Year in GreenChe anno è stato il 2021 per l’ambiente?

Dalla Cop di Glasgow all’estate dei grandi incendi, gli ultimi dodici mesi hanno fatto parlare sempre di più della questione climatica e delle emissioni. Abbiamo ripercorso le tappe fondamentali di quello che è successo

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Il 2021 è stato un anno importante per quanto riguarda il clima e l’ambiente, sempre più al centro del dibattito pubblico ed oggetto di interessi contrapposti, proclami, discussioni e promesse. Ecco quali sono stati alcuni degli sviluppi più significativi e in grado di calamitare l’attenzione dell’opinione pubblica nel corso dell’anno solare appena terminato, da ripassare in vista di quello che sta per iniziare.

Cop26
La Cop26 è una conferenza globale sul clima supportata dalle Nazioni Unite che si è tenuta a Glasgow tra il 31 ottobre e il 12 novembre 2021. Il nome deriva dal fatto che è stata la ventiseiesima conferenza che ha visto riunirsi tutti i Paesi del mondo. Gli obiettivi di partenza erano molto ambiziosi e puntavano a una consistente riduzione delle emissioni entro il 2030 e al loro azzeramento entro il 2050, alla salvaguardia di habitat e comunità e alla mobilitazione dei finanziamenti per raggiungere quanto prefissato. Il compromesso raggiunto è stato, invece, insoddisfacente: l’abbandono del carbone e dei sussidi alle fonti fossili sarà più lento del previsto, i finanziamenti saranno rallentati e manca un sistema efficace per controllare il rispetto degli accordi. 

Le inondazioni in Belgio e Germania
Le piogge da record che hanno colpito il Belgio e (soprattutto) la Germania tra il 12 e il 15 luglio del 2021 hanno provocato la morte di almeno 220 persone e la distruzione di molti edifici e strutture abitative. In alcune parti della regione è caduto un enorme quantitativo di pioggia, pari a quello di un mese intero. La catastrofe ha evidenziato il fallimento dei sistemi di allerta per le emergenze e ha spinto l’esecutivo guidato dalla Cancelliera Angela Merkel a intervenire promettendo assistenza alle persone colpite mediante l’elargizione di fondi destinati ai drammi di questo genere.

Il premio Nobel per la Fisica
Il premio Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato per la prima volta a tre scienziati, Syukuro Manabe, Klaus Hasselmann e Giorgio Parisi, che hanno dedicato il proprio lavoro al cambiamento climatico. Le ricerche di Syukuro Manabe hanno consentito ai climatologi di poter prevedere di quanto aumenterà la temperatura della superficie terrestre in base alla quantità di anidride carbonica circolante. Klaus Hasselmann è riuscito a mettere in relazione il riscaldamento globale con l’aumento di frequenza e intensità dei fenomeni meteorologici. Giorgio Parisi, l’unico fisico teorico del trio, ha progettato modelli, di provata efficacia, che hanno consentito ai colleghi di raggiungere traguardi importanti.

L’ondata di caldo nella British Columbia
Centinaia di persone sono state uccise da una tremenda ondata di caldo che si è abbattuta  nel mese di giugno sullo Stato canadese del British Columbia. Si è trattato dell’evento metereologico più letale della storia del Canada con temperature che hanno sfiorato i 50 gradi nella piccola città di Lytton e che hanno superato i 40 gradi in altre parti dello Stato provocando un aumento del tasso di mortalità del 205 per cento. Tra il 26 e il 28 giugno la temperatura non è mai scesa sotto i 32 gradi, nemmeno di notte incidendo pesantemente sulla vivibilità delle abitazioni, quasi tutte prive di aria condizionata. La crescita del tasso di mortalità ha colpito tutte le fasce di età con picchi più alti tra gli anziani ma neppure i più giovani, con un’età compresa tra 19 e 50 anni, sono stati risparmiati.

La deforestazione in Amazzonia
L’agenzia di ricerca aerospaziale brasiliana INPE ha reso noto che la deforestazione dell’Amazzonia è cresciuta del 22 per cento nel periodo compreso tra l’agosto del 2020 e il luglio del 2021 e ha raggiunto il livello più alto dal 2006 a oggi. I dati, raccolti da un satellite, hanno evidenziato che il disboscamento ha riguardato un’area superiore a 13mila chilometri quadrati pari a 17 volte l’estensione territoriale della città di New York. L’Amazzonia ha 10 milioni di anni e ospita 390 miliardi di alberi ed è minacciata da decenni a causa delle risorse minerarie che giacciono nel sottosuolo e per il suo potenziale agricolo.

La marcia indietro della Norvegia sul petrolio
Il fondo sovrano norvegese, che ha un valore complessivo superiore a 850 miliardi di euro e che è il più grande tra tutti fondi a controllo statale del mondo, ha deciso di vendere tutti i titoli investiti in compagnie legate al settore petrolifero. Si è trattata di una rinuncia importante dato che il fondo trae le sue origini e ha costruito la propria prosperità proprio grazie ai proventi derivanti dall’estrazione petrolifera. La scelta di tagliare i ponti con il passato apre nuovi scenari. L’amministratore delegato ha dichiarato che gli investimenti sostenibili sono il principale obiettivo per il futuro. 

L’estate degli incendi
L’Osservatorio europeo Copernicus, che si occupa del monitoraggio dell’atmosfera, ha rilevato che il mese di luglio è stato da record per quanto riguarda la quantità di anidride carbonica emessa nell’aria nell’emisfero boreale. Si tratta di oltre 1258 milioni di tonnellate, provenienti principalmente dall’America Settentrionale e dalla Siberia che sono state poi superate dalle 1354 milioni di tonnellate relative al mese di agosto. Incendi senza precedenti hanno riguardato l’area orientale della Russia e nello specifico la regione della Yakuzia facilitati dalle temperature estive torride e dalla siccità.

L’uragano Ida
Il 29 agosto un uragano di categoria 4, denominato Ida, ha devastato Alabama, Louisiana e Mississippi con venti che hanno soffiato a oltre 150 miglia orarie. Più di trenta persone hanno perso la vita a causa di quello che è stato l’uragano più nocivo a colpire la regione dai tempi di Katrina, che aveva toccato terra nel 2005. L’indebolimento di Ida, trasformatosi in depressione tropicale, non  ha coinciso con la fine del pericolo dato che ha seminato il caos nel Nord-Est inondando strade, uccidendo almeno 60 persone in sei stati e arrivando a compromettere il funzionamento del sistema della metropolitana di New York.

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