Tenuti insieme dalle vitiEcco come un’associazione di cantine ha reso unico il Romagna Sangiovese di Modigliana

La storia di una passione e di un gruppo di produttori capace di valorizzare un vero tesoro enologico, creando, da un lato, un terreno di confronto fra vignaioli limitrofi e impegnandosi, dall’altro, a esaltare il proprio territorio e quindi i propri vini.

Modigliana è una piccola località dell’Appennino Romagnolo, in provincia di Forlì-Cesena. Poco più di 4mila abitanti per un comune che da qualche anno a questa parte sta facendo sempre più parlare di sé per i vini prodotti all’interno dei suoi confini. Non moltissimi a dire il vero: a guardare tra le dodici sottozone previste dal disciplinare della denominazione Romagna Sangiovese questa è una delle più piccole, appena 350 gli ettari coltivati a vite. Si tratta però di un’enclave che è riuscita a dare di sé e soprattutto dei propri vini un’immagine sempre più volta alla qualità. In parte è merito di un territorio particolare, per certi versi unico all’interno del panorama romagnolo, sempre collinare se non quasi montuoso, molto boschivo e caratterizzato da suoli poveri e difficili, in cui le arenarie prevalgono sensibilmente sulle argille. In parte è però merito dell’associazione “Modigliana – Stella dell’Appennino”, un gruppo di produttori capace di accendere i riflettori su questa specifica sottozona a scapito di altre altrettanto interessanti.

È un fenomeno non isolato e di particolare interesse. Non è la prima volta infatti che per valorizzare aree all’interno di denominazioni molto estese, che comprendono areali diversissimi tra loro e molte centinaia di produttori anche molto grandi che rispondono a logiche di mercato più legate al prezzo che alla qualità, un piccolo gruppo di cantine decide di creare un’associazione che da una parte crea un terreno di confronto fra produttori limitrofi e dall’altra si impegna a promuovere il proprio territorio, e quindi i propri vini.

Una delle più famose è “Mamojà”, un’associazione fondata nel 2015 dai produttori e dai viticoltori di Mamoiada, un piccolo paese della Sardegna che conta appena 2mila abitanti e che è famoso proprio per la qualità del suo vino più rappresentativo, il Cannonau. Qui, in provincia di Nuoro e nel cuore della Barbagia, la DOC di riferimento è quella del Cannonau di Sardegna, denominazione tra le più grandi d’Italia che insiste su tutto il territorio regionale. È proprio per smarcarsi dalla narrazione di un generico Cannonau sardo che 70 viticoltori e 21 cantine hanno dato vita a una serie di iniziative capaci di far parlare sempre di più di questo specifico areale, tanto che oggi è usuale parlare dei loro vini come dei Cannonau di Mamoiada, a sottolinearne la specificità.

Il lavoro di “Modigliana – Stella dell’Appennino” va esattamente nella stessa direzione: all’interno della generica denominazione Romagna Sangiovese è possibile trovare vini straordinariamente diversi per qualità, per prezzo e, più in generale, per posizionamento; per questo motivo alcune cantine hanno iniziato già nel 2015 un percorso di valorizzazione del territorio che trova il suo momento più importante in una piccola manifestazione durante la quale presentare i loro vini e l’annata in uscita (oggi le cantine coinvolte sono 11 e comprendono oltre il 90 per cento dei vigneti di Modigliana).

Dopo un percorso volto al racconto del territorio e delle peculiarità del Sangiovese prodotto al suo interno, in genere caratterizzato da una trama tannica di particolare finezza e soprattutto da una freschezza che vira verso la sapidità, si è provati ad andare oltre, identificando all’interno dei confini comunali tre specifiche sottozone, che portano a vini un po’ diversi tra loro. Sono le tre valli che salgono in Appennino a partire dal centro del paese di Modigliana: Ibola, Tramazzo e Acerreta. La matrice geologica della zona è segnata da rocce sedimentarie di marne e di arenarie, tuttavia alcune caratteristiche di conformazione del territorio, di pedogenesi e di microclimi diversi permettono a ciascuna valle di esprimere caratteristiche diverse, nel Sangiovese.

Ibola è per esempio la valle più fredda e più boschiva, la più corta e la più stretta. Qui il Sangiovese è speziato e agrumato, austero e scuro nei profumi, con tannini che chiedono tempo e pazienza. È qui che nascono i vini della cantina più nota della zona, Villa Papiano. Da assaggiare, per capirne le peculiarità: il Romagna Sangiovese Modigliana “Probi” proprio di Villa Papiano; il Mantignano de Il Pratello; l’Area 8 di Menta & Rosmarino; il Violàno de Il Teatro; e l’Ibbola di Mutiliana, piccola realtà che, unica, vinifica separatamente tre vigneti dalle tre valli.

Tramazzo è valle che vanta un continuo movimento d’aria che scende dai monti più alti e che garantisce grandi escursioni termiche. Qui il Sangiovese trova note più balsamiche e minerali che sfumano su tonalità di spezie e di fiori. Da assaggiare il Ca’ Bianca di Fondo San Giuseppe, bella cantina di Brisighella che da qualche tempo gestisce un ettaro in affitto nel comune di Modigliana. Il Cucco Nero di Lu.Va. Il Tramazo di Mutiliana.

Infine Acerreta, la più ampia e soleggiata. Qui il Sangiovese è materico e generoso, caratterizzato da un frutto più marcato e da leggere speziature. È l’unica zona di Modigliana che a volte è raggiunta dall’aria dell’Adriatico. Da assaggiare: il Framónte di Casetta dei Frati; Le More di Ronchi di Castelluccio (in attesa escano i Sangiovese più importanti), realtà storicissima di Modigliana oggi gestita da una nuova proprietà; il Vigna 1922 di Torre San Martino; l’Acereta di Mutiliana.

Con la vendemmia del 2020 anche la grande cantina cooperativa Agrintesa ha iniziato a produrre un Romagna Sangiovese Modigliana dai vigneti dei soci della zona.

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