Corona EconomyLa spirale pericolosa tra salari e inflazione, il taglio delle tasse e i cinque trend del lavoro

Nella newsletter di questa settimana: perché dimissioni e carenza di personale determineranno se l’aumento dei prezzi sarà solo temporaneo o duraturo, la manovra in Senato e la partita su fisco e reddito di cittadinanza, l’irruzione di Kkr e il dossier Telecom e il futuro della Federal Reserve. Ma anche il boom dei contratti part-time e la direttiva Ue sul salario minimo

(Unsplash)

CHE C’ENTRANO LE DIMISSIONI CON L’INFLAZIONE?
C’entrano eccome. Anzi, come hanno scritto Tito Boeri e Roberto Perotti su Repubblica, «sarà in gran parte il mercato del lavoro a determinare se il forte aumento dei prezzi di questi mesi rimarrà una fiammata temporanea oppure un fenomeno duraturo». Questo perché i posti vacanti e le dimissioni volontarie in aumento rischiano di spingere gli aumenti dei prezzi.

In che modo? Anzitutto partiamo da quello che sta accadendo nei mercati del lavoro di mezzo mondo. Dagli Stati Uniti all’Europa, le imprese lamentano carenza di manodopera. In Germania un’impresa su tre dice di avere problemi nella ricerca di personale. Nel Regno Unito, la scorsa settimana i posti di lavoro vacanti hanno raggiunto il record di 2,7 milioni. Negli Stati Uniti i centri commerciali fanno fatica a trovare pure quelli che si travestono da Babbo Natale. E in Italia, il tasso di posti vacanti nel terzo trimestre, in linea con quello del secondo, resta alto (1,8%), anche se al di sotto di quello di altri Paesi europei. A essere introvabili non sono solo professionisti qualificati, ma anche lavoratori con basse qualifiche.

  • Più pensionati, meno lavoratori Tra i motivi ci sono la paura del contagio dei lavoratori, la richiesta di maggiore flessibilità, le nuove consapevolezze sul rapporto vita-lavoro emerse dopo il Covid e la crescita dei pensionamenti anticipati volontari. Ma va tenuto in considerazione anche il fattore demografico . In Italia gli over 45 nel 2019 erano il 53,5% e gli effetti sul mercato del lavoro forse cominciano a vedersi già.

A chi offre di più Ma torniamo al legame tra inflazione e lavoro. A giugno, quando le aziende americane dicevano di non trovare lavoratori, Joe Biden disse che bisognava pagarli di più. E in effetti è accaduto che le imprese hanno cominciato a offrire stipendi più alti per convincere i lavoratori a tornare all’opera, competendo con i concorrenti nella ricerca di personale a suon di bonus e aumenti.

  • Amazon negli Stati Uniti ha raddoppiato il minimo salariale a 18 dollari. E per assicurarsi i lavoratori stagionali in vista delle consegne natalizie, sta offrendo bonus mai visti prima. Stessa cosa hanno fatto McDonald’s, Starbucks e Walmart.
  • l’effetto si vede anche in Europa . In Germania una delle condizioni per la nuova alleanza di governo tra Socialisti, Liberali e Verdi è l’aumento del salario minimo del 25%; in Francia è già aumentato del 2,2% a ottobre ed è previsto un altro rialzo a gennaio. In Italia, il salario minimo non esiste, se ne parla di tanto in tanto, ma poi la discussione scompare.

Il rischio della spirale Negli Stati Uniti, l’unico Paese per cui sono disponibili dati sul terzo trimestre 2021, si è visto già un aumento dei salari. Ma i lavoratori, con i prezzi in crescita, stanno pure spendendo di più per mobili, cibo e molti altri servizi. Ora, ci sono due modi in cui questa situazione potrebbe evolvere. Uno è positivo, l’altro no.

  • Positivo La crescita dei salari potrebbe rimanere forte, guidata da un mercato del lavoro ristretto, e l’inflazione complessiva potrebbe ridursi man mano che si risolvono i problemi nella catena di approvvigionamento. Questo andrebbe a vantaggio dei lavoratori e del loro potere contrattuale.
  • Negativo I lavoratori potrebbero chiedere una retribuzione più elevata per tenere il passo con un aumento del costo della vita. E le aziende potrebbero trasferire il costo del lavoro più alto sui clienti, alzando i prezzi e dando il via a un circolo vizioso. Questo potrebbe far durare a lungo la crescita dell’inflazione, generando la cosiddetta “spirale salari-prezzi-salari”.

Bad news? L’aumento dei salari non è sempre infatti una buona notizia, insomma. O meglio, è una buona notizia quando gli stipendi crescono perché aumenta la produttività e il mercato del lavoro è forte. Ma non è una buona notizia se salari e inflazione si spingono a vicenda verso l’alto. Non è un caso che le banche centrali stiano osservando il fenomeno «attentamente», come ha detto il capo della Federal Reserve Jerome Powell.

