Lotta gastronomica di classe I ricchi son tutti giovani, magri e belli

L’obesità e la povertà sono correlate: perché chi si nutre con alimenti che costano meno ha più probabilità di ingrassare e di ammalarsi, introducendo nel suo corpo pochi nutrienti e troppe calorie “vuote”. Soprattutto in un momento di grande instabilità economica come l’attuale

L’ultimo Studio Aladdin del Ministero dei consumatori spagnolo ci dice che tra i fattori legati all’obesità continuano a spiccare quelli legati alle abitudini alimentari e alla mancanza di attività fisica, come il basso consumo di frutta e verdura o l’uso eccessivo di schermi. Ma permane anche un divario significativo nella situazione di peso degli studenti a seconda del livello di reddito della famiglia e del livello di istruzione dei genitori. Le classi più svantaggiate soffrono di più di eccesso di peso e problemi associati a una cattiva alimentazione. Se poi peggiora anche la situazione occupazionale, il livello di istruzione è scarso, lo stato di salute dei genitori e del livello socioeconomico della famiglia sono in crisi, il rischio di sovrappeso o obesità nei bambini aumenta in maniera significativa.

Se veniamo identificati economicamente con la casa che abitiamo, l’auto che guidiamo, il cellulare che abbiamo tra le mani, nn è così automatico che veniamo riconosciuti come poveri o ricchi attraverso il nostro aspetto estetico. In realtà, il nostro stato di salute e la nostra forma fisica sono lo specchio anche della nostra solidità economica. Più basso è il nostro reddito, più è probabile che soffriamo di obesità (tra le altre malattie). Se entriamo nel dettaglio e osserviamo come viene distribuito questo eccesso di peso, importanti ricerche scientifiche comparse su Nature confermano che la composizione corporea sarà peggiore, con meno massa muscolare e più massa grassa, per tutte le fasce d’età. L’obesità infantile è una sfida per la salute pubblica riconosciuta a livello mondiale ed è uno dei principali determinanti dell’obesità nell’età adulta. E questo succede solo nei paesi ad alto reddito: laddove c’è basso reddito diffuso nel Paese, le cose vanno in maniera diametralmente opposta. Là, infatti, si soffre di denutrizione, mentre da noi di malnutrizione o sovranutrizione. Secondo Unicef nei paesi ricchi i bambini che sono vittime di esclusione sociale sono quelli a più alto rischio di essere sovrappeso o obesi. E questa situazione può segnare la loro salute per tutta la vita perché è uno dei principali determinanti dell’obesità negli adulti: fino al 70% dei bambini che ne soffrono ne soffriranno anche nella vita adulta.

Nei paesi in via di sviluppo le persone con più risorse sono quelle con peso corporeo più elevato, perché i cittadini con redditi più bassi conducono vite faticose e non hanno accesso a cibi significativi dal punto di vista calorico e nutrizionale: la preoccupazione non è l’eccesso di peso ma il puro accesso a cibo.

Ma nei paesi più ricchi, nutrirsi male è una scelta, a volte forzata e imposta dalle circostanze, ma non possiamo certo dare la colpa all’indisponibilità di cibi e ingredienti sani, che si trovano ovunque. Il problema è come sempre molto più complesso. Ci si nutre male perché è più facile, e le fasce più deboli della popolazione hanno meno tempo, in generale, perché sono costrette a spostamenti più lunghi, a lavori che richiedono più presenza, a un impegno che impedisce di prendersi pause da dedicare alla ricerca e alla preparazione di piatti sani.

L’ambiente alimentare ha un impatto decisivo sulle nostre scelte, e possiamo farci un’idea di quale sia la sua capacità di influenzare sapendo che in Spagna il 41,3% dei minori e fino al 54,5% degli adulti sono in sovrappeso. Anzi: predominano gli ambienti obesogenici e sarebbe un errore concepirli come aspetti isolati del nostro ambiente o come aneddoti solitari sotto forma di pubblicità di dolci su una pensilina dell’autobus o nei prodotti malsani del distributore automatico .

Avere determinati alimenti a portata di mano, avere un’ampia e diversificata offerta di junk food, è uno dei fattori su cui le aziende puntano per aumentare le proprie vendite. E sempre secondo lo studio citato dall’inserto di cucina di El Pais, El comidista, a Madrid, le scuole situate nei quartieri a basso reddito sono molto più vicine ai negozi che vendono cibi e bevande malsane rispetto a quelle situate nelle zone più favorite. Ma il fatto di essere in una zona svantaggiata può contribuire al peso anche per altri motivi: può essere più facilmente che le zone siano più a rischio, e che non abbiano parchi o aree sportive, il che porta necessariamente a più sedentarietà. Avere accesso a cibi sani non garantisce un’alimentazione corretta.

L’ambiente obesogenico decide per te

L’ambiente alimentare è stato definito in Obesity Reviews come l’ambiente fisico (accessibilità, qualità, promozione), economico (costo), politico (regole) e socioculturale (norme e credenze), condizioni e opportunità che influenzano le scelte alimentari e lo stato nutrizionale della popolazione. Questo ambiente può essere “obesogenico”, ovvero portarci alla scorretta nutrizione che porta all’obesità. E questo succede in tanti modi. Intanto, perché abbiamo fretta, e quando andiamo a fare la spesa invece di scegliere prodotti sani siamo più sedotti da prodotti che richiedono meno impegno e tempo per la loro preparazione. Non è l’offerta che fallisce, ma le condizioni che ti fanno scegliere cibi malsani che finiscono nella tua dispensa. I determinanti della domanda e dell’offerta possono creare un ambiente alimentare sbagliato.

Ma questa non è la sola cosa, in realtà sono troppi gli aspetti che remano contro. Se il tuo lavoro è precario e con orari impossibili, avrà un impatto sull’organizzazione familiare, che è un potenziale fattore di rischio per l’obesità infantile: se vai in metropolitana alle sei del mattino, è improbabile che tu potrai sederti a tavola tranquilloÈ probabile che tu sperimenti stress e una salute mentale peggiore, il che rende anche più difficile attenersi a un buon modello dietetico.

Cambiare strada sarà più difficile, e il comportamento reiterato diventerà un’abitudine, uno stile di vita, sempre più complesso da sradicare in età adulta.