Teatro e non soloGli spettacoli e le mostre da vedere al Parenti

C’è in scena il capolavoro dell’australiano Bovell, ma anche Paolo Ventura che espone le sue opere. E poi i russi e James Joyce

di Svevo Bellucci

WHEN THE RAIN STOPS FALLING
dal 29 marzo al 3 aprile | Sala Grande
29/03 ore 20:00 – 30/03 ore 19:45 – 31/03 ore 21:00 – 01/04 ore 19:45 – 02/04 ore 19:45 – 03/04 ore 16:45
2 ore
Ritmo incalzante per un viaggio nel tempo che attraversa quattro generazioni di padri e figli, di madri e mogli. Ottant’anni di saga familiare, tra passato e futuro, attorno a una ferita comune.
In un’affascinante struttura drammaturgica, costruita sapientemente dal pluripremiato drammaturgo australiano Andrew Bovell, azioni e rimozioni, oblii e ricordi, muri di silenzio e rotture, ricerca della verità e fughe senza ritorno rivelano come negli alberi genealogici non vi siano scritti solo i nomi, ma anche comportamenti, inclinazioni, desideri ed errori.

Vincitore di tre premi Ubu 2019:
Miglior nuovo testo straniero, Miglior regia e Migliori costumi
di Andrew Bovell
da un progetto di lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli
traduzione Margherita Mauro
con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese,  Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano
scene Carlo Sala
costumi Gianluca Falaschi
disegno luci Luigi Biondi
disegno del suono Alessandro Ferroni
disegno video Maddalena Parise
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione
Teatro Due
con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

IL SOSIA
dal 22 marzo al 10 aprile | Sala AcomeA
25/03 ore 19:15 – 26/03 ore 19:15 – 27/03 ore 15:45 – 29/03 ore 20:30 – 30/03 ore 19:15 – 31/03 ore 20:30
1 ora e 30 minuti
Goljadkin è un personaggio del sottosuolo, drogato di vita, ma sempre più inadatto alle relazioni sociali. Apre la porta – o forse è uno specchio? – e gli appare un sosia allucinato e spaventoso, divertente e assurdo, in grado di sconvolgere completamente la sua esistenza. L’allucinazione del doppio produce sogno, smarrimento, visioni, ogni riflessione si sdoppia, ogni esperienza si divide in un gioco di specchi dal grande potenziale teatrale.
Goljadkin piano piano perde coscienza di ciò che è reale e di ciò che esiste solo nella sua immaginazione. La scissione dell’io, lo scontro tra un io impacciato, tormentato, goffo, eternamente perseguitato e un io sfrontato, aggressivo.

dal romanzo di Fëdor Dostoevskij
progetto e regia Alberto Oliva
adattamento Fabio Bussotti
con Elia Schilton e Fabio Bussotti
scene Csaba Antal
luci Paolo Casati
video Alberto Sansone
costumi Simona Dondoni
assistente alla regia Fabrizio Kofler
maschera Ilaria Ariemme
macchinista Filippo Strametto
elettricista Gianni Gajardo
fonico Mike Allen Reyes
sarto Giacomo Viganò
costumi costruiti presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
si ringraziano gli allievi dell’Accademia del Centro Teatro Attivo
produzione Teatro Franco Parenti

 

30 marzo | Sala Café Rouge
L’ULISSE DI JOYCE E I NOSTRI UNIVERSI
ore 18:30

Per la prima volta l’Ulisse di James Joyce viene pubblicato in edizione bilingue con testo inglese a fronte: il testo originale (completo di varianti a stampa e manoscritte), la traduzione italiana, l’introduzione, i quattro saggi tematici (redatti da esperti di fama internazionale) e il rigoroso commento (più di 200 pagine in cui si spiegano allusioni e fonti) contribuiscono a rendere questo volume un unicum.
L’opera è dotata di un corposo corredo di apparati: gli schemi interpretativi redatti dallo stesso Joyce, le mappe della Dublino dei primi del Novecento in cui sono indicati i luoghi delle peregrinazioni in città, le corrispondenze omeriche e le biografie dei singoli personaggi si rivelano strumenti indispensabili per addentrarsi nel complesso labirinto del testo. Il libro, attraverso intricate architetture, descrive, nell’arco di quasi 24 ore (dalle 8 del mattino del 16 giugno 1904 alle prime ore del giorno seguente) i viaggi fisici e mentali di alcuni dublinesi, e in particolare dei coniugi Leopold e Molly Bloom. I protagonisti vivono una giornata ordinaria che, nell’attenzione maniacale per il dettaglio, diviene rivelatrice. Li accompagna Stephen (giovane intellettuale, avatar e alias di Joyce stesso) che si perde tra pensieri oscuri, sonore ubriacature e vagabondaggi nel quartiere a luci rosse di Dublino.
È un’opera nata, e in gran parte scritta, in Italia: la prima intuizione, concepita nel breve soggiorno romano tra il 1906 e il 1907, è stata ripresa e sviluppata a Trieste molti anni dopo, per trovare infine conclusione a Parigi. L’Ulisse, che nel febbraio del 2022 compie cent’anni, ha suscitato l’ammirazione di numerosi grandi scrittori, tra cui T. S. Eliot, Vladimir Nabokov, Jorge Louis Borges, Anthony Burgess e Umberto Eco.

In occasione della pubblicazione della nuova traduzione con testo a fronte di
Ulisse di James Joyce (Bompiani),
il traduttore e curatore Enrico Terrinoni
dialoga con Mauro Covacich

dal 1 al 15 aprile | Palazzina dei Bagni Misteriosi
SHORT STORIES
Mostra di Paolo Ventura
01/04 ore 18:00-21:30 – 02/04 ore 11:30-20:00 – 03/04 ore 10:00-17:00
da 04/04 a 15/04: lun-sab 18:00-21:00; dom 14:30-17:30

Paolo Ventura nasce a Milano nel 1968. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera e lavora per diversi anni come fotografo di moda, collaborando con riviste acclamate come Elle, Marie Claire e Vogue prima di trasferirsi a New York.
Qui inizia un lavoro di costruzione artigianale di scenari popolati da burattini, piccoli set teatrali fatti a mano utilizzando materiali di recupero che evocano i tempi passati.
Tavolta le scenografie diventano veri set fotografici dove l’artista entra a far parte di questi mondi fantastici, ritraendo se stesso o la sua famiglia come interpreti delle storie che va a costruire; e alla fotografia sovrappone un lavoro pittorico di collage, un iter complesso fatto di ricerca storica, artigianato, manualità, composizione scenografica, fotografia e pittura in un mix di grande fascino.
Fin dagli anni newyorkesi Paolo Ventura espone in diverse gallerie prestigiose, sia negli USA che in Europa, e grandi musei acquistano sue opere. Al suo ritorno in Italia, continua a realizzare le sue storie e avvia collaborazioni con importanti teatri.
Dall’incontro con Andrée Ruth Shammah, regista dello spettacolo Il delitto di via dell’Orsina di Eugène Labiche, per cui realizza sagome come elementi di scenografia, nasce la collaborazione con il Teatro Franco Parenti e il progetto di esporre il suo lavoro ai Bagni Misteriosi.

27 marzo e 3 aprile | Sala Foyer
BIM BUM BRUNCH
la domenica al Parenti
dalle 11:30 alle 14:30

Brunch della domenica nello splendido foyer del Teatro Franco Parenti con attività per bambini dai 4 ai 10 anni: letture animate, giochi teatrali e laboratori creativi

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