Slower is betterParigi vuole risolvere il problema dell’inquinamento guidando ai 30 all‘ora

Una nuova norma voluta dalla sindaca Anne Hidalgo vieta agli autoveicoli di superare i 30 chilometri orari nella Ville Lumière. I tassisti si lamentano, ma in altre città europee la lentezza alla guida ha già dato buoni frutti

MagdaEhlers/Pexels

Trenta chilometri orari – non uno di più – per lottare contro l‘inquinamento ambientale, ridurre gli incidenti stradali e il rumore che può rendere impossibile la vita in città. Il nuovo limite di velocità per gli autoveicoli, fortemente voluto dal sindaco socialista di Parigi Anne Hidalgo, è entrato in vigore da pochi giorni e riguarda tutte le arterie della Ville Lumière, salvo eccezioni come gli Champs Elysées e la tangenziale Boulevard Périphérique.

Un sondaggio ha chiarito come il 59 per cento dei parigini si è dichiarato favorevole a questa scelta che, nelle intenzioni del sindaco – e insieme alla riduzione dei parcheggi – dovrebbe rendere Parigi più sostenibile per le prossime Olimpiadi, che ospiterà nel 2024.

Altre città europee, come Bilbao, Bruxelles, Lione e Grenoble hanno già scelto questa strada, ma non tutti sono d‘accordo. I tassisti prevedono un rincaro di almeno il 15 per cento delle loro tariffe che, secondo il sistema in vigore, prevedono che sotto i trenta chilometri all‘ora i clienti paghino al minuto e non in base alla durata del tragitto. Il vicesindaco David Belliard ha provato a calmare le acque affermando che incontrerà una delegazione di tassisti e proverà a risolvere questo problema. La riduzione del limite di velocità potrebbe però avere un impatto inferiore rispetto a quello temuto dai guidatori: i dati dicono che la velocità media nel centro di Parigi, tra le sette e le nove del mattino, è già di 11.6 chilometri orari.

Alcuni oppositori hanno criticato l‘efficacia del limite a 30 chilometri orari citando una ricerca del centro studi Cerema, secondo cui le emissioni in realtà aumenterebbero quando si guida ai 30 all‘ora invece che ai tradizionali 50. Il Natural Resources Defense Council, ong ambientalista americana fondata nel 1970 da un gruppo di studenti di legge ed avvocati in prima linea nel movimento green, ha reso noto nel 2015 che uno spostamento ordinario con poco traffico comporta l‘emissione di 300 grammi di diossido di carbonio per ogni chilometro e mezzo percorso. Se la velocità media scende a 24 chilometri orari la quantità di emissioni sale fino a 550 grammi, e se il traffico è intenso le emissioni equivalgono a poco meno di un chilo.

Le conclusioni si basano su vecchie osservazioni dei ricercatori dell‘Università della California, ed un recente rapporto dell‘Agenzia europea dell‘ambiente sembra confutarle. Le simulazioni indicano, infatti, che una leggera riduzione dei limiti della velocità autostradale consentirebbe un risparmio di carburante e una riduzione delle emissioni di CO2.

Com‘è facilmente intuibile, guidare più lentamente consente alle persone di avere una migliore percezione delle situazioni che potrebbero evolvere in incidenti e permette a chi è al volante (e ai pedoni) di muoversi in anticipo rispetto a quello che potrebbe accadere.

Il Brussels Time, in un articolo di commento al nuovo limite di velocità entrato in vigore nella capitale belga all‘inizio dell‘anno, ha sostenuto che a beneficiare della misura sono pedoni, ciclisti, centauri e autisti, dato che proprio a queste ultime tre categorie appartengono la maggioranza dei morti e dei feriti negli incidenti stradali. Nel 2019, secondo l‘esperto di sicurezza stradale Isabelle Janssens, sono morte 20 persone ed altre 178 sono rimaste gravemente ferite a causa di incidenti stradali avvenuti a Bruxelles.

C‘è poi il caso di Bilbao, la prima città al mondo con più di 300mila abitanti a convertirsi alla velocità limitata a 30 chilometri all‘ora, che sembra aver superato la prova senza particolari problemi. L‘assessore alla Mobilità e alla sostenibilità Alfonso Gil aveva reso noto lo scorso novembre che solamente il 12 per cento dei veicoli era incorso in violazioni della norma, mentre l‘88 per cento ci si era conformato senza troppi problemi. I 57 incidenti del 2019 si erano ridotti a 32 nell‘anno seguente, e i 70 feriti del 2019 si erano quasi dimezzati, fermandosi a quota 36.

Per quanto riguarda i livelli di inquinamento, a cinque settimane dall‘entrata in vigore della misura nella città spagnola si registrava una diminuzione delle emissioni, e nello specifico del 3 per cento biossido di azoto e del 12 per cento del particolato. La limitazione della velocità ha inoltre potenziato l‘uso dei trasporti pubblici, cresciuto del 9-10 per cento tra tutti gli operatori di Bilbao.

La proposta per la creazione di strade a bassa velocità è inoltre sostenuta dalle Nazioni Unite che, in occasione della settimana mondiale della sicurezza stradale svoltasi dal 17 al 22 maggio, hanno espresso una raccomandazione in tal senso ai paesi membri. La campagna #Love30, a cui ha aderito anche l‘Unione italiana autoscuole e studi di consulenza automobilistica (Unasca), chiede ai decisori politici di abbassare il limite di velocità nei centri abitati e dovunque ci siano scambi e interazioni tra diversi utenti dello spazio pubblico.

Bisognerà vedere, però, se le autorità chiamate a esprimersi in tal senso si mostreranno sensibili e pronte ad ascoltare, oppure se sceglieranno, metaforicamente, di non fermarsi e rallentare.