Una Repubblica fondata sul verdeCosa cambia ora che la tutela dell’ambiente è in Costituzione?

La modifica all’articolo 9 della Carta per tutelare «l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi» segnala uno spostamento di equilibri politici, ma sarà anche cruciale nella transizione ecologica e nella produzione legislativa

Unsplash

La notizia di questi giorni è che nella nostra Costituzione è stata inserita la tutela ambientale. Lo scorso martedì la Camera ha approvato definitivamente la modifica, e così l’articolo numero 9 e 41 hanno cambiato parzialmente forma. Grazie all’ultima delle quattro letture che servono a modificare la Costituzione ora il processo è volto al termine, e non c’è bisogno di alcun referendum. Nel giro di poche ore Roberto Fico, presidente della Camera, ha dichiarato che «si tratta di un passaggio storico» e di «un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese». Bene, ma cosa cambierà, concretamente, con questa modifica?

A prima vista potrebbe sembrare un atto dovuto, una presa d’atto che la coscienza comune, sui temi ambientali, ha recentemente fatto dei passi avanti. Ma se si tratta soltanto di questo, di una formalità utile solo a ribadire l’ovvio, allora alla domanda di prima dovremmo rispondere che non cambierà nulla, d’ora in poi. Ed effettivamente, guardando i numeri con cui la proposta è passata alla Camera (468 voti a favore, sei astenuti e un solo contrario), si potrebbe pensare che con questa novità siamo già oggi tutti d’accordo. Che la modifica costituzionale non sia altro che un aggiornamento di ciò che già esiste.

Veniamo ai fatti. La modifica prevede che nell’articolo 9 la Repubblica, oltre a promuovere «lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica», tutela anche «l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni». Sempre nell’articolo 9 da oggi viene sancito che «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». L’articolo 41, invece, che prevede che l’iniziativa economica sia libera a meno di svolgersi «in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana» da oggi a queste eccezioni aggiunge anche «alla salute, all’ambiente».

Per capire il peso di questa novità – o semplicemente indagare se ne abbia uno – è utile fare un passo indietro, e tornare al 2021, quando furono presentate le proposte di modifica. Lì, per quanto di questa modifica se ne parlasse con favore da anni, e fosse sostenuta da decine di associazioni e una larga maggioranza dei cittadini, la Lega presentò 250mila emendamenti. L’idea, insomma, era di bloccare la proposta. A fare ostruzionismo fu Roberto Calderoli e altri quattro rappresentanti della Lega in Parlamento. Il partito guidato da Matteo Salvini oggi, invece, ha votato a favore. 

Cosa sia successo in un anno è ovvio: la Lega passa un periodo molto difficile, e sempre più spesso si comporta da forza di governo. Fino a poco tempo fa invece, per quanto sostenesse diversi degli scorsi governi in carica, il partito di Salvini spingeva su una comunicazione più “ribellista” e tipica delle forze di opposizione. Oggi, quel posto, lo ha guadagnato Fratelli d’Italia, non a caso l’unico partito oggi all’opposizione. La prova è che quei sei astenuti e un contrario che citavamo all’inizio di questo articolo, gli unici sette che, martedì scorso, non hanno contribuito a modificare la Costituzione, sono proprio del partito guidato da Giorgia Meloni. Eppure è la Lega a essere il partito che, storicamente, ha legami più stretti con cacciatori e imprenditori che si occupano di allevamenti. Insomma, l’animalismo e l’ambientalismo sono anche delle posizioni politiche ideologiche, che possono cambiare nel giro di pochi mesi. Ricordiamo tutti la comunicazione politica, tutta incentrata sulla tenerezza degli animali e il dramma del randagismo, portata avanti da Michela Brambilla. In quel modo Forza Italia si avvicinò, o cercò di farlo, all’ambientalismo che per la politica rimane, innanzitutto, un bacino di voti.

La recente modifica della Costituzione, com’è ovvio, avrà anche delle ripercussioni sull’interpretazione delle leggi. La principale fonte di diritto della nostra Repubblica serve a questo, a indirizzare chi le leggi le scrive, a mettere dei paletti, come anche a porre le basi per chi quelle leggi le dovrà interpretare. Infine c’è il valore simbolico – che è quello a cui si riferiva Roberto Fico – di questa decisione presa a così larga maggioranza.

Gli attivisti, in questo senso, sperano che la nuova modifica possa essere d’aiuto ad accelerare la transizione ecologica, ad aumentare l’accuratezza con cui si trattano i temi ambientali e, perché no, ad aumentarne la rilevanza nell’azione di governo. Il ministro Cingolani, a proposito, ha detto che «questo voto del Parlamento segna una giornata epocale» e che lui stesso testimoniava «la presenza del governo che crede in questo cambiamento». 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter