Corona EconomyL’effetto Covid sulle iscrizioni all’università e le fabbriche che lavorano nel weekend per risparmiare sulla bolletta

Nella newsletter di questa settimana: il crollo delle immatricolazioni e i ragazzi che preferiscono andare a lavorare, i dossier del governo congelati (causa Quirinale), il decreto sostegni e l’intervento in due step contro il caro energia. E poi la lotta per il controllo di Generali, i costi e benefici dello smart working sul Pil e la versione virtuale di Davos. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

STUDIARE? MEGLIO LAVORARE
«La didattica a distanza e il lockdown hanno portato molti ragazzi a essere meno interessati alla prosecuzione degli studi, preferendo direttamente il passaggio al mondo del lavoro». Lo aveva raccontato a Linkiesta qualche settimana fa David Rodriguez Calvo, responsabile dei progetti di apprendistato del Gruppo Adecco. «Davanti a un mercato in cui se hai, per esempio, un diploma di meccanica o informatica trovi immediatamente lavoro, molti non sono incentivati a continuare a studiare», aveva spiegato. E ora i numeri delle immatricolazioni in calo in Italia lo confermano.

Aule mezze vuote Secondo la stima del ministero dell’Università, nel 2022 si contano 10mila matricole in meno rispetto all’anno precedente. I dati non sono ancora definitivi – quelli ufficiali saranno disponibili a inizio estate – ma si comincia a intravedere un fenomeno preoccupante. E se il confronto si fa con il 2020, i nuovi iscritti agli atenei sarebbero quasi 24mila in meno. Certo c’è il fattore demografico di un Paese che invecchia, ma è un segnale allarmante per l’Italia, che ha solo il 20,1% di laureati contro il 32,8% della media europea.

Saltare l’università Il fenomeno, però, non è solo italiano. Anche negli Stati Uniti, rispetto al periodo pre-pandemia, gli ultimi dati registrano oltre 1 milione in meno di nuovi iscritti nei college. Il mix tra l’impossibilità di vivere appieno la vita universitaria a causa del virus e il dinamismo di un mercato in cui, per via della carenza di manodopera, è facile trovare un lavoro ha portato molti ragazzi a terminare gli studi dopo le superiori. Molti speravano che gli aspiranti laureandi che avevano scelto di prendersi un anno di pausa nel 2020 sarebbero tornati nel 2021. Ma dei diplomati delle scuole americane del 2020 che hanno scelto di non iscriversi al college, solo il 2% si è iscritto l’anno dopo.

  • L’ipotesi più probabile, spiega Doug Shapiro, a capo del National Student Clearinghouse, «è che siano lì fuori a lavorare». La disoccupazione negli Stati Uniti è in calo. Il mercato del lavoro è in ripresa. Gli annunci di lavoro sono esplosi con la Great Resignation e i salari stanno aumentando anche per i lavoratori poco qualificati. «Quindi, se hai un diploma di scuola superiore, questo sembra un buon momento per essere là fuori a fare soldi», dice Shapiro.

Le conseguenze della pandemia Certo, «è molto allettante per i diplomati, ma il timore è che stiano scambiando un guadagno a breve termine con una perdita a lungo termine», spiega l’esperto. «Potrebbe essere l’avvio di un’intera generazione di studenti che ripensa al valore dell’università». Con tutte le conseguenze che questo comporta.

  • Le ricerche, negli Stati Uniti come in Europa, hanno dimostrato che ottenere una laurea porta a salari più alti, disoccupazione più bassa e maggiori guadagni nell’arco della vita. E se già, come accade in Italia (ma anche negli Stati Uniti), esiste un divario nel mercato con posti di lavoro vuoti perché le aziende non riescono a trovare lavoratori con le competenze adeguate, questo divario con il numero dei laureati in calo è destinato ad aumentare. Con un effetto a cascata sulla crescita economica post Covid.

 

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MENÙ DI GOVERNO
A una settimana dalla prima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, il governo Draghi è impegnato nella definizione del prossimo decreto sostegni, in realtà già atteso la scorsa settimana, e di un nuovo intervento contro il caro bollette.

  • Sostegni «Ormai nei primi giorni della settimana il testo approderà in consiglio dei ministri, con una dote di almeno 1 miliardo di euro», ha detto il sottosegretario all’Economia Federico Freni al Corriere. «L’obiettivo è garantire un sostegno concreto alle attività che hanno subito un pregiudizio immediato da questa quarta ondata, a partire dal comparto turistico, le discoteche, i settori dello sport e dello spettacolo».
  • Bollette Contro il rincaro dei costi dell’energia, si parla invece di un provvedimento in due tempi: il primo per calmierare i rincari con l’ipotesi di una tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche, il secondo con iniziative strutturali per raddoppiare la produzione nazionale di gas da 4 a 8 miliardi di metri cubi annui.

In freezer e non Con l’avvio in Parlamento della partita per il Colle, scatta il congelamento dei principali dossier dell’agenda di governo. Ma non tutti. Per lo scostamento di bilancio chiesto dai partiti della maggioranza, Palazzo Chigi e Mef non si pronunceranno prima della nomina del nuovo Capo dello Stato. E lo stesso vale per la delega fiscale, che resterà bloccata dallo stop dei lavori parlamentari. Mentre il cantiere pensioni andrà avanti: il 20 gennaio ci sarà il primo tavolo tecnico tra governo e sindacati sui trattamenti pensionistici di giovani e donne, il 7 febbraio è attesa una prima valutazione politica.

Conto alla rovescia Mercoledì 19 gennaio, invece, al ministero del Lavoro sono stati convocati i parlamentari delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, insieme ad associazioni di categoria e sindacati, per trovare una soluzione sui 100mila assunti a tempo indeterminato dalle agenzie di somministrazione, in missione a tempo determinato nelle aziende utilizzatrici, che entro settembre rischiano di perdere il posto di lavoro.

 

VIETATO SBAGLIARE
L’agenda 2022 del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano è piuttosto corposa: ci sono 102 target (il doppio rispetto al 2021), tra cui l’entrata in vigore di riforme importanti come il codice degli appalti e la legge sulla concorrenza. E scadenze da rispettare se non si voglio perdere circa 40 miliardi di fondi europei. Poiché il 36% dei fondi è assegnato agli enti locali, da Bruxelles starebbero emergendo le prime preoccupazioni. Come ha scritto Repubblica, si comincia a parlare anche di “Redeployment”, redistribuzione, ovvero la possibilità prevista formalmente di rivedere i piani già presentati e approvati.

  • E mentre è partito il bando di gara per far arrivare la banda ultralarga nelle abitazioni, per un appalto da 3,7 miliardi (c’è tempo fino a metà marzo), è andata deserta la gara per Internet nelle isole minori. E sul fronte degli enti locali si notano i primi intoppi burocratici, con il governo che è pronto a l’uso di poteri sostitutivi. Mentre dall’Anci chiedono ancora di avere personale qualificato per attuare i progetti.

Fronte anti austerità L’altra partita europea, poi, è quella della discussione sulla revisione del Patto di Stabilità. Il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, alla vigilia dell’Ecofin del 18 gennaio in cui la Francia avrà un ruolo di indirizzo in virtù della presidenza di turno del Consiglio europeo, ha detto che «la regola del debito pubblico è obsoleta» e che ci sono diverse proposte sul tavolo: dai calendari e obiettivi differenziati al concetto di “ownership”, secondo cui dovrebbe spettare agli Stati membri definire le tappe e i cambiamenti necessari nelle loro politiche economiche per tornare a finanze sane.

 

NUMERI
Ci vorrà tempo Secondo il report dell’International Labour Organization (Ilo), la disoccupazione nel mondo rimarrà sopra i livelli del 2019 almeno fino al 2023 e ci vorranno ancora molti anni per riparare ai danni provocati dalla crisi Covid nel lavoro. Ad oggi, nel mondo ci sono 52 milioni di lavoratori in meno rispetto al 2019.

Prezzi alle stelle L’Istat ha confermato per dicembre 2021 l’inflazione a +3,9%, trainata dai prezzi dei beni energetici. Crescono anche i beni alimentari. E l’anno nuovo parte già con un +1,8% ereditato dagli ultimi 12 mesi.

Locomotiva Con una crescita del +1,9% rispetto al mese precedente, a novembre la produzione industriale italiana ha registrato una crescita del 6,3% rispetto al 2020, superando le performance di Germania e Francia e andando oltre i livelli pre-Covid. In corsa farmaci, alimentari e macchinari. Male le auto.

 

DOSSIER CALDI
Romanzo Generali Dopo le dimissioni improvvise di Francesco Caltagirone dalla carica di vicepresidente e consigliere di Assicurazioni Generali, anche il consigliere Romolo Bardin ha lasciato il board della prima compagnia di assicurazione italiana. In una lettera molto dura, Caltagirone ha messo nel mirino governance, consiglieri indipendenti e soci della compagnia. Si attende ora il consiglio d’amministrazione di martedì 18 gennaio con l’esame delle liste per il rinnovo.

  • Per capire Nello scontro per il controllo del gruppo ci sono due schieramenti: da un lato, Caltagirone con Leonardo Del Vecchio e Fondazione cassa di risparmio di Torino – uniti in un patto di consultazione che raccoglie all’incirca il 16% del capitale – e dall’altro il consiglio della compagnia e il primo azionista Mediobanca.

Risiko Tim Martedì 18 gennaio il direttore generale di Tim Pietro Labriola presenterà a un consiglio informale la bozza del piano industriale e finanziario, che dovrà poi essere approvato dal cda del 26 gennaio. Il 21 gennaio è stato invece convocato un cda straordinario per nominare il nuovo ad, per cui Labriola dovrebbe prendere tutte le deleghe e avviare così l’operazione di scorporo della rete dai servizi.

Allo sportello Bper è stata scelta dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, azionista di maggioranza di Carige, per trattare in esclusiva la cessione della banca ligure. Il Fitd ricapitalizzerà Carige per 530 milioni e l’istituto modenese ha a disposizione quattro settimane per analizzare i conti. L’accordo finale è atteso entro metà febbraio.

 

ORIZZONTI 2022
Come il bucato nel weekend Con il caro energia che sta mettendo in ginocchio le imprese, La Stampa ha raccontato il caso delle fabbriche del Nord che per risparmiare sulle bollette tengono aperti gli impianti di sabato e domenica, quando l’elettricità costa meno, riposando il lunedì. Proprio come le famiglie che fanno la lavatrice nel fine settimana perché conviene di più.

Costi e benefici smart Secondo un sondaggio di Ipsos per Confesercenti, il nuovo ricorso allo smart working in Italia contro l’aumento dei contagi comporterà 850 milioni di euro al mese di consumi in meno nei negozi e nei ristoranti delle città. Uno studio condotto da un team di economisti americani mostra però come il lavoro da remoto abbia attivato “il capitale potenziale” prima sottoutilizzato, contribuendo così ad attenuare il crollo del Pil (con un peso dell’8-14% sul totale).

Il peso del green Secondo uno studio del ministero dello Sviluppo economico, in Italia ci sono 101 imprese della componentistica auto, concentrate nella filiera diesel e benzina, che potrebbero essere messe in ginocchio dal passaggio ai veicoli green. Con 26mila posti di lavoro a rischio. Sul fronte opposto, ci sono invece 40 aziende ad alto potenziale.

Qui Davos Nei primi due anni di pandemia i dieci uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, 163 milioni di persone sono cadute in povertà a causa della pandemia. I numeri arrivano dal rapporto di Oxfam “La pandemia della disuguaglianza”, pubblicato in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, che andrà avanti – in versione virtuale – fino al 21 gennaio.

Caro Mark… Nella classifica “Best place to work” stilata dalla società americana Glassdoor, Facebook è passata dall’11esimo al 47esimo posto. Tra i principali aspetti negativi, vengono annotati il fatto di essere spesso sotto i riflettori della stampa, la mancanza di azione da parte dei manager sui problemi della piattaforma social e i dubbi sulla futura direzione dell’azienda dopo la presentazione di Meta. Nella top ten, invece, i primi tre posti sono occupati da Bain & Company al primo posto, Nvidia al secondo e In-N-Out Burger al terzo. Google si trova in sesta posizione e Microsoft al nono posto della classifica.

 

AGENDA
Lunedì 17 gennaio: World Economic Forum di Davos (fino al 21 gennaio); Eurogruppo; Istat, inflazione a dicembre; Nota congiunta Bankitalia, ministero Lavoro e Anpal sul mercato del lavoro; audizioni alla Camera sul Milleproroghe.
Martedì 18 gennaio: Ecofin; cda informale di Tim; cda Generali; audizione ministro Colao sul Pnrr; audizione ministro Cingolani sui prezzi energia.
Mercoledì 19 gennaio: ministro Giorgetti incontra rappresentanti delle imprese energivore; incontro sui lavoratori in somministrazione; presidio dei sindacati al Mise sulla vertenza Caterpillar; audizione di Altavilla e Lazzerini su Ita.
Giovedì 20 gennaio: Dati Inps su Osservatorio sul precariato; Tavolo tecnico governo-sindacati al ministero del Lavoro su pensioni di garanzia per giovani e donne.
Venerdì 21 gennaio: cda Tim per nomina ad; da Davos arriva il Global Economic Outlook.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta


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