Teen passI giovani sono gli unici ad aver compreso l’importanza dei vaccini

Né Landini, né Agamben e Cacciari, né Meloni hanno capito che solo sconfiggendo il Covid l’economia potrà ripartire e la vita tornare alla normalità. Per fortuna ci sono le nuove generazioni che non hanno paura di una puntura

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L’Italia salvata dai ragazzini, si potrebbe dire parafrasando uno dei capolavori di Elsa Morante («Un libro leopardiano», scrisse Cesare Garboli condividendo l’entusiasmo di Pasolini). Sarebbe bello se qualcuno scrivesse di più, e certo meglio di quanto non si sappia fare qui, su questi ragazzi italiani che corrono a vaccinarsi, che si prenotano in due secondi online con il cellulare, che si mettono in fila, la prima e poi la seconda volta, quindi scaricano il green pass sempre sul cellulare.

Hanno capito più dei padri che vaccinarsi è necessario, per sé e per gli altri, e non aspettano una legge come Maurizio Landini che nemmeno gli operai capiscono più, e tantomeno s’ingannano con le ombre cinesi come gli Agamben e i Cacciari: per questi giovani e giovanissimi lo spettro è ammalarsi e non poter andare in giro, non gli incubi di piani nazisti e neppure le presunte violazioni dello Stato di diritto paventate da giuristi improvvisati che vanno tanto di moda sui social.

E vogliono lavorare, queste ragazze e questi ragazzi, intuendo che solo la sconfitta del Covid farà ripartire l’economia: quello che un’adulta come Giorgia Meloni non capisce lo capiscono i diciottenni e c’è davvero da interrogarsi sul presente della democrazia italiana e della qualità dei suoi gruppi dirigenti.

Questa generazione vuole tornare “in presenza”, e ne ha tutto il diritto, vuole fare né più né meno di quello che facevano i loro genitori da giovani, vogliono essere li-be-ri come d’altronde lo erano prima di Wuhan, e si tratta dunque di una vera e propria riconquista della libertà senza altre armi in pugno che non siano la scienza, la medicina, la ragione.

Ecco perché li vediamo, anche in queste giornate torride – bastava passare ieri alle 13 al Centro vaccinale Polo Natatorio di Ostia – accalcarsi in attesa «daa puntura», come dicono i ragazzini di Roma. Eccoli là con le magliette bagnate di sudore e le immancabili scarpone sportive, cappellini e cuffiette del telefonino, comunque allegri: «Noi siamo per l’allegria e la grazia, ossia la felicità», scriveva Elsa Morante nel citato libro, già, questi ragazzi cercano la libertà che, con la fame, è la molla più forte della vita.

Giustissima dunque la strategia del generale Figliuolo di consentire dopo Ferragosto la vaccinazione per i giovani senza bisogno di prenotazione per ottenere il massimo risultato in vista delle riaperture delle scuole a settembre. Una mossa che accelererà una campagna vaccinale che peraltro sta andando avanti bene anche fra le classi d’età superiori, alla faccia degli uccelli del malaugurio che sin dal suo insediamento hanno messo nel mirino Figliuolo: sono una piccola minoranza ma stanno sempre in tv.

La semplice verità è che sottrarre un altro anno di vita sociale a questa generazione sarebbe una tragedia. Dovranno riempire le aule scolastiche, quelle universitarie, iniziare a lavorare. Per fortuna c’è lo Stato italiano e i suoi massimi dirigenti che lo hanno capito. E per ulteriore fortuna c’è una nuova generazione che non vede i talk show ed è pronta a salvare se stessa e il Paese.

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