Drink gameCon il cibo non si gioca…ma con il vino sì

Nati per “sdrammatizzare” l’aura sacrale che circonda l’attività dei sommelier, cimentarsi con strategie di marketing attuali e, al tempo stesso, acquisire nuove competenze. L’ultimo trend in fatto di giochi da tavolo e videogame guarda al mondo del vino (e dintorni)

L’enogastronomia in scatola
Sembravano passati di moda, eppure i giochi “di società” e “da tavolo” sono recentemente andati incontro a una rinnovata fortuna, tornando in auge grazie alla capacità di intercettare gli interessi di un pubblico sempre più sensibile al fascino di tutto ciò che riguarda l’enogastronomia e, in particolare, l’enocultura, trasformando l’eccellenza del vino in un lusso alla portata di tutti.

Alla scoperta dell’universo di Bacco
Dai giochi di strategia ai party games con degustazioni bendate, dai quiz ai puzzle didattici, le vie dell’intrattenimento incentrato sul mondo del vino sono infinite. Ma tutte uniscono divertimento e scoperta in un vero e proprio viaggio tra vigneti e cantine, da soli o in compagnia, senza muoversi da casa. Tra geografia dei vitigni, annate, storia, rapporto con l’arte e la scienza, aneddoti e personaggi famosi, l’ingrediente principale è sempre la curiosità, che permette di divertirsi e contemporaneamente imparare qualcosa di nuovo su uve, etichette, bicchieri, galateo e leggende.

Ce n’è per tutti i gusti
Gli spunti per un divertimento basato sulla particolare forma di cultura incentrata sul mondo del vino sono davvero infiniti. Per gli aspiranti sommelier o per coloro che di fronte alla carta dei vini al ristorante vanno nel panico, l’ideale sono i giochi-degustazione (“Winerd”, “From Vines to Wines”, “All You Need Is Wine”, “Sommify”), che aiutano ad affinare il palato, attraverso l’assaggio alla cieca di diversi vini e l’acquisizione delle competenze fondamentali per riconoscerli e abbinarli ai piatti, senza la cerimoniosità delle degustazioni riservate agli esperti del settore. Mentre chi sogna di dirigere una cantina di successo può mettersi alla prova con i giochi di strategia gestionale (come “Wine Wars”, “Wine Race Game” e “Vinhos”), che consentono di calarsi temporaneamente nei panni di un manager di azienda vinicola e immaginare di gestire un vero e proprio business legato alla produzione enologica, apprendendo il più possibile sul ciclo vitale delle vigne e su tutte le fasi della vinificazione (pigiatura, fermentazione, invecchiamento e imbottigliamento).

Tutto il mondo nel bicchiere
La moda del turismo enogastronomico ha ispirato giochi ad hoc per chi vuole fare un viaggio attraverso i vigneti e le più rinomate cantine d’Italia. Tappa obbligata: le colline toscane, apprezzatissime anche dagli stranieri, sia nella realtà sia in versione ludica, tanto che la statunitense Stonemaier Games, dopo il gioco di carte “Viticulture” ha lanciato, “Tuscany”, la versione ambientata nei luoghi più gettonati dai tour dell’enoturismo nostrano. Ovviamente, non mancano giochi che guardano anche al di là dei confini nazionali, non solo perché disponibili in francese, inglese, spagnolo, portoghese e tedesco (come “Trivial Pursuit! Edition Des Vins”, “Vino! The exciting game of wine”, “Wine IQ”, “Wine Smarts” e altri ancora), ma anche perché ambientati in alcuni dei Paesi vinicoli più famosi del mondo, dalla Francia alla Spagna, fino agli Stati Uniti e al Sud Africa (“Il grande gioco del vino” creato dalla Lisciani, “The Wine Game” e la versione dedicata del celebre quiz “Vino”, Trivial Chianti, realizzato da Giochi Briosi e disponibile anche in versione social sulla piattaforma Facebook).

