Il piano contro la quarta ondataSileri spiega che si punta a vaccinare almeno il 50% dei bambini

Green Pass valido 12 mesi in vigore fino all’estate, riapertura degli hub regionali per la terza dose per tutti e chiusure in base al cambio di fascia delle regioni: questa la strategia del governo. «L’ulteriore richiamo non è strano, anzi è comune a tutti i vaccini. L’estensione a tutta la popolazione sarà progressiva e basata su valutazioni scientifiche: non c’è ragione di diffidare», spiega il sottosegretario.

(LaPresse)

Green Pass valido 12 mesi in vigore fino all’estate, riapertura degli hub regionali per la terza dose di vaccino per tutti e chiusure in base al cambio di fascia delle regioni. Con il numero dei contagi da Covid-19 che continua a salire, il governo – si legge sul Corriere – mette a punto la strategia per evitare misure restrittive. Mentre dal Comitato tecnico scientifico si insiste sulla necessità di immunizzare gli under 12 per evitare la chiusura delle scuole.

I numeri per il momento sono dalla nostra parte. Quasi 2 milioni di cittadini hanno già ricevuto la terza dose. Il sistema ospedaliero regge, anche se in alcune città si stanno aumentando i posti disponibili in area medica e terapia intensiva.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista al Corriere, dice di essere ottimista. Ma «l’emergenza non è ancora archiviata». E quindi sarà indispensabile un’adesione collettiva alla chiamata per la terza dose, o richiamo, ma anche alla vaccinazione dei bambini tra 5 e 11 anni. L’obiettivo è immunizzare almeno la metà dei più giovani. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha già spiegato che da dicembre dovrebbe partire la terza dose per tutti gli under 60 e anche per i più piccoli.

«La nostra strategia spinge la vaccinazione e, attraverso i tamponi di chi non si vaccina, permette di far emergere i contagi che altrimenti non conosceremmo», spiega il sottosegretario. Ecco perché l’obbligo del Green Pass «sarà l’ultimo obbligo a venire meno. E ci vorranno molti mesi. Così come, considerando la nuova ondata, è improbabile si possa fare a meno dello stato di emergenza».

Certo, «mi aspetto possano aumentare i numeri del contagio, ma non quelli dei ricoverati. In ospedale finiranno i non vaccinati», dice.

Ma si può pensare a un Natale diverso rispetto a quello dello scorso anno, «a patto che i cittadini si facciano somministrare la terza dose». Dovranno farla tutti: «Non è imminente ma ritengo sarà indispensabile. La platea si allargherà tra dicembre e gennaio, cioè alla scadenza dei sei mesi dall’avvio della campagna di vaccinazione di massa». Perché «l’immunità data dai vaccini va rafforzata. L’ulteriore richiamo non è strano, anzi è comune a tutti i vaccini. L’estensione a tutta la popolazione sarà progressiva e basata su valutazioni scientifiche: non c’è ragione di diffidare».

È imminente anche il via libera per la fascia tra i 5 e gli 11 anni. Su questo, ammette il sottosegretario, «mi aspetto una resistenza. Anche tra i 12 e i 15 anni, del resto, la percentuale di vaccinati è più bassa. Ma, da medico, mi auguro che almeno la metà dei 3,2 milioni di italiani tra i 5 e gli 11 anni, si vaccini. Prima ancora che per bloccare la circolazione del virus, nell’interesse dei bambini. Gli effetti della malattia, nel lungo periodo, sono subdoli e non risparmiano i giovani. Il Covid è meglio non prenderselo, a nessuna età».

Anche il coordinatore del Cts Franco Locatelli sostiene la necessità della somministrazione ai bambini «per tutelare la loro socialità, i loro percorsi educativi e per mantenere le scuole aperte».

Intanto, con l’arrivo del freddo e delle festività natalizie il governo pensa però anche al piano per fronteggiare la «quarta ondata» già partita in tutta Europa. Sembra ormai scontato quindi che lo stato di emergenza verrà prorogato fino al 31 marzo. Di certo resterà anche l’obbligo di mantenere la mascherina al chiuso. E l’obbligo di Green pass per i lavoratori e per entrare in tutti i luoghi pubblici dovrebbe essere rinnovato almeno fino all’estate.

Il commissario Figliuolo, «visto quanto sta avvenendo in altri Paesi europei con la “pandemia dei non vaccinati”»,  ha insistito sulla necessità di «incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi, nonché di proseguire con il completamento dei cicli vaccinali primari». Ai governatori è già stato chiesto di riaprire gli hub che erano stati chiusi e di coinvolgere i medici di base.

Resterà valido anche il sistema dei colori delle regioni, che consente di mantenere aperte le attività imponendo misure drastiche solo in quelle aree dove la situazione peggiora, anche potendo ricorrere alle “zone rosse” in caso di eventuali cluster. Al momento l’Italia rimane bianca ma non è escluso che nel giro di qualche settimana alcune Regioni – Friuli-Venezia Giulia in testa e poi Marche, Calabria e provincia di Bolzano – possano cambiare colore e diventare gialle.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter