Ultima chiamataNon poter più battere sulla tastiera del BlackBerry può causare un tornado nel mondo sonciniano

L’effetto farfalla della fine del primo smartphone su chi non si rassegna a usare le versioni più complicate (e costose) dei telefoni giocattolo Chicco

da MaxPixel

F. telefona il 31 pomeriggio. Le ho mandato gli auguri dicendole che nel 2022 le scriverò lunghe lettere a mano. Come le ho anticipato mesi fa con terrore, la BlackBerry ha annunciato la chiusura, e che dal 4 gennaio 2022 i suoi telefoni potrebbero perciò non telefonare più. Come tutti, F. non si capacita ch’io non m’arrenda ai telefoni senza tastiera che la contemporaneità vuole impormi. «Ce ne sarà uno da vecchie che ti sta bene, ti compro un SalvaLaGuia Beghelli».

G. telefona il 2 sera. Dice che pensava quella dei BlackBerry che non vanno più fosse la mia solita cazzata (è il solito stronzo), ma ora la moglie ha letto su non so che sito l’imminenza della tragedia ed è molto preoccupata. Sono in vivavoce, vogliono sapere come ci terremo in contatto. Suggerisco di venire a citofonarmi, come nel Novecento. Campanello Sorcioni.

B. telefona il 3 mattina, dice che il mio dramma è in prima pagina su Repubblica, dice che l’avevo illusa. Si riferisce a giovedì scorso, quando le avevo detto che nella nuova puntata di “Sex and the City” Carrie ha un BlackBerry blu, taleqquale al mio, e insomma ora capiranno quanto sia un oggetto fondamentale per noi vegliarde, capiranno di non potercene privare, capiranno che è un bene di prima necessità, revocheranno il ritiro dei servizi dal mercato, faranno un decreto d’urgenza, qualcosa. Dice B. che lei crede alla versione di Repubblica: l’ultimo a usare un BlackBerry è stato Frank Underwood in “House of Cards”, e io in questa telefonata.

Anche R. telefona il 3 mattina. Dice che lui e C. hanno molto riso da quando hanno appreso la notizia. Sghignazzato proprio: ma quindi quello di riserva che ho ancora nella scatola ora lo butto senza aprirlo? Quando mi capitano le grandi tragedie tengo sempre il conto dei buoni e dei cattivi. R. e C. sono immancabilmente nella montecristica lavagna dei cattivi.

Quando leggerete questo articolo – che ho scritto il 2 pomeriggio, su un BlackBerry con la sua brava tastiera fisica, mettendoci il tempo che R. e C. e B. e F. impiegano a comporre un messaggio WhatsApp pieno di refusi prendendo a ditate il vetro d’un iPhone – secondo Repubblica il mio BlackBerry non funzionerà più; secondo la Cnn sì; secondo me più sì che no. Repubblica infatti riporta che dal 4 non funziona più niente, la Cnn che non funzionano i modelli più vecchi. Ma la fonte comune a tutti noi, cioè il comunicato della BlackBerry, dice altro.

Purtroppo non dice, come fantasiosamente riporta la Cnn, che quelli con Android (cioè gli unici su cui negli ultimi anni abbia continuato a funzionare WhatsApp, cioè anche il mio) continueranno a funzionare; per fortuna si tiene sul vago temporalmente: dal 4 in poi, venendo smantellati i loro servizi, potrebbero in qualsiasi momento smettere d’agganciarsi alla rete. Su: è chiaro che è come quando sull’aspirina ti scrivono che potrebbe venirti un coccolone dopo averla presa. Perché mai dovrebbero smettere d’agganciarsi alla rete, io non ci credo, io non voglio crederci, io mi rifiuto, io li denunzio: da quando, per agganciarsi a una rete, un telefono ha bisogno che la ditta che l’ha fabbricato sia aperta e funzionante?

Appena inviato quest’articolo a Linkiesta (potrebbe essere l’ultimo: certo, ho un computer, ma vedova del BlackBerry potrei lasciarmi morire come la Masina), metterò la sim nel BlackBerry verde ancora intonso, quello comprato a settembre quando mi rubarono questo, e per prudenza non restituito quando la polizia ritrovò il mio. È nuovo, è d’un verde stupendo, m’aspetta inscatolato, e io non voglio credere che ci faremo compagnia per sole ventiquattr’ore. Si merita di trascorrere molto più tempo al mio servizio.

E ci meritiamo – io, voi, persino quegli stronzi dei miei amici – giornali che, invece di dire che, beh, quelli della BlackBerry erano proprio dei dinosauri che hanno sottostimato l’iPhone, si chiedano cos’è andato storto in una società i cui adulti hanno deciso di volere telefoni che somigliassero meno ad attrezzi per mansioni adulte, e più a giochini della Chicco sui cui schermi pigiare coi ditoni le app colorate.

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