E vissero tutti… Bill Kasko, presidente della Frontline Source Group, società di collocamento di Dallas, ha raccontato ad esempio che con l’aumento dei prezzi della benzina, i lavoratori chiedono una retribuzione più elevata o la possibilità di lavorare da casa per compensare i maggiori costi legati agli spostamenti. Se i prezzi elevati di oggi guidano le trattative salariali di domani e innescano una spirale al rialzo, il risultato potrebbe essere un periodo più lungo di alta inflazione che spinge le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse per raffreddare i prezzi, rallentando l’economia. Il lieto fine, insomma, non è assicurato.

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MANOVRA, IN FRETTA
Con grande ritardo sulla tabella di marcia, questa settimana entra nel vivo il dibattito parlamentare sulla legge di bilancio. Oggi si riparte nelle commissioni Bilancio con il consueto lungo elenco di audizioni, che si concluderanno domani sera con l’intervento del ministro dell’Economia Daniele Franco.

Fisco della discordia Ma l’attenzione è rivolta tutta sul fisco, ovvero su come usare gli 8 miliardi destinati nella manovra al taglio delle tasse. E dopo la riunione interlocutoria di venerdì al Mef, oggi è in programma un nuovo vertice con i rappresentanti dei partiti di maggioranza. Che però restano divisi sul da farsi. Il governo, come scritto nel ddl bilancio, interverrà sia sull’Irpef sia sull’Irap: 6 miliardi serviranno a ritoccare le aliquote Irpef, gli altri 2 per il taglio dell’Irap. Sul tavolo, ci sono sei ipotesi diverse su cui i partiti dovranno esprimersi.

Pensioni e assegno unico In manovra resta quota 102. Ma dopo l’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, Draghi ha ufficializzato in consiglio dei ministri l’avvio del tavolo per la riforma della legge Fornero , che si aprirà a dicembre. Nello stesso consiglio, il governo ha approvato il decreto che istituisce l’assegno unico per i figli destinato a 7 milioni di famiglie. La misura, a conti fatti, aumenterà il reddito di cittadinanza per 624mila famiglie. L’Inps calcolerà le differenze con l’assegno unico e accrediterà le maggiorazioni in automatico mese per mese sulla card.

 

QUALE REDDITO
Mentre ha spiazzato gli alleati di centrodestra l’elogio al reddito di cittadinanza che Silvio Berlusconi ha fatto in un’intervista al Tempo, Cristiano Gori (membro del comitato scientifico sulla valutazione del Rdc) ha detto al Foglio che sulla misura bandiera dei Cinque Stelle alla fine ha vinto lo status quo. A parte le polemiche sui furbetti, «una riforma vera non c’è stata», ha spiegato. E «Draghi e Orlando sono rimasti a guardare», anche sulla cancellazione della riduzione all’80% dell’aliquota marginale che avrebbe permesso un incentivo al lavoro.

  • Le modifiche del governo al reddito prevedono condizioni più stringenti per i beneficiari se rifiutano una “offerta congrua” di lavoro. Ma l’“offerta congrua” non esiste, ha scritto Francesco Giubileo su Lavoce.info, spiegando che l’intermediazione del lavoro nella realtà è molto più complessa.
  • Intanto, come evidenziato dall’Istat nell’audizione in commissione Lavoro della Camera sulle politiche attive, i nuovi occupati per i quali i centri per l’impiego sono stati «l’azione di ricerca più utile per trovare l’attuale lavoro» sono solo l’1,4% (2020) . E la percentuale è calata negli ultimi tre anni, nonostante il periodo di massimo investimento nei cpi, anche con l’assunzione dei navigator.
  • navigator, con il contratto in scadenza a fine anno, hanno manifestato in piazza il 18 novembre. I sindacati chiedono la stabilizzazione e un confronto con Orlando e Brunetta. «Mimmo Parisi se ne è tornato in America e mo’ i problemi sono i nostri», ha ricordato Claudio Velardi.

 

L’OPA DI KKR SU TELECOM
L’altra partita centrale della settimana è quella di Telecom. Dopo l’offerta a sorpresa del fondo americano Kkr sul 100% della società, il ministero del Tesoro ha fatto sapere che «seguirà gli sviluppi », valutando «attentamente, anche riguardo all’esercizio delle proprie prerogative, i progetti che interessino l’infrastruttura». Se poi l’interesse di Kkr «dovesse concretizzarsi, sarà in primo luogo il mercato a valutarlo». A Palazzo Chigi si parla di «vigilanza attiva» e si mettono due paletti: la difesa della strategicità della rete di telecomunicazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

  • Secondo il Financial Times, il fondo punta a dividere in due l’azienda, lasciando il controllo della rete a un ente dello Stato come Cassa depositi e prestiti.
  • Il segretario della Cgil Maurizio Landini chiede al governo di rilanciare la rete unica, senza escludere il ricorso al golden power se il progetto di Kkr dovesse essere in contrasto con l’interesse industriale e occupazionale del Paese.
  • Vivendi, primo azionista di Tim, ha fatto sapere che respingerà la proposta del fondo: «Siamo azionisti e ci resteremo». E si ipotizza che l’irruzione di Kkr possa essere caldeggiata da Luigi Gubitosi, attuale amministratore delegato messo sulla graticola da Bollorè. Dopo la diffusione dei risultati dell’ultimo trimestre, il gruppo francese ha infatti spinto per la convocazione di un cda straordinario, previsto venerdì prossimo, nel giorno in cui Emmanuel Macron sarà a Roma per firmare con Mario Draghi il Trattato del Quirinale.

