Invidia socialeImprenditori, artisti, ereditieri, vincitori della lotteria: chi merita di essere ricco?

Nel suo nuovo libro, Rainer Zitelmann affronta in maniera comparata gli atteggiamenti delle persone nei confronti dei più facoltosi in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Il volume verrà presentato il prossimo mercoledì 1 dicembre, alle ore 18, presso il Centro Brera di Via Formentini 10 (Milano)

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Il collaboratore de Linkiesta Rainer Zitelmann ha in questi giorni pubblicato il suo nuovo libro “Ricchi! Borghesi! Ancora pochi mesi! Come e perché condanniamo chi ha i soldi” (IBL Libri, 2021). Nel libro l’autore affronta in maniera comparata gli atteggiamenti delle persone nei confronti della ricchezza e dei ricchi in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Nel libro viene inoltre sviluppato un Indice dell’invidia sociale che denota come molti pregiudizi nascano anche da un’errata percezione delle dinamiche economiche.

Il volume verrà presentato il prossimo mercoledì 1 dicembre, alle ore 18, presso il Centro Brera (Via Formentini 10, Milano). Insieme all’autore interverranno Luca Garavoglia (Presidente, Gruppo Campari), Angelo Miglietta (Professore ordinario di Economia e Management e Pro-rettore, Università IULM) e Nicola Rossi (Professore ordinario di Economia Politica, Università di Roma Tor Vergata). Prenotazione obbligatoria all’indirizzo eventi@brunoleoni.org.

Chi merita di diventare ricco? Nella maggior parte dei sondaggi, agli intervistati viene chiesto qual è il loro atteggiamento nei confronti dei ricchi. Tuttavia, è logico che l’opinione delle persone varierà significativamente a seconda del modo in cui le ricchezze sono state accumulate. Per esempio, qualcuno ha costruito la sua ricchezza in seguito ad attività imprenditoriali o perché l’ha ereditata? È diventato ricco perché è un atleta ben pagato, oppure perché ha vinto la lotteria o è un investitore immobiliare?

Per il mio recente libro “Ricchi! Borghesi! Ancora pochi mesi! Come e perché condanniamo chi ha i soldi”, Ipsos Mori ha intervistato 1.096 italiani di età superiore ai 18 anni. Il sondaggio è stato condotto per scoprire cosa pensano gli italiani delle persone ricche. Per esplorare la questione, è stata presentata agli intervistati una lista di dieci diversi gruppi e si è chiesto: «Quale dei seguenti gruppi di persone, secondo lei, merita di essere ricco?».

La domanda su quali gruppi meritino la propria ricchezza, ha determinato le seguenti risposte degli italiani che hanno preso parte al sondaggio: mentre il 42% crede che gli imprenditori meritino la loro ricchezza, solo il 15% dice lo stesso per gli ereditieri. In fondo a questa “scala di popolarità” ci sono gli investitori immobiliari e i banchieri (rispettivamente, 10% e 8%).

Il sondaggio è stato condotto anche in altri 10 Paesi, in Europa, Asia e Stati Uniti. Nei sei Paesi europei e negli Stati Uniti, gli imprenditori e i lavoratori autonomi sono stati ritenuti i più meritevoli per le ricchezze acquisite.

Tuttavia, gli intervistati hanno dichiarato che anche le persone creative e gli artisti, come attori o musicisti, gli atleti di primo livello e i vincitori della lotteria si siano giustamente meritati il proprio status economico. In quattro Paesi (Stati Uniti, Spagna, Gran Bretagna e Svezia) pure gli investitori finanziari figurano tra i meritevoli. Così non è invece in Germania, dove questa categoria figura al penultimo posto, e anche in Francia e in Italia gli investitori finanziari si posizionano molto in basso. In ogni Paese esaminato, i banchieri sono quelli considerati in maniera più negativa: non meritano affatto le loro ingenti entrate. Il quadro è molto diverso in Cina, dove i banchieri sono in cima alla classifica davanti agli imprenditori.

Nel libro effettuo una distinzione tra gli intervistati: da una parte gli “invidiosi sociali”, dall’altra i “non-invidiosi”. Le due categorie sono state individuate in base ad apposite domande. Una scoperta particolarmente interessante è che le persone in cima alla “scala dell’invidia sociale” nei sette Paesi occidentali sono molto meno propense a invidiare i vincitori della lotteria rispetto ai non invidiosi.

La Svezia è l’unico paese in cui proporzioni uguali di invidiosi e non invidiosi credono che i vincitori della lotteria meritino la propria ricchezza. A prima vista questo può sembrare sorprendente. In ogni caso, richiede ulteriori spiegazioni. Dopo tutto, altri gruppi di persone ricche sono criticati con veemenza perché presumibilmente non lavorano abbastanza a lungo o duramente per meritare il proprio patrimonio economico.

Allora perché gli invidiosi pensano che i top manager non meritino di essere ricchi e allo stesso tempo accettano che il caso abbia favorito i vincitori della lotteria, che sono diventati ricchi solo perché sono stati abbastanza fortunati da scegliere i numeri giusti o il biglietto giusto?

Come ha osservato il sociologo Helmut Schoeck, le persone invidiose sono più propense a pensare che i vantaggi siano meritati quando sono la conseguenza della fortuna e del caso piuttosto che dell’impegno e delle abilità personali. Dopo tutto, se qualcun altro ha ottenuto un vantaggio attraverso la fortuna o il caso – a differenza di quando il vantaggio è basato sul duro lavoro o sulle competenze – non porta a chiedersi in maniera assillante perché a lui è andata così e a me no.

Schoeck ha persino citato i vincitori della lotteria come esempio. Il processo di selezione casuale di una lotteria assicura che il vincitore non sia invidiato: «Una moglie non si arrabbierà con il marito per non aver comprato il biglietto giusto della lotteria. Nessuno potrebbe seriamente soffrire di un complesso d’inferiorità come risultato di un fallimento ripetuto alla lotteria».

In termini di autostima, è quindi più facile accettare la fortuna di un vincitore della lotteria che venire a patti con il successo di un imprenditore o di un manager di alto livello. Inoltre, nel caso dei vincitori della lotteria, c’è anche una remota possibilità che prima o poi si possa entrare a far parte della schiera dei fortunati vincitori.