Linkiesta TalksCom’è andato il terzo appuntamento di Europa Futura, su occupazione e giovani

Salario minimo, assemblee permanenti dei cittadini, transizione scuola-lavoro, sono alcuni dei temi discussi durante l’incontro organizzato dal nostro giornale per far dialogare le associazioni giovanili con eurodeputati e cittadini che partecipano alla Conferenza sul futuro dell’Europa

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, diventa ogni anno più complesso e variegato, con nuove opportunità e nuove sfide. Per i giovani che si affacciano al lavoro può essere difficile orientarsi e trovare la strada giusta. È per questo che il rapporto tra giovani e occupazione è uno dei temi principali in discussione alla Conferenza sul futuro dell’Europa.

Il nostro giornale ne ha parlato durante il terzo appuntamento di Europa Futura: un ciclo di cinque incontri, cinque dirette su Instagram e Facebook per far dialogare le associazioni giovanili, ambientali, culturali e sociali con gli eurodeputati e i cittadini che partecipano alla Conferenza, per far conoscere a tutti le potenzialità e le occasioni da non perdere durante questo grande evento democratico.

Nella videoconferenza si è parlato, appunto, di lavoro e nuove generazioni, e di come l’Unione europea – in tutte le sue parti, dalle istituzioni ai cittadini – possa lavorare per rispondere al meglio alle nuove criticità in questo campo.

Al nuovo incontro di Europa Futura hanno partecipato il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo; Piero Savaris, uno degli 800 cittadini europei che partecipano alla Conferenza; Alberta Pelino, presidentessa della Young Ambassadors Society; Virginia Fiume, coordinatrice europea di Eumans, il movimento pan-europeo fondato da Marco Cappato; Antonio Argenziano dei Giovani Federalisti Europei.

La Conferenza sul futuro dell’Europa è prima di tutto una grande opportunità, un momento di democrazia probabilmente senza precedenti, che può portare grandi novità all’interno dell’Unione, come ha spiegato il vicepresidente dell’Europarlamento, Fabio Massimo Castaldo: «La Conferenza sul futuro dell’Europa ha rotto un tabù: i precedenti tentativi di revisione dell’Unione europea sono stati caratterizzati da un ruolo monopolizzante dei governi nazionali, il Parlamento europeo era in una posizione ben più modesta e meno centrale, e non c’era mai stata una simile partecipazione dei cittadini. Questa Conferenza invece è organizzata anche grazie alla guida del Parlamento europeo e ha una partecipazione diretta straordinaria, che arricchisce il dialogo di nuovi contenuti: mi sembra che i cittadini abbiano una consapevolezza chiara e cristallina delle esigenze dell’Unione europea e degli argomenti di dibattito della Conferenza, e spero che le azioni concrete che deriveranno da questi incontri riflettano le loro proposte, non quelle delle istituzioni e degli addetti ai lavori che invece hanno già il loro spazio in altri contesti».

Con la spinta della società civile, dell’Europarlamento e dei parlamenti nazionali, dice Fabio Massimo Castaldo, il cuore pulsante dell’Unione europea potrà avere la spinta necessaria per pretendere che la Conferenza porti un’agenda di riforme chiara, ritagliata sulle esigenze dei cittadini europei, diretta al futuro.

Per i tanti cittadini che partecipano – sono 800 in tutto – la Conferenza è un’esperienza per certi versi unica. Lo ha confermato durante l’incontro Piero Savaris, studente universitario che ha partecipato ai citizen panel: «Posso dire che andare al Parlamento europeo è un’esperienza abbastanza surreale, con cittadini da tutta Europa, con background, esigenze e vissuti differenti, che si confrontano su temi specifici. Con in più l’aiuto di uno strumento fenomenale che è il traduttore istantaneo che permette di esprimersi in lingua madre senza barriere. Posso dire che è stato molto positivo, anche per la grande organizzazione».

