Uno per tuttiI piccoli cambiamenti al nostro stile di vita che potrebbero davvero salvare il pianeta

A livello “micro”, ognuno di noi svolge un ruolo importante nella crisi ambientale. Ecco perché diventare vegetariani o limitare gli acquisti di indumenti inutili può fare la differenza, se lo facciamo in tanti

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La crisi climatica e i problemi che essa porta con sé hanno tristemente dominato le prime pagine dei giornali negli ultimi anni. Il colpo di grazia è poi arrivato qualche giorno fa, quando un report scientifico delle Nazioni Unite ha spiegato senza mezzi termini come il riscaldamento globale causato dall’uomo – già mortale per via delle condizioni meteorologiche estreme – sia inarrestabile, e destinato a peggiorare nei prossimi anni.

«Le prove scientifiche cumulative sono inequivocabili: il cambiamento climatico è una minaccia per il benessere umano e la salute del pianeta», così si legge sul comunicato stampa dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il gruppo intergovernativo fondato nel 1988 volto a guidare i leader mondiali verso uno sforzo comune per frenare il cambiamento climatico.

Gli scienziati hanno avvertito che alcuni rischi associati alla crisi ambientale e al riscaldamento globale possono ancora essere prevenuti o ridotti, ma solo tramite un’azione tempestiva. I leader mondiali si sono impegnati e stanno tuttora lavorando per ridurre le emissioni di gas serra del loro paese, promuovendo vari cambiamenti nei settori dell’energia, dei trasporti e dei rifiuti per provare a raggiungere tali obiettivi.

Nonostante il percorso dei governi verso un futuro più green sia fatto di alti i bassi, non possiamo puntare il dito solo ed esclusivamente verso i politici se la situazione non sta migliorando. I dati infatti parlano chiaro: le azioni dell’essere umano stanno contribuendo alla distruzione del pianeta. A livello micro quindi, anche ognuno di noi svolge un ruolo importante in questa crisi.

Non è però troppo tardi per scongiurare gli effetti peggiori del cambiamento climatico, anche se il tempo stringe.

Secondo un nuovo studio, tutte le persone che risiedono nei paesi più benestanti possono fare la loro parte nel limitare le conseguenze del climate change apportando sei (relativamente semplici) cambiamenti al loro stile di vita, volti a frenare il consumo incontrollato che sta parzialmente causando la crisi climatica. L’obiettivo è quello di creare una società fatta di «less stuff and more joy» (cioè «meno cose e più gioia»).

Il report è stato pubblicato in concomitanza con il lancio di un nuovo movimento attivista per il clima – Take the Jump – che mira a persuadere le persone e le comunità che anche loro possono  «avere un impatto diretto nel qui e come».

Tom Bailey, co-fondatore della campagna, ha dichiarato: «Questo studio pone fine una volta per tutte al dibattito sul fatto che tutti i cittadini possano avere un ruolo nella protezione della nostra terra. I dati mostrano infatti chiaramente che i governi e il settore privato hanno il ruolo più importante da svolgere, ma è altrettanto chiaro che gli individui e le comunità possono fare un’enorme differenza».

La ricerca, condotta dagli accademici dell’Università di Leeds e analizzata dagli esperti della società di ingegneria globale Arup e del gruppo C40, ha rilevato che seguire questi impegni potrebbe portare alla riduzione di un quarto delle emissioni necessarie per mantenere il riscaldamento globale entro 1.5 gradi. Se attuati, questi cambiamenti aumenterebbero poi la pressione sul governo e sul settore privato al fine di apportare una necessaria rivoluzione sistemica di vasta portata.

Questi cambiamenti non richiedono un costo aggiuntivo o uno sforzo troppo impegnativo, ma offrono diversi vantaggi al nostro stile di vita, aiutandoci a vivere in modo più ecologico.

Per salvare il pianeta un (piccolo) passo alla volta, allora possiamo adottare questi comportamenti nella nostra vita quotidiana:

  • Seguire una dieta prevalentemente vegetale, con meno carne, sane e giuste porzioni e senza sprechi;
  • Acquistare non più di tre nuovi capi di abbigliamento all’anno;
  • Conservare i prodotti elettrici per almeno sette anni;
  • Non prendere più di un volo a corto raggio ogni tre anni e un volo a lungo raggio ogni otto anni;
  • Se possibile, evitare di usare veicoli a motore personali. In caso contrario, utilizzare lo stesso veicolo per più anni possibile;
  • Dare una spinta al sistema scegliendo banche etiche, energia pulita e manifestando pacificamente per il cambiamento.

«Questo approccio è diverso dagli altri perché la ricerca non implica che gli individui siano responsabili del cambiamento dei sistemi globali» – ha spiegato Bailey – «Tuttavia, sappiamo che ogni singolo cambiamento personale nelle nostre vite può, collettivamente, avere un impatto enorme». Fare un tentativo, per quanto piccolo possa essere, è quindi sempre un buon inizio.

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