Nel mondo del vino le aggregazioni di produttori, le associazioni e i consorzi sono all’ordine del giorno: perché da tempo le aziende produttrici si sono rese conto che lavorando insieme i risultati di tutti migliorano e si moltiplicano le performance diminuendo di solito le energie spese per singola realtà.
È nata per questo “Noi di Costigliole d’Asti”, l’Associazione Produttori Barbera costituita nella primavera del 2020 che raccoglie 43 aziende vitivinicole con vigneti sul territorio comunale e comprende 2 distillerie di grappa sempre del territorio.
Cittadina simbolo della produzione vitivinicola, Costigliole d’Asti il comune più vitato della regione Piemonte e le sue colline vantano un terroir fatto di microclimi ed espressioni caratteristiche che si concentrano nella sua uva, soprattutto Barbera, vino principe di questo territorio. Una produzione importante e una posizione ideale, all’incrocio delle tre aree che insieme compongono le colline Patrimonio dell’Umanità (Langhe, Monferrato, Roero).
Il Castello che domina l’abitato è il luogo naturale per lo studio, la degustazione e la sperimentazione per il settore e oggi è la sede del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e della stessa Associazione.
Ma quali sono gli obiettivi di questo agguerrito e determinato gruppo di produttori? Innanzitutto aggregare e integrare i produttori del comune, per fare un fronte compatto nella valorizzazione di questa zona e del suo vino principe. E poi fare cultura: perché qui è importante che il vino sia parte della narrazione del territorio e diventi uno degli strumenti su cui fare comunicazione e informazione. Mettere in squadra chi produce cibi tipici, vino e chi fa accoglienza diventa quindi determinante per aumentare esponenzialmente le presenze sul territorio, rilanciandolo come zona turistica vocata all’accoglienza enogastronomica.
Ma serve anche un’altra cosa, molto importante: serve costruire un senso di appartenenza, serve un orgoglio locale da rendere sempre più diffuso e condiviso. Da qui alla sua diffusione in Italia e nel mondo il cammino da fare è lungo e complesso, ma bisogna iniziare da chi ha scelto questa zona come sua patria d’elezione.
Per rilanciare il ruolo della Barbera e la sua valorizzazione in tutti i suoi aspetti occorre perseveranza, ma le attività di questo gruppo di imprenditori sono già a buon punto: tante le attività attivate durante i lockdown, come per esempio i corsi di formazione per gli associati. Ma anche la collaborazione con una rete di alberghi e strutture di accoglienza e ricettive attivate per costruire un circuito virtuoso e attirare sempre più turisti in zona. È fondamentale che si riesca a trasmettere il vantaggio di fare squadra, aumentando la consapevolezza dei singoli e avendo il giusto riconoscimento per la cultura del territorio di una città che su seimila abitanti vanta più di 60 aziende vitivinicole che insieme vendono 1,3 milioni di bottiglie.
L’amministrazione locale appoggia questa associazione e apprezza gli sforzi fatti, come anche il consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: la difesa e la promozione di una identità locale è sostenuta anche a livello istituzionale, perché non può che fare del bene a tutto il territorio.