Il polso delle Borse La reazione dei mercati si fa subito vedere. A Piazza Affari il titolo di Tim si è impennato. E salgono le quotazioni anche di Vivendi.

 

COLLOCAMENTO ACCOMPAGNATO Come far funzionare bene l’inserimento al lavoro delle persone disabili? «Quello che manca oggi è la connessione tra la persona in carico ai servizi sociali e l’ingresso nel mondo del lavoro. Questo ponte non esiste e deve essere creato», racconta Lorella Da Campo, esperta di Politiche Attive nell’area inclusione sociale della Divisione Welfare di IG Samsic HR.

 

ARIA DI CRISI
Turbolenze In un’intervista al Messaggero , l’ad di Ita Fabio Lazzerini dice che le prenotazioni sono ben oltre le aspettative e che il prossimo anno la flotta aumenterà del 50% puntando sul lungo raggio verso Stati Uniti e Asia. Anche con un aumento del personale. Ma si cerca ancora un partner strategico con cui allearsi. Nel piano industriale c’era scritto che bisognava chiudere entro l’anno.

  • L’Essenziale di questa settimana ha dedicato un approfondimento alla crisi del trasporto aereo italiano, spiegando che ci sono 2.500 lavoratori a rischio, a cui si aggiungono 7.200 dipendenti della vecchia Alitalia in cassa integrazione per tutto il 2022.

Siena-Bruxelles-Roma I nuovi impegni del governo per Mps non si concretizzeranno prima di inizio anno. Intanto si ipotizza un aumento di capitale da 2-3 miliardi e il prolungamento della possibilità di restare nel capitale, forse anche fino al 2025. Nell’aumento, il governo starebbe provando a coinvolgere la compagnia di assicurazioni francese Axa che con Siena ha una joint venture per la distribuzione delle polizze.

Alla cassa Carrefour Italia ha formalizzato ai sindacati la procedura di licenziamento collettivo per 769 lavoratori in nove regioni . Nel piano è prevista anche la dismissione di 106 negozi. La multinazionale ha fatto sapere che il piano di esodi «sarà gestito su base esclusivamente volontaria».

 

BANCHE CENTRALI
Il futuro della Fed Entro giovedì il presidente americano Joe Biden dovrebbe rendere la nota la sua scelta sulla presidenza della Federal Reserve. Al momento, in alternativa alla riconferma di Jerome Powell, si fa strada la candidatura di Lael Brainard , democratica, ex sottosegretaria al Tesoro con Barack Obama, che potrebbe aprire le porte a una banca centrale più accomodante in termini di politica monetaria.

Lagarde vs Weidmann In audizione al Parlamento europeo, Christine Lagarde ha detto che non intende rialzare i tassi, aggiungendo che l’inflazione sarà sì più alta del previsto ma che nel medio lungo termine dovrebbe restare sotto il target del 2%. Mentre aumenta però il pressing della Bundesbank, con Weidmann che ha chiesto una normalizzazione della politica monetaria accomodante della Bce.


ORIZZONTI POST QUARANTENA
Un’altra sentenza Il tribunale del lavoro di Torino ha accolto la richiesta di dieci rider di Uber Eats , stabilendo che hanno diritto al riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato. L’azienda ha spiegato che la questione riguarda una situazione passata che coinvolge una società del delivery con cui non lavorano più. E ha fatto sapere che aspetta di conoscere le motivazioni della sentenza, in base alle quali valuterà il ricorso in appello.

Contrattini Secondo i dati Inapp, nel primo semestre di quest’anno sono stati attivati più di 1 milione di contratti part-time. In gran parte dei casi si tratta di «part-time involontario», chiesto dall’azienda e non dal lavoratore, diffuso soprattutto tra le donne. E gli incentivi non servono a evitarlo.

Paghe decenti Questa settimana il Parlamento europeo dovrebbe approvare la proposta di direttiva elaborata dalla Commissione sul salario minimo . Bruxelles in realtà ha competenze limitate sul mercato del lavoro, ma potrebbe in questo modo monitorare i progressi dei Paesi membri sulle remunerazioni eque.

Quale ufficio? Forbes elenca i cinque trend in corso che determineranno futuro del luogo di lavoro: ibrido tra remoto e in presenza; uso di intelligenza artificiale e realtà aumentata; attenzione al benessere del personale; meno focus sui ruoli ma più sulle competenze; e monitoraggio della produttività, anche a distanza.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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