Il dio delle siringheSantificare la scienza e la medicina è un assist ai No Vax

Indicare come eretici tutti quelli che contestano le immunizzazioni e, di conseguenza, il green pass è il modo migliore per incendiare il dibattito, polarizzarlo e rafforzare le convinzioni di chi sta dalla parte sbagliata

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La miglior prova del carattere oracolare del verbo vaccinista risiede nel modo forsennato con cui si reagisce alla protesta no vax, con la pretesa di metterla in zona di sacertà. Null’altro che questo è lo sproposito uscito di bocca alla ministra dell’Interno, che reclama condanna per chi “attacca i vaccini”.

Scambiare un presidio sanitario per un totem è il miglior regalo all’insensatezza antivaccinale, e promuoverne la diffusione elevando a blasfemia quella contestazione è il miglior modo per incistare certe balordaggini in una fibra che rischia di farsi anche più recalcitrante.

Non si accredita il primato utilitario del vaccino con un tegumento di Stato che per proteggerlo “dagli attacchi” condanna l’eretico: e semmai, appunto, questo atteggiamento inquisitorio virulenta la contestazione spostandola su un piano pericolosissimo di opposte mozioni confessionali.

Si obietterà che sono soltanto parole, e che dopotutto quella dichiarazione ministeriale era rivolta al buon fine di assicurare successo alla campagna vaccinale. Ma non è così, perché quelle parole denunciano un’impostazione e cioè, si ripete, l’idea che “attaccare i vaccini” rappresenti una specie di illecito ai danni del bene, l’oltraggiosa profanazione di un feticcio.

Lo scritto, per il resto abbastanza scentrato, di Cacciari e Agamben, ha il pregio di cogliere sia pur confusamente il punto che qui avevamo sommessamente segnalato, vale a dire il tono ieratico della retorica vaccinale («La scienza lo vuole!») e la reprimenda sacerdotale di cui sono destinatari i responsabili degli “attacchi” al vaccino. E non è un caso che contro lo scritto di quei due si siano elevate critiche analogamente uterine, con ripudio pregiudiziale di quell’argomento invece sensato per quanto infilato nel calderone delle sciocchezze sul green pass che ci condanna a un destino sovietico.

Varrebbe la pena di ricordare l’abc, e cioè che lo Stato somministra le dosi e prova a somministrarne il più possibile, mentre tra i doveri dei cittadini non c’è ancora quello di adorare il dio delle siringhe.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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