Citizen scienceLa spedizione in cui dieci cittadini studiano la megafauna del Mediteranneo

L’iniziativa del Wwf Italia partirà a inizio autunno con il fine di analizzare e monitorare la distribuzione e il comportamento degli animali acquatici e raccogliere dati acustici per valutare la presenza dei cetacei e gli impatti dell’inquinamento acustico nel mare a sud della Sardegna

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Al largo del sud della Sardegna, a bordo di una goletta di 18 metri, biologi, etologi e ricercatori collaboreranno e aggiorneranno alcuni studi effettuati, più di 40 anni fa, su cetacei, tartarughe e squali, gli animali protagonisti della nuova iniziata che, dal prossimo autunno, vedrà Wwf Italia impegnata nella ricerca e nel monitoraggio della megafauna grazie all’utilizzo di droni, idrofoni, macchine fotografiche e videocamere.

Il fine dell’organizzazione ambientalista è analizzare la distribuzione e il comportamento degli animali acquatici e raccogliere dati acustici per valutare la presenza dei cetacei e gli impatti dell’inquinamento acustico. Tutto questo, dando la possibilità a dieci cittadini di cimentarsi in un’esperienza di citizen science.

«Partecipare a questa spedizione è un’esperienza unica e irripetibile: i partecipanti potranno affiancare i professionisti impegnati nella salvaguardia della fauna marina e dell’ecosistema. È adatta a tutti, velisti e non, basta avere dimestichezza con il mare ed essere pronti a vivere grandi emozioni», commenta Francesca Ellisse, responsabile della comunicazione in Sailsquare, il più grande marketplace di vacanze in barca a vela, catamarano e caicco.

Con partenza da Carloforte, o da Fiumicino per chi arriva dalla terraferma, la navigazione nell’area di studio durerà 10 giorni.

«Ricercare vuol dire conoscere, conoscere vuol dire saper tutelare, saper tutelare vuol dire garantire alla fauna un habitat naturale consono e protetto da interventi dell’uomo che possano minare l’equilibrio dell’ecosistema» ha spiegato Laura Pintore, naturalista ed esperta di cetacei del Wwf Italia.

«Nel Mediterraneo vengono spesso progettate opere edili senza una reale verifica sui potenziali impatti dell’inquinamento acustico sulla megafauna marina, composta anche da specie in via di estinzione», spiega Pintore. L’organizzazione ambientalista andrò a far luce su tutte le potenziali minacce, dalla pesca (bycatch) al traffico navale, dall’inquinamento acustico, alla plastica.

La spedizione di ricerca, promossa all’interno della Campagna GenerAzioneMare del WWF che mira a proteggere il Capitale Blu del Mediterraneo, contribuirà alla raccolta di informazioni utili alla comunità scientifica su un’area ancora poco studiata e che potrebbe rappresentare un hotspot di biodiversità e una zona importantissima di alimentazione, migrazione e riproduzione per balene, delfini, tartarughe e squali.