Anche i classici si rinnovano in chiave “alcolica”
Accanto passatempi di nuova generazione dedicati al vino, si trovano anche riedizioni “a tema” di grandi classici come il Monopoli e il Risiko, che per l’occasione si trasformano in Wineopoly” e “Drinkopoly”, giochi di strategia il cui scopo è quello di battere la concorrenza degli avversari cimentandosi nell’arte della vitivinicoltura. Invece dalla partnership tra Winning Moves e Buonissimo.it. lo scorso novembre è nato “Monopoly Buonissimo”, che amplia del gioco anche a piatti e ricette iconici delle tavole del Belpaese.

Mosaici di gusto…
Un passatempo ideale per chi ha pazienza sono i puzzle educativi che, pezzo dopo pezzo, insegnano in modo originale a collocare vini, vigneti e denominazioni nelle giuste aree geografiche di produzione. Quelli prodotti da “Water & Wines” meritano una menzione particolare, perché quest’azienda svedese fondata, nel 2020 e gestita da due giovani donne sommelier, unisce la passione per il vino con il rispetto per l’ambiente. Infatti, oltre a rispettare i più severi standard ecologici e a utilizzare materiali riciclabili per realizzare tanto i giochi quanto gli imballaggi, Water & Wines ha assunto l’impegno, per ogni articolo venduto, di piantare un albero e fare una donazione per migliorare l’accesso globale all’acqua potabile nelle aree del mondo dove questo è ancora un lusso.

Anche i più piccoli possono partecipare
Chi è troppo giovane per poter bere davvero un calice può comunque iniziare a conoscere il vino e la cultura che ruota attorno alla sua produzione, grazie a proposte pensate apposta per introdurre bambini e ragazzi al mondo delle etichette e delle eccellenze della vitivinicoltura. Un esempio è “Quiz Chef Vini”, la versione “enologica” del precedente “Quiz Chef Junior”, ideato da Silvano Sorrentino e riservato agli over-14, con l’obiettivo di renderli partecipi di un aspetto fondamentale della loro cultura e, al tempo stesso, indurli ad adottare un approccio responsabile nei confronti del vino.

Dalla botte alla realtà virtuale
Proprio com’è successo per altri settori di eccellenza italiani (per esempio il calcio), anche la cultura del vino non poteva non approdare al mondo digitale. O meglio: i videogames non poteva resistere all’attrazione di trasportare la produzione enologica nella dimensione virtuale. Così è nato il primo videogioco gestionale e simulativo sulla produzione di vino: “Hundred Days – Winemaking Simulator”, lanciato nel 2021 dallo studio italiano indipendente Broken Arms Games di Alessandria (Piemonte). Tutto ruota attorno al vino, titolo incuso: in italiano “Cento giorni” si riferisce al tempo necessario alla vite per compiere il suo ciclo vitale (dalla fioritura alla maturazione dell’uva). Lo stesso vale per gli scenari, immaginari ma evocativi dei tipici paesaggi della vitivinicoltura italiani e non solo (dalle Langhe al Napa Valley, fino al Sud Africa), in cui i videogiocatori devono confrontarsi con tutti gli aspetti della produzione enologica, sfidandosi in abilità per affrontare nel modo corretto tutti i passaggi della gestione di un’azienda vinicola (selezione delle viti, coltivazione, vinificazione, maturazione imbottigliamento e vendita).
Per i dieci anni della linea 12eMezzo di Varvaglione, vini dedicati ai clienti più giovani, è nato un videogame immersivo. A guidare i giocatori tra i vigneti c’è Ercolino, il cane della famiglia di viticoltori pugliesi. Si tratta di evitare tutto ciò che mette in pericolo la vite e l’uva, arrivando a svolgere correttamente anche le fasi di imbottigliamento e la degustazione. Basta collegarsi da qui per partire alla scoperta del mondo enologico, con tanto di tappa finale al Vinitaly. Questo wine game ha anche una durata precisa: un mese per tre livelli, lanciati con cadenza settimanale, ognuno dei quali rivolto a una fase diversa della catena di produzione. Durante il gioco si potranno ricevere anche codici sconto e gadget.

 

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