Capodanno cinese Tra ravioli portafortuna e lanterne rosse, siete pronti all’anno della Tigre?

Se gennaio non è stato all’altezza delle aspettative, non temete, il mese prossimo avrete una seconda possibilità per ripartire con grinta e determinazione. Il 1° febbraio coincide con la festività più importante della Cina e noi abbiamo provato a capire quali sono i piatti tipici di buon auspicio e dove mangiarli a Milano

Il countdown verso il nuovo anno è (ri)cominciato. Se il debutto del 2022 non vi è sembrato poi così entusiasmante, se non avete ancora pensato ai famigerati buoni propositi, se avete la sensazione di non esservi ancora messi in gioco con lo spirito necessario, avete a portata di mano una seconda possibilità. Riavvolgete il nastro, sintonizzatevi sul calendario cinese, praticate un po’ di autoindulgenza e fate coincidere l’inizio del vostro nuovo anno con il 1° febbraio. È questa la data in cui in Oriente – secondo il calendario cinese che si basa sul calcolo dei movimenti della luna e della rotazione terrestre attorno al sole – partirà ufficialmente l’anno della Tigre.

Per i cinesi il Capodanno è una cosa seria. Si chiama anche Festa di Primavera, si celebra per ben 15 giorni consecutivi e si conclude con la Festa delle Lanterne. Come accade in diverse città del mondo in cui le comunità cinesi sono molto radicate, anche Milano è pronta a dare il benvenuto alla Tigre. Via Paolo Sarpi, cuore della Chinatown meneghina, è già da qualche settimana addobbata per l’occasione; dopo lo stop dell’anno scorso a causa della pandemia, lungo la strada che collega piazza Gramsci a piazzale Baiamonti sono tornate a luccicare le lanterne rosse, quest’anno affiancate da fili di luci scintillanti e piccoli lucernari colorati.

Tradizionalmente, via Sarpi, la domenica più prossima al Capodanno, diventa teatro di una parata trionfale: al centro della scena, protagonista indiscusso della festa, l’enorme dragone colorato, che sorretto da possenti pali portati a braccio avanza lungo la via accompagnato da musiche popolari e performance acrobatiche di danzatori in costume. Una bellissima festa organizzata dalla comunità cinese cui anche i milanesi partecipano con grande trasporto e divertimento. Purtroppo, nemmeno quest’anno si terrà la parata, ma l’atmosfera che si respira in questi giorni lungo la via merita comunque una visita alla ricerca del dim sum portafortuna o dello spaghetto di Capodanno più lungo e benaugurante.

I piatti della fortuna 
La cena di Capodanno in Cina rappresenta una vera e propria invocazione alla dea bendata, un rituale da compiere rigorosamente in famiglia, davanti a una tavola imbandita con specifiche pietanze che assumono significati di prosperità e fortuna. È così che i ravioli, consumati soprattutto nel nord del Paese, diventano simbolo di ricchezza, per via della loro forma simile ai lingotti usati nella Cina imperiale. Con maiale, pollo, manzo, verdure, gamberi, al vapore, alla piastra o fritti: come saprà bene chi frequenta i ristoranti orientali le varianti sono tantissime e una più saporita dell’altra, ma gli ingredienti che non possono assolutamente mancare nei ravioli di Capodanno, pena un anno di scarsa fortuna, sono il cavolo bianco (pak-choi) e l’erba cipollina. Nelle regioni del sud al posto dei ravioli si mangiano gli involtini, anche loro metafora dei lingotti d’oro, apprezzabili nelle varianti con carne, pesce e verdure. Inutile dirlo: più se ne mangiano, più guadagni arriveranno. Molto diffusi anche gli gnocchi di riso, cotti al vapore e conditi con soia e verdure.
dumpling dishes

A mettere d’accordo tutti sono gli spaghetti: quelli di Capodanno sono molto lunghi, vanno serviti e mangiati interi, se si desidera una vita longeva e felice. Si possono mangiare saltati o in brodo. Fondamentale poi la presenza in tavola del tofu, la cui pronuncia in cinese ricorda un modo di dire che significa “buona fortuna”, così come il pesce, che simboleggia l’appetito e l’abbondanza: è lui il re della festa, e per questo viene posizionato al centro della tavola intero, con la testa nella direzione dei commensali più importanti. Tra i più apprezzati, la carpa, il pesce gatto e il pesce ragno.

La cena si conclude con la frutta – via libera ad arance, mandarini e pompelmi per un nuovo anno all’insegna del successo – e soprattutto con la torta della tradizione: il Nian gao (dove “gao” significa “alto”, in riferimento a un augurio per un anno più “alto” e migliore rispetto al precedente).  Si tratta di un dolce sottile, di una sostanza simile al budino, a base di farina di riso glutinoso, zucchero di canna, zenzero, melassa, foglie di loto, noci e datteri cinesi.

Dim sum perfetti e dove trovarli in Chinatown
Se volete immergervi nell’atmosfera orientale senza dover prendere un aereo e attraversare l’oceano, dunque, in questi giorni fate un salto in via Sarpi, dove ristoranti e botteghe di street food saranno lieti di servirvi i piatti della tradizione per dare il benvenuto all’anno della Tigre. Jin Yong offre un menù di decine di pagine: oltre agli spaghettoni fatti in casa conditi con verdure e gamberi davvero strepitosi, troverete un’ampia selezione di pesce condito con salse agrodolci o soia, tra cui branzino, rombo, pesce persico e i gamberoni.

 

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Tra le ultime aperture, non perdetevi I sapori di Shangai arredamento in stile orientale, menù ricco ma non eccessivo, possibilità di ordinare con il tablet: usatelo per prenotare almeno una porzione di ben auguranti ravioli di carne brasati alla Shanganese. Scoprirete così se è vero che “raviolo porta guadagno”.

 

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Se invece volete provare un menù più sofisticato, pur nel segno della tradizione, spingetevi appena fuori da via Sarpi e raggiungete Bon Wei. Qui dal 1 al 13 febbraio lo chef Zhang proporrà una selezione di piatti – ravioli, riso, pesce, anatra e molto altro – abbinati agli Amarone prodotti dall’Associazione Le Famiglie Storiche. Per un ingresso nell’anno della Tigre davvero gourmet.

 

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