Savaris ha notato anche la capacità di un simile evento di portare sul tavolo dossier concreti, che in alcuni casi riguardano proprio i giovani come lui. «Devo sottolineare – spiega – che non sono proposte individuali ma frutto del lavoro del gruppo e del sottogruppo a cui siamo assegnati, e lì emergono le idee, si parla di argomenti specifici. Io sono anche su un tavolo di discussione su istruzione e occupazione giovanile, ed essendo uno studente che si affaccia al mondo del lavoro mi sembra sicuramente molto interessante. Tra le proposte più utili c’è quella di uniformare l’Europa limando il gap tra nord e sud dell’Europa in quel periodo che inizia subito dopo la laurea, per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro in cui devono entrare».

La Conferenza sul futuro dell’Europa è anche un grande momento di condivisione di idee e proposte, che possono essere inserite sulla piattaforma online della stessa Conferenza (qui spieghiamo come).

La Young Ambassadors Society, associazione che collabora con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero degli Affari Esteri per portare le voci dei giovani all’interno delle istituzioni, ne ha presentate diverse, come dice la presidentessa Alberta Pelino: «Sappiamo che la transizione scuola-lavoro è molto disomogenea tra vari Paesi europei, e anche all’interno dei singoli Stati membri. Per questo sosteniamo la creazione di programmi specifici in ogni fase del percorso di studi, con Open Days e servizi di orientamento sia in presenza sia online, in collaborazione con enti specifici e centri di ricerca, oltre a tirocini scolastici ed extrascolastici. Tra le nostre proposte, però, c’è anche un impegno maggiore per sostenere l’imprenditoria giovanile: i giovani non vogliono solo essere dipendenti in aziende, ma vogliono fondare le loro aziende, come dimostrano le moltissime startup innovative da under-35».

Garantire un posto nel mondo del lavoro ai giovani vuol dire lavorare sulla sostenibilità, ambientale, economica e sociale dell’Unione europea. È da qui che nascono le proposte di Eumans, illustrate durante la videoconferenza di Virginia Fiume: «Di fronte a una doppia emergenza, climatica e occupazionale, dobbiamo lavorare sulla transizione ecologica del Fisco: l’impatto ambientale deve essere pagato dalle aziende, non dai cittadini, spostando quindi la pressione fiscale dal lavoro all’ambiente. Inoltre parlare di occupazione e giovani vuol dire provare a costruire un’Europa sostenibile ecologicamente ed economicamente: chiediamo quindi che l’assemblea dei cittadini europei, così come la vediamo alla Conferenza sul futuro dell’Europa, sia permanente, cioè che diventi un’istituzione vera e propria e duratura, perché i problemi di cui stiamo discutendo non saranno risolti tutti da qui a maggio».

La Conferenza sul futuro dell’Europa offre ai cittadini europei un’occasione unica per esprimersi sulle sfide e le priorità dell’Europa. Ed è giusto che chiunque, a prescindere dalla provenienza o dall’attività svolta, possa utilizzare questo strumento per riflettere sul futuro dell’Unione europea che vorrebbe.

«Noi abbiamo già caricato sulla piattaforma online già 13 proposte, su tanti temi diversi», dice Antonio Argenziano, dei Giovani Federalisti Europei. «La prima che abbiamo pubblicato, nonché quella che ha maggior supporto – aggiunge – è quella in cui chiediamo una federazione europea, per trasformare la Commissione europea in un governo, dare al Parlamento europeo i pieni poteri di un Parlamento vero e proprio, e creare una Corte di Giustizia efficace. Ma ragioniamo anche in termini di lavoro e giovani: sosteniamo una proposta sul salario minimo europeo e un’altra discussa ma mai implementata sull’indennità di disoccupazione europea, che sarebbe uno strumento importante per la flessibilità del lavoro di oggi. Tutte queste proposte però arrivano sempre a uno scoglio, che è uno scoglio istituzionale, cioè un’Unione europea che non riesce a sciogliere i nodi perché così com’è strutturata oggi è una macchina che si ingolfa facilmente e si può occupare solo di alcuni temi specifici».

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