolo con Acciaierie d’Italia e i sindacati.

  • Intanto è arrivata l’attesa sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato la decisione del Tar di Lecce per lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo.

 

Compagnia cercasi Mercoledì 30 giugno ci sarà un incontro in video collegamento su Alitalia tra il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti, quello dell’Economia Franco e la commissaria Ue per la Concorrenza Vestager. L’obiettivo è concludere la trattativa su Ita dopo l’accordo raggiunto tra il governo e Bruxelles a maggio.

 

Auto I sindacati hanno raggiunto un accordo sul futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi, dove lavorano 7.200 addetti. Ci saranno incentivi all’esodo e una nuova linea produttiva per auto elettriche e batterie.

 

POST QUARANTENA
Lavoro nei campi Dopo la morte di Camara Fantamadi, il bracciante originario del Mali stroncato da un malore mentre lavorava nelle campagne del brindisino, il governatore della Puglia Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza che vieta sull’intero territorio regionale il lavoro agli addetti all’agricoltura nelle ore più calde della giornata, dalle 12 alle 16. Il provvedimento rimarrà in vigore fino al 31 agosto.

 

Lavoro da remoto Negli Stati Uniti, racconta Recode, molte persone non vogliono lavorare a meno che non sia a distanza. E tanti si stanno licenziando per cercare posizioni lavorative che garantiscano il lavoro da remoto.

 

Lavoro dal vivo Con la sempre maggiore disponibilità di piattaforme per le riunioni a distanza, quelle dal vivo assumeranno un valore aggiunto. Dovremo cominciare a distinguere quali incontri valgono una riunione dal vivo e quali no, e soprattutto imparare a trasformare le riunioni in presenza, sempre meno “assemblee di condominio” e sempre più “performance” ben preparate.

 

AGENDA In attesa di capire cosa si deciderà sul blocco dei licenziamenti e sulla riforma del fisco, il 30 giugno occhio anche al dato sull’inflazione in Italia e in Europa. Lo stesso giorno è previsto un incontro su Alitalia tra Giorgetti, Franco e la commissaria Vestager. E sarà presentato “Gli storici”, il sindacato di bar e ristoranti con oltre 70 anni di storia. Dall’Istat il 1 luglio arriva il dato su occupati e disoccupati a maggio. Mentre venerdì 2 luglio è attesa la stima preliminare del Pil e dell’occupazione territoriale del 2020.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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