Attacco alla stampaChi era il giornalista olandese assassinato in un agguato ad Amsterdam

La scorsa settimana Peter R. de Vries era stato vittima di un gruppo di sicari che gli avevano sparato cinque colpi alla testa. Famoso per le sue inchieste sulla criminalità organizzata nei Paesi Bassi, i gurppi narcos lo avevano minacciato più volte nell’arco della sua carriera

unsplash

Il giornalista investigativo olandese Peter R. de Vries è morto a 64 anni in ospedale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, a seguito delle ferite riportate nell’attacco subìto il 6 luglio scorso.

De Vries era stato vittima di un agguato da parte di un gruppo di sicari che gli avevano sparato cinque colpi alla testa, fuori dalla sede dell’emittente RTL Boulevard in cui si era appena concluso un programma tv a cui il cronista di nera aveva preso parte. Finora la polizia ha arrestato tre persone sospettate di essere coinvolte nell’aggressione: due di loro, un cittadino polacco di 35 anni e un uomo di 21 anni di Rotterdam (sospettato di essere colui che ha premuto il grilletto), sono ancora in custodia della polizia.

Secondo i media locali, il giornalista potrebbe essere stato ucciso da gruppi di criminalità organizzata per il lavoro svolto come reporter nello svelare i retroscena e i giochi di potere dei gruppi criminali olandesi, che già lo avevano minacciato più volte nell’arco della sua carriera.

De Vries era molto conosciuto nei Paesi Bassi per essersi occupato di diversi casi criminali, tra cui il rapimento di Freddy Heineken, l’imprenditore della birra, nel 1983, e per essere spesso ospite di programmi televisivi che riguardavano storie di cronaca nera.

De Vries aveva alle spalle una trentennale carriera: aveva indagato su più di 500 casi di omicidio e aveva avuto un ruolo fondamentale nella risoluzione di diversi casi irrisolti. Nel 2008 aveva vinto il prestigioso premio di giornalismo televisivo International Emmy Award. Non aveva mai accettato uomini di scorta nonostante le minacce ricevute dalla criminalità organizzata.

«Peter ha combattuto fino alla fine, ma non è stato in grado di vincere la battaglia», annuncia la famiglia. «È morto circondato dalle persone che lo amano. Peter ha vissuto secondo la sua convinzione: “In ginocchio non c’è modo di essere liberi”. Siamo immensamente orgogliosi di lui e allo stesso tempo inconsolabili».

«Il suo coraggio nel denunciare la criminalità organizzata e nel far luce sulle parti più oscure delle nostre società sarà sempre ricordato», commenta su Twitter il presidente David Sassoli. L’agguato a De Vries è stato definito dal governo olandese come un «crimine contro la libertà di stampa», mentre il presidente del Consiglio Ue Charles Michel ne aveva parlato come di «un attacco ai valori europei».

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter